La stagione del Pistoia Basket sotto lente di ingrandimento: Wheatle e Riismaa i migliori. Non sufficienti le prestazioni di Fletcher
A stagione chiusa arriva sempre il momento dei bilanci e delle valutazioni. Di tutti i tipi, tecniche ma anche tattiche. Fisiche, ma anche umane. Collettive, ma anche individuali. Quest’ultimo è il caso che stavolta fa per noi. In una stagione sportiva così lunga, complessa e atipica, come quella vissuta da tutti ma in particolar modo dal Pistoia Basket, non è certo facile tirare le somme di quanto fatto vedere dai singoli. Nondimeno si tratta un’operazione quanto mai utile e fondamentale, oltre che da sempre bollente e divisiva per tutti i tifosi e gli appassionati. Così, dopo le note salienti sull’esperienza in A2 2020/2021, lo sguardo al futuro con la conferma dello zoccolo duro e l’analisi di coach Carrea, il focus si sposta sul rendimento complessivo dei protagonisti con le pagelle stagionali del Pistoia Basket.
Della Rosa 6 (5,4 punti 2,1 rimbalzi e 2,0 assist in 19,9 minuti di media su 33 gare disputate): autore di una prima fase da 5,5 e di una seconda da 7, l’annata del capitano rimane a metà via tra il 6 e il 6,5. Scegliamo di arrotondare in difetto, convinti che possa fare ancora meglio e confermarsi sugli standard raggiunti dalla primavera in poi. Quando da fattore più marginale e non molto incisivo è diventato un titolare aggiunto, salendo di colpi in attacco. Il suo atteggiamento difensivo non è mai sceso di tono, elevandolo ad esempio in termini di aggressività e grinta. Coi colori sociali tatuati sul cuore, non può che giovare allo spogliatoio anche l’anno prossimo. Lo sa bene la dirigenza della Gtg, che non ha esitato a prolungargli il contratto.
Poletti 6 (12,4 punti e 6,1 rimbalzi in 28’ di media su 33 gare disputate): ottiene la sufficienza anche il lungo ex Verona. Dopo una convivenza non troppo redditizia con Sims, perde in corsa il posto in quintetto. Ma “Mitch” reagisce nel modo giusto, trovando equilibrio ed efficacia come sesto uomo. Forse ci sarebbe stato bisogno di più legna e meno propensione realizzativa da parte sua. Non sempre lucido anche se mai rinunciatario, il 34enne non ha comunque fatto mancare il proprio apporto, mettendoci sempre la faccia. Un uomo pronto e maturo anche nelle difficoltà.
Del Chiaro 6 (2,8 punti e 1,3 rimbalzi in 4,8 minuti di media su 10 gare disputate): falcidiato dai problemi fisici, il lungo viareggino ha trovato continuità solo sul finale di stagione. Nei playoff Carrea lo preferisce a Querci e Zucca nelle gerarchie, buttandolo nella mischia per scampoli di partita vera. E Angelone ripaga la fiducia con applicazione e poche sbavature. Nel frattempo, nelle 9 gare disputate con la maglia di Montale in C Gold, mette a referto 16 punti di media. Le sue caratteristiche di classico giocatore interno con buona sensibilità dallo short range, messe a confronto coi suoi 20 anni, rendono il suo stile vintage ma ancor prima concreto e utile. La sua futuribilità lo include al centro del progetto del Pistoia Basket.
Fletcher 5 (13,6 punti 5,5 rimbalzi 3,4 assist e 2,5 palle perse in 31’ di media su 24 gare disputate): un classico esempio di effetto ingannevole delle statistiche. Arrivato in corsa per sostituire Marks, il classe ”94 non aveva cominciato male, mostrando buoni numeri e una duttilità strategica. Ma la continuità è stata la bestia nera dell’ex Fortitudo. Le troppe forzature in attacco e disattenzioni in difesa, il troppo assenteismo agonistico l’hanno reso più un flop che una felice new entry. Spesso non sufficientemente integrato nei giochi e dunque fuori sistema, dimostra evidenti limiti nelle letture offensive. Proprio un giocatore come lui, che da guardia/ala rapida ma alta 2 metri avrebbe potuto e potrebbe generare di continuo vantaggi per sé e per gli altri. Tant’è vero che quando cerca i compagni lo fa più che discretamente. Nel turno di post season contro Napoli segna più di tutti tra i pistoiesi, ma buona parte dei suoi canestri arriva nei finali di gara a risultato già archiviato. Tranne che per qualche serata più in palla, Tre’Shaun non è riuscito ad incarnarsi nell’affidabile go to guy di cui Pistoia aveva bisogno.
Saccaggi 6,5 (13,3 punti 3,5 rimbalzi 3,3 assist in 31,7 minuti di media su 31 gare disputate): è più che soddisfacente il ritorno di “Sacca” alla corte del Pistoia Basket. Il metronomo e al contempo il leader agonistico della squadra. Trova sapientemente il modo di ridurre gli eccessivi sprechi di palloni della prima parte del girone rosso, per concentrarsi di più sulle accelerazioni al ferro che unite alla sua struttura fisica fanno di lui un play raro e prezioso. Sempre l’ultimo a mollare, è un po’ penalizzato dai numeri perché la verve che trasmette ai compagni non rientra in nessuna statistica, ma conta eccome. Nei momenti clou attraversati dal gruppo sono usciti tutta la sua autorevolezza e il suo carisma. Lo coccola il suo coach, inserendolo assieme a Wheatle tra i migliori giocatori dell’intero campionato. Sebbene possa ancora perfezionarsi nella regia, per l’impatto avuto a 360° non possiamo che sottoscrivere quanto sostenuto dal tecnico milanese. Un pilastro inamovibile su cui costruire un roster intrigante e ambizioso per la stagione che verrà.
Sims 6 (14,7 punti 8,2 rimbalzi in 30′ di media su 33 gare disputate): annata in ufficio per DeShawn, autore del fatturato offensivo più considerevole dei suoi. C’è un motivo se nella distribuzione delle responsabilità realizzative è a lui che va la fetta più grande (primo per tiri tentati sia in totale che di media). Sfiorare il 50% (48,3) da due su 410 conclusioni non è da tutti. Farlo con la sua inimitabile eleganza ancora meno. Prima dell’arrivo di Fletcher, si è caricato la squadra sulle spalle senza fare una piega. Probabile che il calo patito in dirittura d’arrivo trovi origine nel dispendio straordinario avvenuto in quel periodo. Del pari, nell’attitudine difensiva il classe ”88 ha mostrato più di una lacuna. Era lecito attenderselo, se fosse stato un difensore all’altezza del proprio talento in attacco, non avrebbe avuto problemi a trovare spazio al piano di sopra.
Querci 5,5 (1,7 punti 0,7 rimbalzi e 0,6 assist in 11′ di media su 25 gare disputate): ancora troppo acerbo per giocare minuti decisivi nella categoria. La giovane guardia pratese non si è mai risparmiata in termini di abnegazione e disponibilità, ma rispetto alla precedente annata a Capo d’Orlando fa un passo indietro. Del resto lo stesso Carrea, che lo schierato in quintetto svariate volte durante le regular season, ai playoff ha deciso di lasciarlo in panchina. Una scelta magari per certi versi tattica, ma anche tecnica. In ogni caso, il classe 2001 ha saputo mettere fieno in cascina e non è mancato qualche segnale incoraggiante. Soprattutto sul piano della tenuta difensiva, ma non solo. Come la miglior prestazione dell’anno contro Mantova nell’ultima gara di girone azzurro, chiusa con 8 punti 3 rimbalzi e soprattutto una rara fame di parquet. Il suo cartellino rimane a Pistoia, resta da capire se verrà ceduto in prestito oppure no.
Wheatle 7 (10,1 punti 7 rimbalzi 1,4 assist 1,3 recuperi e 0,5 stoppate in 32,7 minuti di media su 33 gare disputate): se la stagione di english Carl fosse un grafico, sarebbe una curva che sale graduale e inesorabile. Un po’ contratto e abbottonato in avvio del girone di andata, si sblocca nella partita con Forlì vinta dai biancorossi al PalaTerme il 20 gennaio. I 20 punti e 10 rimbalzi che registrò quella sera, a pensarci bene, per uno come lui potrebbero anche essere di ordinaria amministrazione in A2. Da lì la confidenza con il proprio potenziale è andata in crescendo. Tra girone azzurro e playoff ha viaggiato a più di 12 punti di media, e nella serie con Napoli addirittura in doppia cifra anche nei rimbalzi. Non a caso, giocando da 4. È l’unico biancorosso in pareggio di bilancio tra palloni persi e recuperati. Recuperi, stoppate, rimbalzi, contropiedi, schiacciate. Il punto di riferimento di Pistoia a livello difensivo e d’intensità fisica. L’americano in più, ma restando umile e senza mangiare i palloni. Inesauribile (il più impiegato da Carrea), indispensabile e infatti tempestivamente blindato anche per il futuro.
Riismaa 7 (6,4 punti 2,4 rimbalzi e 0,8 assist in 20,8 minuti di media su 33 gare disputate): su di lui si era puntato ad inizio anno, intravedendone le indubbie potenzialità. Nessuno però, visto il doppio salto dalla C Gold alla serie A2, si attendeva una risposta del genere. La freccia estone se l’è cavata alla grande in entrambe le metà campo, acquisendo una costanza di rendimento surreale per i suoi 19 anni. Vive il proprio momento d’oro in corrispondenza del girone azzurro, ratificato dai 10 punti di media e dal season high di 25 punti contro Trapani. Con il 40,6% si aggiudica di gran lunga il titolo di miglior tiratore da tre punti della Gtg, ma è tra i più precisi anche dell’intero campionato. Per questo e tanti altri motivi, per esempio che ha le carte in regola per un ulteriore salto di qualità, il Pistoia Basket se lo tiene stretto. E ne ha ben donde.
Zucca 5,5 (2,7 punti 1,5 rimbalzi assist in 8,7 minuti di media su 31 gare disputate): non convincente la pallacanestro espressa dal numero 33. Vista l’emergenza attraversata dalla squadra, ci sarebbero stati margini per ritagliarsi un ruolo un po’ più rilevante. Invece l’ala forte arrivata l’estate scorsa da Rieti perde terreno e dai 9,5 minuti di media del girone rosso passa ai 6,8 del girone azzurro, per poi chiudere con un’unica apparizione di un solo minuto in gara 1 con la Gevi. Se invece che prediligere le conclusioni dall’arco si fosse focalizzato a lavorare nelle pieghe dei vari match, magari avrebbe avuto più chances di emergere. Chissà.
Carrea 6,5 (16 vinte e 17 perse su 33 gare totali): i suoi primi mesi in biancorosso sono a dir poco turbolenti e traumatici, non per colpa sua. Si trova a dover gestire un roster spesso amputato e all’inizio il record è di 1 vittoria su 6. Poi l’anno nuovo porta consiglio ed ecco le 6 vittorie consecutive di gennaio, ma passato il momento magico arrivano 5 sconfitte di fila. L’ultima versione della Gtg recupera continuità di risultati e sono 10 vittorie nelle ultime 17, compreso il girone azzurro. In due parole, montagne russe. Che però dipendono molto anche da fattori esterni. Per quel che ha potuto controllare Michele Carrea, i suoi hanno sempre reagito alle avversità. A più riprese, il raggiungimento dell’obiettivo playoff è parso improbabile, eppure è stato raggiunto. Il coach ex Biella non si è peraltro astenuto da scelte di sostanza. Si è inventato Poletti sesto uomo spostando Wheatle da 4 e il campo gli ha dato ragione. Ha improntato il suo gioco sulla velocità, prediligendo sempre di più quintetti piccoli e reattivi. Con un occhio al domani ha puntato più di una fish su Del Chiaro, che si è fatto trovare pronto. La crescita di Della Rosa, Wheatle, e Saccaggi sono anche merito suo, così come l’esplosione di Riismaa. L’unione di intenti e la compattezza del gruppo sono tangibili nell’ultima fase di stagione. Sono anche queste prove della stima nutrita nei suoi confronti da parte dello spogliatoio, ad indicare che forse la strada è quella giusta.



