Rapporto vittorie/sconfitte da incubo nell’ultimo anno e mezzo per il Pistoia Basket fra le mura del PalaCarrara
Venti giorni che, a giudicare dall’aria pesante intorno a via Fermi, sembrano venti mesi. Un’aria viziata che – contro Roma – ha portato fischi e aria da contestazione verso la squadra e il coach ben prima della sirena finale che ha decretato la quarta sconfitta a corredo di un’opaca prestazione. Un clima che in questo momento, che ne siano le colpe della squadra, del coach e di chi l’ha costruita, non può aiutare anche se le radici di quest’atmosfera affondano nel tempo.
E se il fatto evidente è che la nuova OriOra targata Carrea e Sambugaro non carbura (tra infortuni e incertezze che sembrano sempre più evidenti nella costruzione del roster), tutto fa pensare che la rabbia sia già alta perchè negli ultimi venti mesi appunto il sempre meno numeroso pubblico del PalaCarrara ha gioito appena 6 volte.
Da febbraio 2018, tramonto dell’era Esposito, ad oggi il Pistoia Basket ha vinto cinque gare sulle 23 giocate in via Fermi che negli ultimi due anni ha uno scarno indice di vittorie poco superiore al 20%. Insomma si vince – se va bene – una volta ogni cinque gare.
Una percentuale scesa drasticamente dalle annate del palazzetto-fortino in cui la squadra conquistava i suoi obiettivi, portandosi giù a picco anche i numeri dei presenti sui gradoni del tempio di Sant’Agostino.
Tralasciando per un attimo il dibattito che va avanti da mesi su quale sia la causa e quale l’effetto tra i mancati risultati e il crollo nelle presenze, corredato dal buco nero del marketing nelle ultime due stagioni, è bene ribadire che gran parte di questo ruolino negativo arriva ben prima del debutto della nuova OriOra. E di questo pur comprendendo che a tutti piace vincere e soprattutto divertirsi (cosa ancor più rara da più di un anno a questa parte specie in casa), va tenuto conto. Altrimenti per l’OriOra costruita a suon di scommesse e di debuttanti, l’impatto emotivo con la serie A1 continuerà ad essere tutto in salita.
Se la Carrea’s band ha perso due gare su due in casa, nelle ultime sei gare casalinghe della stagione 2017/2018 (abbiamo preso in considerazione da febbraio 2018 in poi), l’allora The Flexx ne vinse tre gare (Varese, Venezia e Brescia). L’anno scorso la media già rallentata, è crollata a due in 15 giornate (contro Brescia e Varese nel girone d’andata, poi ci fu il 20-0 a tavolino su Milano).
Ecco perchè probabilmente, come ha detto anche in una recente intervista il presidente Massimo Capecchi, la nuova OriOra paga anche l’amarezza accumulata non tanto in questi venti giorni ma probabilmente negli ultimi venti mesi. E di quanto è stato prima, almeno chi va in campo e siede in panchina non è responsabile. A meno di non imputare qualcosa a capitan Della Rosa che, sabato sera, è stato il migliore per voglia e tenuta del campo.
Tutto ciò parlando appunto di impatto emotivo in cui anche il clima generale può incidere almeno in parte, vedi anche le aspettative create dal battage estivo extracampo mentre gli addetti ai lavori (in primis coach Carrea e diesse Sambugaro) hanno sempre tenuto tutti con i piedi per terra. A livello di impatto tecnico e fisico invece le cose cambiano e se c’è una cosa che deve aver insegnato la scorsa stagione è la prontezza delle decisioni. Quattro gare incomplete non bastano a giudicare la squadra, ma sicuramente se non ci saranno segni di inversione di rotta, non si potrà aspettare nemmeno un intero girone. Perchè le avversarie hanno già dimostrato di non aspettare.


