Il lungo biancorosso torna sulla vittoria in terra sarda: «Senza Kerron non era semplice. Era diventato frustrante lavorare bene in settimana e poi in partita non riuscire a prendere i due punti». Adesso per il Pistoia Basket la trasferta a Reggio Emilia
A Sassari Luca Severini è stato uno dei migliori, segnando anche il suo record di punti in Serie A. In 23 minuti ha messo a segno 10 punti, arricchiti da cinque rimbalzi e due assist, con il 100% al tiro. Anche lui però, come moltissimi tifosi a casa, non si aspettava certo che il Pistoia Basket potesse sbloccarsi proprio in una trasferta da bollino rosso come quella in Sardegna.
«Il successo è stato un po’ inaspettato, vincere a Sassari senza Kerron non era semplice. Era diventato frustrante lavorare bene in settimana e poi in partita non riuscire a prendere i due punti; questa è stata una vittoria importante, che alza il morale sia nostro che dei tifosi. Contro il Banco di Sardegna siamo stati aggressivi fin dall’inizio e non abbiamo mai mollato, nemmeno quando abbiamo preso qualche parziale. Non c’è stato qualche particolare cambiamento – ha aggiunto ancora il lungo biancorosso – ci siamo allenati duramente come sempre e con la mancanza di Kerron tutti abbiamo provato dare qualcosa in più. A livello di testa a Sassari eravamo più liberi perché non avevamo niente da perdere, contro Reggio sarà più difficile ma vogliamo dimostrare che questa vittoria non è stata casuale».
Archiviata la prima vittoria stagionale per il Pistoia Basket è già alle porte la seconda trasferta consecutiva. Severini però mette in guardia tutti dalle insidie della gara del PalaBigi, contro un’avversaria ferita e quindi da non sottovalutare. «La gara con Reggio sarà difficile, loro sono un’ottima squadra e che hanno aggiunto due giocatori come Ortner e Aguilar. Sono una squadra che ha a disposizione cinque o sei lunghi, inoltre vengono da una brutta sconfitta in casa con Avellino, spetta a noi ripeterci, a cominciare dall’aspetto mentale e preparando al meglio la partita».
Il giovane lungo della OriOra è tornato in estate dopo due anni molto positivi in prestito a Casale Monferrato. Nella sua precedente esperienza biancorossa non aveva un ruolo da protagonista, in questa stagione invece il club ha posto su di lui tante aspettative e responsabilità che adesso è chiamato a ripagare sul campo. «Considero questo come il mio primo vero anno in Serie A e anche se l’inizio non è stato facile voglio dimostrare di poterci stare. La Serie A è un campionato diverso alla serie A2: qui ci sono cinque o sei stranieri per squadra e poi ci sono differenze a livello di tecnica, fisicità e atletismo. L’inizio non è stato facilissimo per la squadra e per noi italiani, complici anche le sei sconfitte. Ogni martedì però siamo tornati in palestra con la consapevolezza di voler fare meglio, di dare di più; noi ci impegniamo in allenamento per cercare di poter poi aiutare la squadra anche in partita». A Sassari ha dimostrato di poter essere eccome d’aiuto, con più continuità di rendimento questa per lui potrebbe essere la stagione della consacrazione anche nella massima serie.



