Pistoia Basket, quante risorse con Torino! “Tutti quanti voglion fare il Jazz”

Colpaccio del Pistoia Basket sul campo di Torino. Stoici i biancorossi che si tuffano su tutti i palloni, producendo straordinari anche in attacco

Capolavoro di rara maestria quello realizzato dal Pistoia Basket al Pala Gianni Asti di Torino, dove la GTG riesce a strappare i due punti ad una delle frecce più affilate del girone verde come la Reale Mutua. I biancorossi centrano così il primo successo al terzo tentativo contro le big, dopo l’opaca prestazione in casa con Cantù e la valorosa ma vana prova in quel di Udine. Pistoia che dunque si siede d’imperio alla tavola rotonda delle compagini al momento più potenti del raggruppamento, agganciando proprio i gialloblù della Mole al secondo posto in classifica con 14 punti, nonostante la gara da recuperare.

Chissà che questo successo non possa diventare uno di quei checkpoint dorati, il cui meritato varco aggiunga ulteriore ed essenziale slancio alla stagione degli uomini di coach Brienza. Certo è che una dimostrazione e un risultato del genere diventino subito manifesto della miglior versione di sé stessi e al contempo salvifico pozzo dal quale attingere la propria migliore identità. Le chiavi del trionfo sono varie e sono tutti corollari di un atteggiamento da pelle d’oca incarnato dal Pistoia Basket, riassumibile nella sempreverde massima: dare tutto per sé stessi e per i propri colori.

IL PRIMO QUARTO CATTURA L’OCCHIO, IL TERZO L’ANIMA

Per spiegare il primo quarto potremmo limitarci a descriverne l’aspetto realizzativo: 3/18 dal campo per Torino e 8/15 per Pistoia. Ma il passaggio successivo alla comprensione della realtà è sempre la ricerca delle concause che l’hanno determinata. E allora è impossibile non notare il lavoro mastodontico effettuato dalla difesa biancorossa in termini sia mentali che fisici e tattici. Base su cui s’innesta la magra clamorosa in cui incappa Torino nei primi dieci minuti, con soli 9 punti messi a referto.

Eppure la GTG comincia la sfida con 4 palle perse nei primi altrettanti possessi. La pallacanestro è uno sport strano, a tratti inaspettatamente generoso. A pensarci bene però la sorte premia chi si sbatte di più e questo è quello che fanno i giocatori pistoiesi, non solamente nella prima frazione. Del resto, tenere a 72 punti una squadra che ne fattura di media 81 è una vera conquista. Se però il primo periodo del Pistoia Basket cattura l’occhio, il terzo cattura l’anima. Perché ogni volta che Torino mostra i muscoli, galvanizzata per i canestri che iniziano ad entrare con continuità, la GTG risponde letteralmente colpo su colpo.

Infatti finisce 25 pari. Ad indicare la via le galoppate di Saccaggi e Riismaa, autori di 8 punti a testa solo nel penultimo parziale. Nemmeno il controsorpasso domestico sul 49-48 spaventa i biancorossi, così come il precedente pari 46 e il successivo pari 53. Anche nell’ultimo tempino le cose non cambiano. Difesa corpo a corpo, aiuti ai compagni, tuffi per terra, salti e corse a perdifiato. Come direbbero in Argentina, di tutto e di più “por la camiseta”. Potrebbe sembrare scontato per una piazza storica come Pistoia, ma non lo è. Nella maniera più assoluta.

PALLE PERSE E RIMBALZI OFFENSIVI CONCESSI, LE UNICHE SBAVATURE

Le pecche del Pistoia Basket visto all’ex Pala Ruffini sono talmente poche da risultare agilmente individuabili. Anche a livello numerico. Innanzitutto le 19 palle perse, davvero troppe, tenuto conto anche della media ben più contenuta (11,7 secondo miglior dato del girone). Come accennato poc’anzi, sono quattro palloni alle ortiche nei primi giri d’orologio. Che tutto sommato riducono la gravità del bilancio dei restanti trentasette-trentotto minuti. I principali azionisti sono Utomi e Magro, entrambi con cinque possessi sprecati l’uno.

Si poteva fare meglio anche in termini di rimbalzi offensivi concessi, 15 per l’esattezza. Un dato anche questo che supera nettamente la media passiva dei biancorossi nelle carambole aggiuntive (10,6). A collezionarne di più dei padroni di casa sono De Vico (4), Scott e Toscano (entrambi a 3). Gente di stazza e al contempo reattiva, soprattutto Scott, che in alcune circostanze si è rivelato un cliente troppo difficile per il buon Magro. In ogni caso, preme comunque sottolineare come la lotta a rimbalzo vada alla GTG per 41 a 37.

SENZA JAZZ.. “TUTTI QUANTI VOGLION FARE IL JAZZ” – QUANTE RISORSE QUESTO PISTOIA BASKET

Quando ad una squadra di serie A2 togli uno dei due americani (o extracomunitari), nel caso di Jazz Johnson uno dei migliori della lega, le conseguenze potrebbero essere parecchio amare. Invece, perlomeno in quest’impresa torinese, nonostante l’assenza pesante del folletto di Portland il Pistoia Basket non ci rimette le penne, anzi, si esalta trovando risorse supplementari. La risposta viene da più bocche, tutte volenterose di dire una parola in più per sopperire alla lacuna. Viene da un Utomi sempre più protagonista, dal solito inesauribile e insostituibile Wheatle. Da Riismaa, titolare aggiunto. Da Del Chiaro, a tratti più veterano e poco ventenne.

E viene anche dal classe 2004 Gregorio Allinei, che non poteva scegliere serata più giusta per segnare le due triple che valgono i suoi primi punti in categoria. Bocche che cantano in autonomia ma anche all’unisono, capaci in attacco di muovere la palla con pazienza ed energia, trovando spesso soluzioni ottimali. Compresa la resistenza nelle due folate di zone press gialloblù, a fine primo tempo e a fine partita. Insomma, Jazz è bene che torni. Ma intanto, anche senza di lui, come si canta nel classico Disney gli Aristogatti.. “Tutti quanti voglion fare il Jazz”. E per una serata, per certi versi anche un po’ magica, ci sono riusciti eccome.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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