Il lungo del Pistoia Basket Patrik Auda ha commentato l’arrivo di Gladness e il bel momento che sta attraversando la sua squadra: «Come gruppo andiamo d’accordo e lavoriamo bene insieme»
«Per il mio gioco è stato importantissimo l’arrivo di Gladness, perché lui può giocare da centro vero e io ho potuto iniziare a giocare nel mio ruolo preferito, ovvero da ala grande». A volte la concorrenza crea attriti e malumori, nel caso di Patrik Auda è invece la soluzione di molti problemi. Il lungo ceco del Pistoia Basket ha infatti ammesso candidamente di essere in difficoltà a giocare da pivot e che il passaggio al 6+6 dell’Oriora lo ha messo in condizione di rendere meglio. «Mi ero alternato nei due ruoli e da centro per me è stato difficile, non mi sentivo a mio agio perché è un campionato difficile, con tanti giocatori esperti nel mio ruolo. Anche lo staff si è accorto che per me era difficile giocare in quella posizione». Auda domenica ha sfoderato una prestazione convincente sui due lati del campo, la migliore da quando è a Pistoia.
Non un caso, perché le sensazioni della vigilia erano buone e anche il lavoro di questi primi mesi inizia a dare i suoi frutti. «Il livello della lega è alto, probabilmente uno dei migliori in Europa. Domenica mi sentivo bene prima della partita, specialmente dal punto di vista fisico. Ormai ho imparato che quando succede questo è per me un buon indicatore. Le nostre tre vittorie sono arrivate in maniera diversa. Ci è stata utile la pausa per le nazionali, ci ha dato tempo extra per lavorare e inserire Gladness. Il suo inserimento ci aiuta nelle rotazioni sia come stazza, sia sotto canestro, è stato un intervento apprezzato e lui si è integrato bene. Dobbiamo vincerne il più possibile, imparando dalle sei sconfitte ma anche dalle tre vittorie».
La squadra biancorossa è cresciuta partita dopo partita e la striscia di successi ancora aperta ha parzialmente riequilibrato il brutto avvio. Per il lungo del Pistoia Basket uno dei problemi a inizio stagione era il poco tempo passato assieme, una mancanza di conoscenza e fiducia che ha pesato nell’economia delle partite, il tutto complicato da un calendario che poi si è rivelato molto impegnativo. «Ci serviva tempo per abituarsi e prendere ritmo. A inizio stagione non è mai semplice, ti trovi a giocare dal principio, poi per me e per altri compagni non c’è stato un precampionato lunghissimo perché siamo arrivati tardi e quindi abbiamo avuto poco tempo per conoscersi e lavorare al completo. Poi abbiamo trovato subito squadre che oggi sono in vetta, capivamo che potevamo giocarcela ma poi il tabellino diceva zero punti e il lavoro settimanale non produceva vittorie».
Domenica ci sarà la seconda partita casalinga consecutiva, da sfruttare al meglio per allungare ancora la striscia di successi. «Come squadra andiamo d’accordo e lavoriamo bene insieme. Siamo a dicembre, c’è ancora tempo per imparare dai compagni e le cose migliori secondo me devono ancora venire. Domenica sarà una partita veramente difficile, Bologna è una buonissima squadra. Loro hanno tanti elementi validi ma hanno perso le ultime tre gare. Abbiamo il vantaggio di giocare in casa, i tifosi ci aiuteranno, dobbiamo approfittarne e preparare al meglio la partita da punto di vista tecnico e mentale».



