Il coach biancorosso commenta così il ritorno alla vittoria del Pistoia Basket contro Varese: “Abbiamo avuto una grande tenuta difensiva. Dominique Johnson resta? Vedremo”
La miglior prestazione difensiva della stagione (solo 65 punti subiti) coincide con la seconda vittoria interna del Pistoia Basket dopo quella ottenuta contro Brescia (in quel caso i punti subiti furono 70). Non si tratta dunque di un caso: quando i biancorossi mordono le caviglie degli avversari, allora c’è speranza di riportare a casa dei punti preziosi.
“È stata una vittoria meritata frutto di un bell’atteggiamento – ha esordito Alessandro Ramagli – i ragazzi hanno saputo cambiare in corsa mantenendo grande equilibrio per tutta la gara. Non ci siamo mai scomposti, anche quando eravamo in svantaggio – ha aggiunto – e soprattutto abbiamo avuto un’ottima tenuta difensiva, facendo fare appena 30 punti nel secondo tempo ai nostri avversari”. È arrivata così una vittoria insperata contro la quarta forza del campionato: “Diciamo che sono arrivati due punti inattesi che pareggiano la beffarda sconfitta di Torino – ha spiegato il coach biancorosso – giocare diversi minuti con quintetti piccoli è stato un azzardo, ma farlo ci hanno permesso di aprire il campo con ribaltamenti ed extra-passaggi. Non è affatto facile farlo per tutta la partita, ma siamo stati bravi a riuscirci a tratti senza tuttavia smettere di tirare giù anche rimbalzi importanti”.
Il grande ex Ronald Moore alla fine non è riuscito a fare male: “Abbiamo variato molto la difesa su di lui con tanti cambi – ha analizzato – gli abbiamo tolto molti canali di gioco. poi magari le emozioni hanno fatto il resto”. E Pistoia l’ha vinta proprio a livello emotivo, rialzando la testa dopo la figuraccia di Cantù: “È tutta questione di testa, se uno mette qualcosa in più tutti sono portati a fare lo stesso”. Grande prova di Dominique Johnson: potrebbe però essere stata la sua ultima esibizione al PalaCarrara: “Vedremo, la trattativa per il rinnovo al momento non si è completata – ha concluso Ramagli – poi c’è da tener conto dell’infortunio di Gladness che non ha una data di rientro precisa. Le risorse sono quelle che sono e non bisogna prendere decisioni di pancia”.



