Se intensità e difesa granitica sono le certezze più confortevoli, il roster corto sugli esterni e la poca precisione da 3 sono gli aspetti dove Copeland può fare la differenza
«Anche quando sembrava persa hanno trovato, non so da dove, un’extra energia per ribaltarla. I ragazzi sono stati super oggi». Parole dirette ed indicative quelle di coach Brienza al termine dell’ultima sofferta vittoria contro San Severo. Da una parte la soddisfazione del secondo risultato positivo in pochi giorni, dall’altra la consapevolezza di un roster spremuto dalle due gare ravvicinate, gravato ancora dall’assenza del secondo USA, obbligato a trovare le energie più recondite per portare a casa il successo.
L’ultimo arrivato Zach Copeland, il cui sbarco ufficiale in città è avvenuto poco fa, avrà il dovere di inserirsi gradualmente ma celermente, aggiungendo un’ulteriore freccia all’arco del tecnico lombardo a stretto giro di posta. Il nuovo innesto sarà utile in primis a livello di rotazione, garantendo un’ulteriore alternativa sugli esterni anche se inizialmente per pochi minuti, e in un secondo momento, ad inserimento avvenuto, ad innalzare una pericolosità dalla lunga distanza fin qui ancora insufficiente.
CERCASI NUOVE ENERGIE
Analizzando le statistiche di queste prime 5 giornate giocate, una in più rispetto al resto del Girone Rosso, a saltare all’occhio nella classifica dei giocatori più utilizzati è la presenza di ben 3 biancorossi con oltre la mezz’ora di media per gara passata sul parquet. Carl Wheatle, al secondo posto dell’intera graduatoria con 34.2 minuti di media, Lorenzo Saccaggi (31.6) e Jordon Varnado (31.2), seguiti da vicino da Matteo Pollone (29.8). Escludendo per differenze di ruolo le due ali, l’ingaggio di una nuova guardia permetterà di far rifiatare maggiormente entrambi gli esterni italiani, fin qui costretti quasi a sdoppiarsi per la causa. Essendo difatti in tre, con Della Rosa, a dividersi su due posizioni. Statistiche che esaltano ancor di più il lavoro fatto da staff e cestisti, capaci nonostante tutto di ottenere quattro successi su cinque partite. Le conseguenze positive dell’arrivo di Copeland saranno evidenti in termini di lucidità nella gestione dei momenti più caldi, specie nei finali di gara tirati (vedi Forlì), tanto in quelle di responsabilità offensiva e precisione nel tiro dai 6,75.
LA PERCENTUALE DA TRE
Un fondamentale, il tiro da fuori, messo negativamente in luce dagli oltre 30 minuti di difesa a zona scelta da coach Pilot per affrontare Pistoia con la sua San Severo. Le difficoltà ad entrare nel pitturato hanno portato a doversi rifugiare più del solito nel tiro da oltre l’arco (7/30, mai così tanti tentativi in stagione), denotando l’ancora poca capacità realizzativa in questi tiri che collocano la Giorgio Tesi Group al penultimo posto nelle percentuali del Girone (35/117, 30%) a pari merito con Chiusi e davanti soltanto a Ferrara.
Certamente, da considerare è la costruzione della squadra in una direzione completamente differente, con un gioco orientato a transizioni veloci e devastante intensità su entrambi i lati del campo piuttosto che nello scagliare bombe con continuità. In situazioni simili a quelle di mercoledì però, ecco che il neo acquisto Copeland può risultare perfetto per aprire la scatola difensiva avversaria, non solo portando freschezza ed energia al reparto esterni ma anche regalando un’alternativa ulteriore nello sviluppo del gioco.
Giocoforza al californiano andrà lasciato tempo di lavorare con la nuova squadra e ritrovare il ritmo partita, tanto in allenamento quanto nelle gare ufficiali, a cominciare dalla trasferta pugliese di Nardò, dove verosimilmente avverrà il suo esordio in canotta Pistoia Basket. In attesa di un suo impiego a pieno regime, coach Brienza potrà iniziare a lavorare su un roster finalmente completo, con tutti i preziosi effetti del caso.


