Dal 2012 ad oggi, l’impresa è riuscita a Pesaro (due volte) e Torino, entrambe ultime a quattro giornate dalla conclusione e poi capaci di difendere la categoria. Il Pistoia Basket deve attaccarsi anche a questi precedenti per sognare
La matematica non lo condanna ancora e non lo farà nemmeno dopo la trasferta a Trento, a prescindere dal risultato finale. Ma il Pistoia Basket può davvero sperare nella rimonta salvezza? La storia regala ai biancorossi una minima possibilità di sognare. Nonostante la classifica drammatica a quattro giornate dalla fine, i precedenti dicono che a volte i miracoli sono possibili. A patto che l’OriOra ci metta del suo, tornando a fare punti già contro la Dolimiti Energia. La truppa di coach Paolo Moretti può e deve attaccarsi strenuamente a quanto successo nelle ultime sei stagioni di serie A, che raccontano di come non sempre chi sembrava spacciato a quattro giri dalla conclusione del campionato, è poi retrocesso.
Anzi, dando uno sguardo ai precedenti dal 2012 ad oggi si nota che le probabilità di salutare la massima serie sono alte (60%), ma che c’è un buon 40% di chances di difendere la categoria in zona Cesarini. C’è riuscita l’anno scorso Pesaro che, a 4 giornate dalla fine era in fondo alla graduatoria a parimerito con Capo d’Orlando con gli stessi 12 punticini che ha oggi il fanalino solitario OriOra. Alla fine, Vuelle salva con 16 punti contro i 14 dei siciliani. Miracolo centrato dalla stessa Torino che, nell’annata 2015/ 2016, si salvò nonostante l’ultima piazza alla 26° giornata. L’allora matricola gialloblù aveva 18 punti e centrò la permanenza in A grazie alla classifica avulsa in un pazzo arrivo a 4 a 22 punti, che spedì in Legadue la Virtus Bologna che a 4 giornate dal termine aveva addirittura 20 punti.
Altra impresa, sempre targata Pesaro (abituata ai colpi di coda), nella stagione 2013/ 2014, quella del ritorno del Pistoia Basket in una serie A tremendamente in bilico a sei anni di distanza. Ancora 12 punticini a 4 dalla fine ma salvezza per la VL per l’arrivo a pari punti (18) con Montegranaro che – nel mezzo della crisi societaria – scese per la differenza canestri.
In 4 occasioni, l’ultima della classe a 160′ dalla fine, ci è rimasta: Capo d’Orlando l’anno scorso (come detto), nel 2017 Cremona retrocessa (e poi ripescata) con 18 punti di cui 14 alla 26° giornata, la Caserta di Esposito nel 2015 che nonostante i “soli” 10 punti si giocò la salvezza all’ultima giornata, retrocedendo per la peggior differenza canestri con Pesaro in un arrivo con gli stessi 16 punti e Biella nel 2013. 12 i suoi punti alla 26° e 12 alla fine.
Tranne l’anno scorso, le due squadre che hanno fatto il miracolo (e Caserta che l’ha sfiorato) hanno vinto tre gare su 4. Il minimo indispensabile per dare un senso al campionato fino al 12 maggio, con la pesante scure di scontri diretti e differenza canestri negativi per la squadra di Moretti.



