Pistoia Basket, si può sognare un primo posto sotto l’albero?

Un grande gruppo, pieno di ragazzi con gli attributi. Il Pistoia Basket può ambire a un regalo di Natale speciale

Incredibili, superlativi, inventiamoci qualche altro termine che renda la misura della bellezza di questo Pistoia Basket, perché quelle più comuni le abbiamo ormai usate tutte. Vi prego, non mi si dica che, contro Treviglio, il compito è stato facilitato dall’assenza di Wayne Langston, perché anche il nostro Magro ha giocato solo pochi minuti, tra l’altro a mezzo servizio. Daniele, ci ha raccontato il coach, è voluto essere della sfida in tutti i modi, segno che questa squadra è prima di tutto un grande gruppo, pieno di ragazzi con gli attributi.

Va detto, tra l’altro, che se contro Carrea e soci avessimo avuto una percentuale ai liberi più normale avremmo asfaltato gli avversari con un distacco ancora più rotondo. Quindi tanto di cappello ai nostri beniamini per il secondo posto in classifica, a meno due da Cantù ma con una partita in più da recuperare. Che si fa, dunque? Si può sognare il primo posto sotto l’albero?

Non è stato semplice contro Treviglio e contro un Carrea stranamente elettrico. Michele, chi lo avrebbe mai detto che avresti preso un tecnico per proteste anche tu? Una vera trasformazione caratteriale, un abisso tra l’aplomb mostrato dal coach sulla nostra panchina per due anni ed il nervosismo di domenica scorsa. Probabilmente, dopo aver perso in finale la Supercoppa, Michele ci teneva particolarmente. Poco male, sarà per la prossima volta.

È stata ancora una volta rispettata la proverbiale quota Brienza: se subiamo tra i 70 ed i 75 punti statisticamente non perdiamo mai. La difesa, soprattutto nella seconda metà di partita, è stata uno spettacolo. Un gruppo di combattenti che stravince la lotta al rimbalzo, che in attacco sa servire 13 assist e che, se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo, continua a perdere qualche pallone di troppo. Non ci stancheremmo mai di tessere le lodi dei due USA, della regia fumantina di Saccaggi, di quel vero e proprio jolly che risponde al nome di Carl Wheatle. La voglia matta, però, è quella di esaltare la quota giovani, che sono una prospettiva niente male negli anni a venire.

Del Chiaro nello starting five senza paura; se Daniele è a mezzo servizio il ragazzo non trema. Un clamoroso Riismaa, che ormai è un fattore che può incidere nelle sorti della partita. Nessun timore reverenziale in attacco, un mastino devastante in difesa, Joonas ha un futuro davanti tutto da scoprire. Poi c’è lui, capitan Della Rosa. Il Della, purtroppo, sconta un po’ il fatto di essere un prodotto di casa e di avere un cognome pesante. Insomma, spesso il concetto per cui il Della va bene perché ce lo siamo trovati in casa, probabilmente non costa troppo e tutto sommato tiene il campo senza infamia e senza lode circola tra i discorsi da bar.

Ecco, io non ci sto, ed anche se il capitano non offre chissà quali effetti speciali, voglio spendere due parole per un ragazzo che gioca quasi 19 minuti con merito, senza sfigurare, ma anzi regalando qualche ottimo assist e qualche tripla con dedica. Adesso che difensivamente sembra aver trovato un buon equilibrio ed aver perso un po’ della sua eccessiva irruenza, il capitano è un giocatore su cui contare e scommettere.

Avanti così, prossimo step contro il fanalino di coda. Orzinuovi arriva a Pistoia a quota zero, l’unico vero rischio è quello di mollare di testa e di rischiare di trasformarci in dieci babbo natale, che regalano la partita ad avversari oggettivamente meno quotati. Conoscendo la garra di Brienza, sarà interessante vedere come riuscirà a tenere alta la tensione. Staremo a vedere.

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