La guardia americana del Pistoia Basket non si nasconde:«Possiamo lottare per la promozione. Abbiamo un gruppo fantastico»
24 punti contro Torino, 18 contro Rieti. Jazz Johnson ha fatto subire capire a tifosi e ad addetti ai lavori di che pasta è fatto. La guardia americana ha chiuso da miglior marcatore biancorosso in entrambe le amichevoli disputate dal Pistoia Basket, dimostrando le sue capacità da realizzatore, nonché di leader. Tanto carisma per l’ex Cantù, sia in campo che fuori. Carisma che emerge durante le sue giocate, ma anche quando il classe ’96 viene interpellato ai microfoni.
Ad esempio, Johnson non fa troppi giri di parole quando gli viene chiesto quale siano le sue aspettative per questa stagione.«Cercheremo di vincere più partite possibili e magari di tornare in serie A. Se non ci riuscirò con Pistoia, lo farò successivamente con un altro club – sottolinea il nativo di Portland, presentato presso lo showroom di Per Dormire, sponsor del Pistoia Basket – Abbiamo un allenatore bravo e un gruppo di giocatori fantastici». Fra questi ecco Lorenzo Saccaggi e Gianluca Della Rosa, con il quale Johnson ha già fatto vedere di avere una certa intesa.«Sono stato accolto alla grande da entrambi, ma più in generale da tutta la squadra. La cosa bella è che quando siamo sul parquet sappiamo di essere i leader». Riguardo al proprio ruolo e alle proprie responsabilità, la guardia biancorossa aggiunge:«Posso giocare sia come point guard e playmaker, che come tiratore in uscita dai blocchi. Non ho difficoltà a penetrare, arrivare al ferro oppure scaricare per i compagni».
Qualità, quelle appena citate, messe in evidenza sia contro Torino che contro Rieti. «Rieti aveva più esperienza di Torino. E’ stata una buona partita sia per me che per i nostri giovani. Perché ho deciso di restare in Italia? Innanzitutto sono contento di averlo fatto. Noi americani cambiamo paese troppo spesso e non è facile adeguarsi alla lingua e alla cultura differenti. In questo modo potrò conoscere meglio l’Italia – conclude Johnson – Il cibo qui è incredibile».



