Pistoia Basket, parla coach Ramagli: «Firmo con il sangue che ci salviamo»

Dopo lo scontro tra Pistoia basket e Trento, coach Alessandro Ramagli analizza la partita e si focalizza sull’obiettivo: «La missione di quest’anno è salvarsi all’ultimo tiro dell’ultima giornata»

Il contributo della sala stampa post Pistoia Basket-Trento, con le dichiarazioni di coach Alessandro Ramagli.

«Una partita figlia di quello che è successo anche a Torino pochi giorni fa, nel senso che per giocare contro una squadra in ottima salute come questa (5 vittorie nelle ultime 7 gare) bisogna avere una costanza che noi non siamo riusciti ad avere. Siamo stati combattivi e abbiamo fatto tante cose giuste, ma nel secondo tempo abbiamo subito troppi canestri facili, oltretutto in situazioni semplici. In più, in attacco, a differenza del primo tempo, abbiamo perso tanti palloni. La partita era questa qua: sapevamo che sarebbe stato necessario essere competitivi dal punto di vista fisico ed energetico, ci abbiamo provato e per gran parte della partita ci siamo anche riusciti (come dimostrano i 48 punti realizzati dentro l’area) ma evidentemente non è bastato. Probabilmente la loro abitudine a giocare partite ravvicinate li ha aiutati ad essere più lucidi anche nei minuti finali della partita. La classifica in questo momento può ingannare un po’: Trento è dov’è perché paga un avvio di campionato difficile, ma da quando è arrivato Craft la situazione è totalmente cambiata».

«Kerron Johnson? Non è in un momento fisico felice, negli ultimi mesi ha avuto tanti piccoli infortuni che hanno inficiato clamorosamente sul suo rendimento. Dobbiamo riportarlo ad avere quel momento di up che è legato ad una condizione fisica migliore; nel frattempo è giusto utilizzare le risorse alternative che abbiamo a disposizione. Della Rosa oggi ha giocato tanti minuti e ha fatto anche bene, guidando la sua squadra e dimostrando autorità. Concentriamoci sui motivi della sconfitta e sui motivi della vittoria, non su eventuali colpevoli o eroi».

«La missione di quest’anno è salvarsi all’ultimo tiro dell’ultima giornata e dobbiamo lavorare tanto e sodo in palestra per conquistare questo obiettivo, senza cambiare nessuno all’interno del nostro roster. La nostra stagione è e sarà fatta di lacrime e sangue, di lavoro e palestra, di bocconi amari e soddisfazioni. Se funziona così, ve lo scrivo oggi con il sangue, noi ci salviamo; se non funziona così e c’è qualcosa che viene deviato in un’altra direzione, andiamo giù. Ho allenato 600 partite in Serie A e so come funziona, dobbiamo stare tutti sulla stessa barca e remare nella stessa direzione».

Virginia Bagni
Virginia Bagni
Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'Università di Firenze, è cresciuta con il biberon in una mano e il pallone nell'altra. Amante dello sport in tutte le sue sfaccettature, pratica da sempre la pallavolo ma nutre anche una passione viscerale per la palla a spicchi.

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