Pistoia Basket, per adesso (solo) tanta abnegazione

Il punto in casa Pistoia Basket dopo il torneo disputato a Sansepolcro, che ha visto i biancorossi sconfitti sia da Pesaro che da Roma, sulla carta dirette concorrenti per la salvezza

Diciamo la verità, quando al termine del torneo di Sansepolcro si sente coach Michele Carrea sottolineare che gli aspetti più positivi che ha visto in campo sono stati l’abnegazione e la voglia di giocare dei ragazzi, non è un bel segno. Se si considera, poi, che in questo torneo ci siamo scontrati con quelle che, almeno a palla ferma, sono considerate due dirette concorrenti per la salvezza, un pizzico di apprensione credo sia lecita. 

Un pizzico, nulla di più perché siamo ai primi di settembre e far suonare particolari campanelli di allarme sarebbe stupido, oltre che prematuro. Però alcune cose vanno dette. La prima, sia Pesaro che Roma sono avanti nella costruzione della propria identità di squadra. A questa considerazione mi si risponderà, a ragion veduta, che al momento è più logico guardare in casa nostra piuttosto che intavolare fin da subito improbabili confronti. 

Lo capisco, però non si può negare che al 15esimo minuto di gioco Pesaro aveva già segnato 48 punti e che anche Roma, quando ha spinto, non ha trovato troppa resistenza nella nostra fase difensiva. A volerla dire tutta, pure Piombino ci ha rifilato 22 punti nei primi dieci minuti, per poi venire travolta dall’evidente gap tecnico e fisico patito contro i nostri. Ci allarmiamo? No, ma certamente bisogna lavorarci sopra e nemmeno poco. 

Del resto, che fosse presto lo dicevamo anche lo scorso settembre dopo le prime amichevoli non proprio esaltanti, siamo ancora scottati dalla scorsa stagione e quindi vorrete perdonare quella certa prudenza nell’entusiasmarsi per quei pochi spunti di buon basket comunque visti a Sansepolcro. 

Certo, contro Roma mancava Brandt, ma anche a loro mancavano ben tre pedine, tra cui un certo Dyson. Abbiamo avuto alcune conferme, su tutte la lucida follia del nostro Terran, capace di passare dai più che dignitosi 14 punti del sabato al 2/15 al tiro, con tanto di molestia al ferro, della domenica. Ma questo si sapeva. 

L’impressione, questa sì molto buona, è che quest’anno la squadra abbia effettivamente in mano una decina di punti in più della scorsa stagione, anche quando Salumu resta in sciopero per 40 minuti. Le mani educate non mancano in tutti gli spot del pitturato, mi pare. Non resta che spingere in palestra per la crescita della difesa. Tra l’altro, rileggendo le parole di presentazione spese dal coach per tutti i ragazzi mi sono accorto che si è sempre focalizzato sui concetti di aggressività e solidità. 

Per ora, onestamente, ne abbiamo vista poca di entrambe e siamo oggettivamente lontani dalla buona chimica di squadra, soprattutto quella difensiva. La difesa dovrà essere il fiore all’occhiello per spuntare la vittoria in più utile per la salvezza, questo è talmente ovvio da risultare banale. Forza e coraggio, dunque, c’è tanto da lavorare ma il tempo, la voglia e le capacità non mancano. Contro Milano, dunque, tutti a palazzo per vedere decisi passi avanti nella costruzione di questa squadra.

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