Tommaso Della Rosa si racconta tra Pistoia Basket e l’addio a Montale. «Felicissimo di questa nuova avventura, Montale sarà sempre casa mia»
Per un’avventura che comincia e che riempie di gioia, ce n’è una che finisce e che fa venire il magone allo stomaco. Il ‘salto in avanti’ di Tommaso Della Rosa – promosso a terzo allenatore nel Pistoia Basket – ha spinto l’ABC Ricami Montale a dover sostituire l’head coach per la nuova stagione. Tommaso, che a Montale ha passato 10 anni, ha accusato il colpo ma sa anche che un treno come quello del Pistoia Basket è troppo importante per farselo sfuggire. Ed è per questo che «una volta ricevuta la telefonata da Pistoia, sono esploso di gioia».
«Sicuramente c’è grande gioia e entusiasmo per questa nuova avventura – spiega Tommaso Della Rosa – perché per me è veramente molto importante dopo due anni passati come quarto in prima squadra. Quando il Pistoia Basket mi ha contattato ho provato una fortissima emozione e ancora più voglia di ributtarmi a pieno in questa avventura.
Lavorare in questa squadra, per Della Rosa senior, sarà avvincente ma sicuramente lo zoccolo duro lo aiuterà. «Con Lorenzo Saccaggi ci sono cresciuto insieme nelle giovanili, Gianluca chiaramente lo conosco come le mie tasche anche se poi nell’ottica lavorativa è un giocatore al pari degli altri ma quelli a cui sono più legato sono Angelo e Jonaas che li ho allenati a Montale in delle annate molto importanti per l’apprendimento sia per me che, spero, per loro. Una volta scesi in campo però per me, saranno tutti sullo stesso piano».
«Quando è uscito il comunicato di Montale – ci racconta Della Rosa – che ancora non lo sapevo, mi è preso un magone allo stomaco e la testa mi ha riportato alla prima partita giocata in biancoblù di dieci anni fa. Mi dispiace tantissimo aver salutato Montale ma sapevo che prima o poi sarebbe dovuto accadere. Sarò per sempre grato a questa società per avermi accolto prima come giocatore e per avermi poi dato l’opportunità di allenare la prima squadra».
«In questi due anni sono cresciuto tanto professionalmente e sicuramente lo devo a coach Carrea, ma anche a Fabio Bongi e a Luca Angella. Col coach brianzolo ho vissuto le mie prime esperienze e se adesso sono qui è anche grazie a loro. Adesso abbiamo già parlato due o tre volte con coach Brienza e mi ha dato subito l’impressione di essere molto esigente con noi avendo vissuto questo ruolo con coach del calibro di Sacripanti o Trinchieri. Oltre a questo – chiude il terzo allenatore del Pistoia Basket – sicuramente per lui parlano anche gli anni a Trento come capo allenatore».


