Ventitre punti per ripercorrere insieme questo travagliato 2020, l’alfabeto del Pistoia Basket. Dalla A di Amalgama alla Z di Zelo
di Giacomo Mazzanti e Lorenzo Carducci
Il 2020, a livello mondiale, non sarà mai ricordato come “anno memorabile”. A Pistoia, nel basket specialmente, ancor di più. A partire dalla sospensione del campionato di A1, passando per l’autoretrocessione fino ad arrivare alle quarantene obbligatorie di settembre e alla brutta partenza in Serie A2. Queste ventidue parole ci faranno ripercorrere insieme il 2020 con l’alfabeto del Pistoia Basket.
A come AMALGAMA. Quella di cui si è tanto parlato ad inizio stagione e che, per il momento, non è ancora stata trovata dal Pistoia Basket. Un pre-season sicuramente tormentato da quarantene e infortuni non ha certo aiutato a trovarla, ma adesso serve come non mai per poter recuperare il terreno perso da Della Rosa e co.
B come BRYANT. La lettera B in questo disastroso 2020 non poteva che essere sua. Kobe è stato il primo segnale scoraggiante di questi dodici mesi, specialmente per noi di Pistoia. Il legame che aveva con la città è stato espresso a pieno nella Kobe’s Night al PalaCarrara. Una partita, vinta da Pistoia sul campo ma soprattutto dalla cornice che c’era intorno. Standing Ovation per Kobe e Gigi Bryant.
C come CORONAVIRUS. Per questo 2020 poche parole calzino a pennello come questa. Questo microscopico virus ha fatto danni incalcolabili anche al mondo dello sport, tra stadi vuoti e società fallite. A Pistoia, da settembre in poi, ha colpito più che in qualsiasi altra società di Serie A2 costringendo il roster a più quarantene che hanno bloccato il lavoro di gruppo.
D come DELLA ROSA. Gianluca, s’intende. Il capitano biancorosso si è dimostrato sempre più legato al progetto anche in questo sciagurato anno per il Pistoia Basket. Gianluca a giugno ha infatti rinnovato il suo contratto per altre due stagioni giurando amore a questi colori. Un capitano così serve a tutte le squadre perché come ha detto Saccaggi «ti trasmette la passione e ti fa giocare meglio in campo».
E come E-TRAINING. Ovvero l’allenamento svolto su piattaforme online e a distanza. Questo virus che ha costretto tutti allo stop forzato ha dato modo alle società di sviluppare questa nuova tipologia di allenamento, l’e-training appunto. Tutti collegati in videochiamata di gruppo agli ordini del coach e del suo staff tecnico per provare a mantenere la condizione fisica anche da casa. Un nuovo modo di intendere l’allenamento che, a detta di tutti, non rimpiazzerà mai la bellezza del gruppo in palestra.
F come FALSA PARTENZA. Inutile girarci intorno o provare a smorzare i toni, nessuno tra gli addetti ai lavori e i giocatori si aspettava di partire con un 1-5 nelle prime sei gare. Una sola vittoria ottenuta in casa con Latina è sicuramente un bottino magro per quelli che erano i piani di inizio stagione. Sicuramente l’infortunio di Marks ha condizionato tanto l’attacco biancorosso ma da adesso in poi serve invertire il ruolino di marcia.
G come GIORGIO TESI GROUP. In un anno in cui era difficile avere bei pensieri in testa, il Pistoia Basket in qualche maniera ci ha aiutato a farlo. Nell’estate infatti, dopo l’addio di OriOra come Title Sponsor, il Pistoia Basket ha legato di nuovo il suo nome alla Giorgio Tesi Group. Tanti tifosi dunque non hanno potuto fare a meno di pensare a quegli splendidi anni con la GTG sulle maglie che ha visto Pistoia trionfare e guadagnarsi la promozione in Serie A1.
H come HOMELESS. Senza casa. Questo termine purtroppo ricorda molto bene l’inizio di questa stagione. I problemi legati al PalaCarrara e l’esilio a Montecatini. La “casa” del Pistoia Basket è diventato quel PalaTerme che fino a pochi mesi prima era vista come tana del nemico – sportivo – dai giocatori biancorossi. Il permesso accordato dal comune di Montecatini scade il 31/12/2020 e Pistoia, ringraziando Montecatini per la disponibilità, spera di poter tornare nella sua vera casa per la seconda parte di stagione.
I come IL CONSORZIO. Che anche in questo anno così complicato si è confermato pilastro del Pistoia Basket grazie alle oltre cento aziende pistoiesi e toscane che continuano ad affidarsi e a credere in questo progetto. Da quest’anno poi, il Consorzio si è anche allargato al mondo dell’informazione e dell’editoria.
J come JUSTIN JOHNSON. Il ragazzone americano giunto a Pistoia dall’America, passando per Cagliari. Un’ala grande di 201 cm per 111 kg che ha fatto gioire più di una volta il PalaCarrara con il suo basket “rock ‘n roll”. Impresso nella mente dei pistoiesi rimarrà per sempre il canestro allo scadere con la Virtus Roma e la prestazione superlativa offerta in casa contro Reggio Emilia nella Kobe’s Night. Chiuderà la stagione con 13 punti e 7 rimbalzi di media a gara.
L come LOTTA PLAYOFF. Alla lettera F abbiamo parlato di piani di inizio stagione in maniera vaga, qui invece li mettiamo nero su bianco. Durante la pre-season, roster alla mano, si sapeva che Pistoia era magari un passo indietro a Napoli, Scafati e Forlì ma che comunque era tra le favorite del girone rosso di Serie A2. L’infortunio di Marks e i mille problemi legati al Covid-19 hanno poi ribaltato i piani ma da adesso in poi, col gruppo al completo Pistoia può dimostrare il suo vero valore.
M come MICHELE. Per coach Michele Carrea, come per Pistoia, il 2020 ha portato con sé un climax di difficoltà. Da giocarsi la salvezza alla prima esperienza in serie A, il tecnico milanese si è ritrovato nel giro di pochi mesi alla guida di una squadra che arranca in serie A2. Nel mezzo un prolungamento di contratto biennale con opzione per il terzo anno. Per risollevare le sorti bianco-rosse e dare linfa al progetto, servono tutti i numeri del suo repertorio.
N come NIENTE ALIBI. Un leit motiv dello stesso coach. Un gruppo con mentalità vincente non deve e non può cercare alibi. In quest’avvio di stagione 2020/2021, di tegole tra capo e collo Pistoia ne ha ricevute più d’una. Ma affrontare di petto i momenti critici rimane il miglior proposito possibile per accrescere maturità e competitività del collettivo.
O come ORIORA. Il main sponsor che ha targato le ultime due partecipazioni del Pistoia Basket nella massima serie nazionale. Nonostante l’annata particolarmente difficile a livello economico, l’azienda locale ha deciso di continuare a sostenere il progetto biancorosso anche per la nuova stagione, trasformandosi però in pool sponsor.
P come PALACARRARA. La casa dei biancorossi. Quella che tante gioie aveva portato nel campionato scorso e che tanti punti interrogativi ha lasciato in questa stagione. Il Comune di Pistoia ha iniziato i lavori di manutenzione tra prove statico sismiche, scie antincendio, impianto di areazione e tanto altro già da diversi mesi. Inizialmente si era parlato di avere il PalaCarrara a disposizione per gli allenamenti già a novembre, poi però non se n’è fatto di nulla. Negli ultimi tempi sono arrivati segnali incoraggianti dalle verifiche di rito e sembra che – seppur senza spettatori – il palazzetto di via Fermi potrà tornare a disposizione dei biancorossi già da gennaio 2021 per le prime gare interne dell’anno.
Q come QUINDICI GIUGNO 2020. Data in cui arriva l’ufficialità della domanda di riposizionamento in serie A2 della società pistoiese, causa problemi economici. Una scelta che ha rattristato il popolo bianco-rosso, ma che al contempo si è rivelata l’unica in grado di garantire la sopravvivenza in città di una pallacanestro di alto livello. «Un passo indietro per poter ripartire più solidi di prima» le parole scelte dal presidente Massimo Capecchi per motivare la sofferta decisione.
R come ROMA. La sera del 2 febbraio 2020, Pistoia espugna la capitale battendo la Virtus Roma 80-81. Si tratta della prima e unica vittoria in trasferta della stagione scorsa di serie A, chiusasi poi una settimana dopo con il successo interno contro Reggio Emilia. Con rammarico, la vittoria di Roma rimane anche l’unica ottenuta da ospiti nell’intero anno solare 2020.
S come SPALTI (vuoti). Una realtà con cui tutto lo sport ha dovuto fare i conti, Pistoia compresa. Al netto delle tribolazioni patite, il calore e la schiettezza dei tifosi avrebbero sicuramente offerto un contributo importante alla squadra. Tra i desideri per il nuovo anno, quello di ritrovare il proprio pubblico sugli spalti occupa un posto privilegiato.
T come TRASFERTE. Un tasto dolente, sin qui, del ritorno in serie A2. la GTG ha infatti ceduto il passo agli avversari in occasione di tutte e quattro le gare in trasferta sin qui disputate. Trasferte che per il momento hanno tenuto banco nel calendario dei bianco-rossi, impegnati in casa solo due volte. Per cambiare marcia, conquistare punti preziosi lontano dalle mura amiche assume un peso specifico indifferente.
U come UNICA. Riferito alla sola apparizione di Culpepper con la maglia di Pistoia. Il talentuoso cestista americano arrivato un po’ a sorpresa all’inizio del nuovo anno doveva essere il tanto atteso rinforzo necessario ai biancorossi per fare il definitivo salto di qualità ma poi, complice il Covid-19, ha disputato solamente la gara di Trieste con Della Rosa e compagni.
V come VIVAIO. Saccaggi, Della Rosa, Riisma, Querci. Quattro giocatori cresciuti nel vivaio del Pistoia Basket e che ora, con diversi ruoli, sono protagonisti in prima squadra. L’enclave pistoiese si rinfoltisce con Del Chiaro, Zambonin, Allinei e Mati, giovanissimi indigeni aggregati alla corte di coach Carrea. Un roster con una spiccata componente territoriale non può che essere devoto alla causa.
W come WHEATLE. L’anglo-italiano completa assieme a capitan Della Rosa e a tutto lo staff tecnico il reparto conferme rispetto alla passata stagione. Disponendo di quei mezzi fisici, ci si aspetta che in serie A2 abbia un impatto determinante. Pistoia non a caso punta molto su di lui, vedendolo come un “americano” in più di cui disporre. Nonostante le discrete prestazioni (spesso tra i migliori dei suoi), l’ala ventiduenne ha ancora notevoli margini di crescita.
Z come ZELO. La fervida e tenace passione con cui la GTG Pistoia Basket dovrà metter mano al proprio percorso, tentando di elevarne le sorti. Tempo per farlo ce n’è, ma per guardare al futuro con ottimismo non sono ammessi altri passi falsi.



