Pistoia Basket, niente da fare contro Cantù. Ma non è tutto da buttare

Cantù è sembrata di un altro livello rispetto a Pistoia, che però può guardare con fiducia al prossimo impegno contro Bakery Piacenza

Dispiace sempre perdere, in particolar modo quando la partita è la prima casalinga alla presenza, finalmente, del pubblico, e a maggior ragione contro Cantù. Tuttavia quando il gap di valore tra i due roster è tanto evidente non resta che alzarsi in piedi e togliersi il cappello, senza dimenticare di applaudire i nostri che hanno giocato comunque una buona partita.

Pazzesco il livello difensivo imposto da Sodini sul nostro Johnson. Jazz, che tutto sommato a fine partita ha collezionato numeri dignitosi, ha fatto una fatica pazzesca anche solo ad entrare in partita. Fantastica la difesa di Severini, che ha spesso impedito al nostro americano di ricevere un buon passaggio con sistematici raddoppi in alcune zone del campo. Volendo spaccare il capello in quattro si potrebbe dire che, se gli avversari decidono di raddoppiare un nostro giocatore, evidentemente nella loro rotazione difensiva battezzano qualcuno di meno pericoloso da lasciare libero. In questo senso va detto che la circolazione di palla non è sembrata ancora sufficientemente fluida per pescare un nostro giocatore libero per un tiro ad alta percentuale, però la squadra di Sodini è sembrata impressionante anche nella capacità di mettere sabbia nei nostri ingranaggi. Comunque sia il piano partita di Cantù era palesemente quello di mettere in difficoltà Johnson e l’operazione è riuscita.

Il roster di Cantù, tanto per esser chiari, probabilmente a fine anno sarebbe nella parte sinistra della classifica anche nella massima serie. Su tutti vanno menzionati due americani da urlo, non solo Robert Johnson, ma anche Trevon Allen, meno appariscente del compagno ma decisamente fuori categoria per fisicità ed agilità. Una sconfitta che non fa male, ma mette in mostra i nostri limiti strutturali e, dopo la sbornia di inizio stagione, ci ricorda chi siamo ed a cosa puntiamo. Tra l’altro, a ben vedere, al netto di un loro ultimo quarto stratosferico (9-22 il parziale, ma noi 4 punti li abbiamo segnati a partita chiusa) va ricordato che abbiamo sprecato 4 palle sul meno uno. Anche qui, nessun dramma, ma due appunti concedetemeli. Il primo a Della Rosa, che voglio provocare ricordandogli che l’ultima volta che ho visto un giocatore passare in mezzo a due difensori in pressione stavo guardando un VHS di Michael Jordan. Il secondo a Magro: durante la partita mi sono chiesto se, per le proprie caratteristiche, magari soffrisse particolarmente la fisicità del proprio avversario diretto, ma non ho trovato risposta. Forza Pippo, in A2 puoi e devi valere come fuori categoria.

In chiusura, l’auspicio è che questa settimana sia utile per inserire definitivamente Utomi, sul cui valore non si discute ma che sembra ancora troppo spaesato in campo. Nuove risposte e, si spera, un pronto riscatto sarà possibile al prossimo giro, sul campo della neo promossa Bakery Piacenza. Capace di segnare 101 puntoni contro Orzinuovi, vede nei due americani, la guardia Nik Raivio ed il centro Anthony Morse, i due pericoli maggiori. Staremo a vedere. 

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