Intervento telegrafico e nessuna domanda per il coach biancorosso nel post Pistoia Basket – Vuelle Pesaro. E anche il livornese ce l’ha con i grigi: «17 liberi di differenza non sono una cosa normale»
È un Alessandro Ramagli telegrafico quello che si presenta il sala stampa per commentare la sconfitta del Pistoia Basket nello scontro diretto contro Pesaro. “Non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma c’è il Presidente che vuol dire qualcosa e altrimenti facciamo tardi”, ha spiegato il coach biancorosso, chiudendo di fatto la porta ad eventuali domande. Questa la sua stringata analisi: “Abbiamo speso molte energie per rimediare al pessimo avvio di gara, siamo riusciti a riprendere gli avversari e alla fine abbiamo perso per tre rimpalli – ha dichiarato – le partite punto a punto le decidono gli episodi e questa volta non ci sono stati favorevoli”.
Poi anche Ramagli, come Capecchi, attacca l’arbitraggio: “Voglio sottolineare che noi abbiamo tirato 16 liberi e Pesaro 33: ci sono 17 giri in lunetta di differenza, oggettivamente troppi per una gara molto dura ma equilibrata – ha concluso – non parlo mai degli arbitraggi ma questa volta è doveroso farlo, Blackmon ha forzato diverse volte il contatto e i nostri difensori non sono mai stati tutelati”. Sarebbe stato doveroso da parte nostra chiedere anche lumi su alcuni aspetti chiave della partita, leggasi l’ormai canonico disastroso avvio di gara, l’ennesima prova a sprazzi (che sia stata l’ultima?) di Dominique Johnson e del suo omonimo Kerron (-14 di plus/minus per entrambi, ndr) e che cosa sia successo a Riccardo Bolpin (che non ha messo piede sul parquet), ma purtroppo non è stato possibile.
Ben più ciarliero è stato invece Matteo Boniciolli, alla sua seconda vittoria consecutiva dal ritorno in Serie A con Pesaro: “Faccio i miei complimenti al pubblico pistoiese e al Pistoia Basket, questa non è stata una partita da salvezza per intensità e qualità” ha affermato sportivamente il coach, professionista capace e uomo vero che mancava molto a questa serie A.



