Pistoia Basket, una storia ricca di meteore

Con l’arrivo (per ora a tempo) di Gerry Blakes, facciamo un salto indietro nel passato alla riscoperta delle meteore transitate a Pistoia

Gerry Blakes è ormai arrivato a Pistoia, pronto ad iniziare la sua avventura di due mesi in Toscana. Un lasso di tempo, a meno di clamorosi sviluppi, che lo vedrà transitare velocemente nel mondo biancorosso. La storia del club di via Fermi è in effetti ricco di giocatori che si sono trattenuti poco in città, il tempo di un esiguo numero di partite o addirittura senza vedere neanche il campo. I motivi sono stati vari e dipendenti da differenti fattori o avvenimenti. Nel linguaggio sportivo e non solo, si parla di meteore. E a Pistoia ce ne sono state tante, di meteore.

Spesso e volentieri, quando si parla di loro, non si ricordano quasi mai passaggi particolarmente felici. Giocatori ingaggiati in estate e andati via dopo poco, altri presi in corsa e durati comunque meno di un cambio di stagione. Ci sono storie che parlano di vera sfortuna, di occasioni mancate e di cambiamenti necessari. E a contorno ci sono annate sportive nate sotto una cattiva stella e poi raddrizzate, oppure andate al di sotto delle aspettative. O in conclusione, da queste storie sono nate anche vere e proprie imprese, inimmaginabili ed insperate. E tutte queste meteore rimangono comunque parte della storia cui abbiamo assistito, nella gioia e nel dolore. Oggi ve le vogliamo raccontare e far ricordare.

Nello stilare questa lista abbiamo deciso di includere giocatori che non hanno raggiunto la doppia cifra di presenze in biancorosso. Non si tratta di una classifica e non si andrà in ordine cronologico, bensì alfabetico. Mettetevi comodi, inizia il viaggio!

RANDY CULPEPPER

Iniziamo il nostro viaggio nel mondo delle meteore biancorosse con un nome abbastanza recente. Qui siamo nella sezione dei rimpianti: nella stagione 2019/20, l’Oriora Pistoia targata Sambugaro e Carrea stava lottando con le unghie e con i denti per l’obiettivo salvezza. Superato il giro di boa, però, la società si convince all’acquisto di un rinforzo di qualità: quindi fuori Zabian Dowdell e dentro quel Randy Culpepper che tanto aveva impressionato con la maglia di Cantù (17.1 punti e 3.7 assist a gara).

Il profilo era sicuramente quello adatto, ma il play di Memphis ebbe il tempo di giocare solo una partita a Trieste, mentre tutto il mondo stava impazzendo. Era infatti arrivata la pandemia in Italia e di lì a poco il campionato sarebbe stato cancellato. Culpepper ebbe poi lo stesso destino di Pistoia: discesa in A2, a Scafati. Anche lì fu una meteora, stavolta a causa di un infortunio patito dopo aver disputato solo due gare. Attualmente è free agent: nella scorsa stagione ha giocato a Brno, nel primo campionato ceco, con medie di 12.3 punti ad allacciata di scarpa.

FUQUAN EDWIN

Andiamo un poco più indietro nel tempo, precisamente alla stagione 2014/15, ossia la seconda in A1 e l’ultima del ciclo di Paolino Moretti. In una squadra completamente rinnovata, viene annunciato, tra gli altri, un rookie su cui molti iniziano subito a scommettere. Il suo nome è Fuquan Edwin e viene dalla prestigiosa Seton Hall. Descritto come un’ala piccola con grandi abilità sia in attacco che in difesa, attira immediatamente su di sé le attenzioni dei tifosi, vogliosi di vederlo all’opera già dai primi allenamenti.

Peccato che le poche immagini che resteranno sono quelle di lui in ciabatte ad assistere dalla panchina al lavoro dei compagni. Problemi fisici, questo è ciò che viene fuori: la società, sentito lo staff medico, decide di tagliarlo perché i tempi di recupero sono giudicati troppo lunghi. Al suo posto arriverà poi, il 18 settembre, Gilbert Brown. Edwin invece, solo un mese dopo, sarà ad allenarsi con i San Antonio Spurs: neanche più l’ombra di un infortunio. Quell’anno disputerà 49 partite in D-League con i Sioux Falls Skyforce. Tornerà in Europa in altre tre occasioni, senza trovare grande fortuna. Si ritirerà dal basket giocato al termine dell’annata 2017/18: una carriera, dunque, molto breve per una delle più grandi meteore della storia di Pistoia.

JAMON GORDON

«Esperienza, professionalità e conoscenza del gioco erano le caratteristiche che cercavamo, e credo che il suo sia il profilo ideale». Così coach Vincenzo Esposito lo presentò il 30 ottobre 2017, quando venne chiamato a far fronte ad una vera e propria emergenza infortuni nell’allora The Flexx Pistoia, in primis per l’infortunio al polso rimediato da Tyrus McGee. Jamon Gordon non era in effetti un nome pescato tra i tanti, ma un giocatore con un pedigree di tutto rispetto a livello europeo. Olympiacos, Galatasaray, Efes: queste le sue avventure in blasonate realtà cestistiche del Vecchio Continente.

Arrivato alla sua prima esperienza italiana all’età di 33 anni, Gordon mostrò da subito di non essere più quel giocatore determinante che era stato ammirato fino a poco tempo addietro. 5 partite senza mai raggiungere la doppia cifra, prima dell’epilogo choc del 9 dicembre. Nel post-vittoria contro Pesaro, infatti, fu proprio il suo compagno di squadra McGee ad annunciarne definitivamente il ritiro dal basket giocato. Una scelta che costrinse Pistoia a tornare immediatamente sul mercato. Il 21 dicembre arrivò un altro giocatore dal grande curriculum, Yakhouba Diawara: anche in quel caso, le cose non andarono come si sperava. Gordon oggi è negli States, nella sua Jacksonville, dove allena i ragazzi dell’high school e cerca di intraprendere una carriera in panchina.

COREY HAWKINS

Rimaniamo sempre nell’epoca di “El Diablo”, precisamente un anno prima dei fatti narrati sopra. Un piccolo posto in questa lista la meritava certamente Corey Hawkins, esterno figlio d’arte (suo padre Hersey fu un All Star NBA negli anni Novanta) che, all’inizio della stagione 2016/17, andò a formare un trio di esterni molto accattivante insieme a Ronald Moore e Terran Petteway. Il terzetto delle meraviglie lo rimase però solo sulla carta, visto che l’avvio di stagione fu tutt’altro che confortante (2-4 nelle prime sei giornate) e ad essere messi in discussione furono proprio Hawkins e “Crazy” Terran.

Dopo la beffarda sconfitta casalinga contro Sassari, la scelta di Esposito fu quella di tagliare proprio la guardia classe 1991, rivelatasi tatticamente e caratterialmente inadatta nonostante medie da 12 punti. Inutile dire che fu il preludio all’esplosione di Petteway, fino a quel momento poco incisivo. La stagione di Hawkins proseguì poi in Belgio ai Giant Antwerp, mentre quella successiva fu in Lettonia al VEF Riga: due esperienze che confermarono il talento offensivo del nativo di Goodyear, Arizona, ma che furono anche le ultime della sua carriera da giocatore. Hawkins ha comunque coronato il sogno di andare in NBA: adesso infatti, dopo aver allenato in D-League tra il 2019 e il 2022, svolge il ruolo di video analyst per la franchigia degli Orlando Magic.

BRAXTON HUGGINS

Sicuramente il più facile da ricordare per il semplice fatto di essere l’ultimo in ordine cronologico. Guardandosi indietro è ancora più incredibile pensare che l’anno del ritorno in A1 sia iniziato con lui, Braxton Huggins: senza dubbio, uno dei passaggi più rapidi e poco piacevoli della storia biancorossa. La guardia di Bakersfield firma con Pistoia il 19 luglio 2022 e forma insieme a Jordon Varnado la coppia a stelle strisce che dovrà trascinare i toscani nel campionato di A2. Il duo però durerà solo due partite ufficiali, in Supercoppa. Nella sconfitta casalinga contro Rieti Huggins segna 7 punti, mentre nella vittoria esterna a Chiusi ne mette insieme 17.

Il 18 settembre invece, quasi due mesi dopo l’annuncio del suo ingaggio, l’esterno rimane seduto in panchina per tutti i 40 minuti dell’ultimo turno della fase a gironi contro la Fortitudo Bologna. Si parla di un problema alla spalla, ma la verità è un’altra. Ben presto arriva la certezza che il giocatore non fa più parte del progetto e non verrà tesserato per la stagione alle porte. Anche all’interno della società qualcuno inizia a sbottonarsi: il problema non è tecnico, ma comportamentale. Comincia così il tira e molla, con l’accordo sulla buonuscita che, nel frattempo, tiene banco condizionando anche la ricerca del sostituto.

Si arriva dunque alla prima di campionato al PalaCarrara contro Ferrara, con Huggins presente in tribuna: è il 9 ottobre. I tifosi non digeriscono la sua scelta di essersi presentato e, quando entra sul parquet per applaudire i suoi ormai ex compagni per la vittoria, lo subissano di fischi ed insulti. Lui risponde mostrando il dito medio, scatenando il finimondo e venendo poi scortato fuori dal parquet. Sei giorni dopo arriva la notizia della rescissione del contratto e il 19 arriva l’annuncio di Zach Copeland: il resto è storia arcinota e il finale è dei più magici. Ma Huggins? Il 12 novembre si accasa al KB Rahoveci, squadra kosovara con cui disputa 9 gare prima di spostarsi in Qatar, a Doha, per giocare 3 partite con l’Al Ahli. Attualmente è free agent.

DERRICK MARKS

Senza dubbio uno dei più grandi rimpianti della storia recente di Pistoia porta il nome di Derrick Marks. La guardia statunitense diventa biancorossa il 29 luglio 2020, alle porte della stagione del ritorno in A2, quella immediatamente successiva allo scoppio della pandemia e anche dell’autoretrocessione del club di via Fermi. Il suo è un profilo di tutto rispetto e le partite di Supercoppa che disputa in pre-season lo confermano appieno: in tre match l’ex Torino ha medie di 23.7 punti e a Pistoia c’è ormai la certezza di aver trovato l’uomo giusto per trascinare il roster allora allenato da Michele Carrea.

Anche in quella strana 2020/21, però, la maledizione della guardia colpisce e duro: Marks inizia ad accusare problemi al polpaccio all’indomani del debutto in campionato. Guai fisici che lo staff sanitario prova a risolvere, ma che col passare del tempo diventano insanabili. L’esterno di Chicago riesce a scendere in campo alla prima giornata contro Rieti, segnando solo 5 punti: rimarrà la sua unica apparizione in regular season. Passano circa due mesi e la società alza bandiera bianca ingaggiando Tre’Shaun Fletcher il 29 dicembre e annunciando la rescissione con Marks il giorno dopo. Visto quello che poi fu il rendimento dell’ex Fortitudo, i dubbi su come sarebbe potuta essere la stagione di Pistoia senza quell’infortunio avrebbero continuato ad attanagliare i tifosi per i mesi successivi.

Tornato negli USA, Marks è poi riuscito a mettersi alle spalle quel difficile periodo, ritornando a giocare prima in Bulgaria, dove ha vinto il campionato con la canotta del Balkan Botevgrad, e poi in Italia a Cento nella scorsa stagione di A2. Quest’anno, infine, si è accasato a Rimini dove continua ad essere il principale riferimento offensivo della squadra.

WEN MUKUBU

Alzi la mano chi si ricorda di quest’ala congolese naturalizzata belga. Il suo passaggio a Pistoia fu in effetti destinato ad essere fugace: Wen Boss Mukubu infatti venne preso a gettone per sostituire l’effervescente Joe Forte, squalificato per due giornate dopo i brutti fatti di Scafati. Per il nativo di Kinshasa si tratta della seconda esperienza nell’A2 italiana nel giro di un mese, visto che disputò 5 partite a Ferrara. Un vero e proprio precario della palla a spicchi (almeno in Italia) che a fine novembre del 2010 si ritrova a doversi esibire dinanzi ad un pubblico fino a quel momento estasiato dalle giocate dell’ex Mens Sana Siena e di Jarvis Varnado. Aspetto che comunque rende subito il belga simpatico ai più.

Lui mette 14 punti nella sconfitta casalinga contro la Reyer Venezia degli ex Tamar Slay, Sylvere Bryan e Alberto Causin, poi ne segna 7 nella vittoria esterna sul campo di Verona. Tornato Forte, l’ala classe 1983 conclude definitivamente la sua esperienza in Italia: da lì in poi rimarrà a giocare nel suo Belgio. Vi farà piacere sapere che Mukubu, all’età di 40 anni, gioca ancora in BNXT (il massimo campionato belga-olandese) e che, alla sua terza stagione con la divisa dei Kangoeroes di Mechelen, viaggia a 13.8 punti e 3.8 assist a partita. Non ha conquistato Pistoia o spodestato Joe Forte, ma ha sicuramente scoperto l’elisir dell’eterna giovinezza.

JAMAL OLASEWERE

Sicuramente una sfortunatissima meteora, il lungo americano di origini nigeriane. Annunciato da Pistoia il 16 agosto 2021, Jamal Olasewere veniva da una più che positiva stagione di A2 con la canotta dell’Eurobasket Roma. Lì aveva giocato assieme a Daniele Magro, formando un’ottima coppia sotto i tabelloni pronta a difendere duro anche a Pistoia. Coach Nicola Brienza, al suo primo anno sulla panchina biancorossa, non poté quasi dare il benvenuto al suo nuovo giocatore prima di scoprire che avrebbe dovuto fare a meno di lui.

Il 5 settembre infatti la società comunica che il giocatore farà rientro per motivi personali negli Stati Uniti, mentre scatta immediatamente la caccia al sostituto, che poi sarà individuato in Daniel Utomi. Il 16 settembre, ossia il giorno del suo trentesimo compleanno, è lo stesso Olasewere a rivelare i motivi del suo addio a Pistoia: qualcosa, purtroppo, di inimmaginabile. Si chiama cardiomegalia (“cuore ingrossato”) e quindi non ci sono alternative: già poco aiutato dalla sorte, dopo tanti infortuni gravi succedutisi negli anni, l’ex Rieti e Treviglio è costretto ad abbandonare il basket giocato. Un ritiro che, dopo due anni, sembra ormai più che definitivo.  

BILL PHILLIPS

Lo chiamavano “la Montagna Bianca”. William Warren Phillips, detto Bill, arrivò a Pistoia per disputare la stagione 2009/10, la prima dall’inizio di coach Paolo Moretti. Le referenze di questo pivot di 208 centimetri erano proprio state mostrate al club dall’allenatore aretino e da Claudio Crippa, che lo avevano avuto a Livorno, in Serie A, nel 2005/06. Il franco-americano si inserì, da comunitario, in un roster molto competitivo per l’A2: nell’allora Carmatic figuravano infatti giocatori del calibro di Tamar Slay, Tony Skinn e i confermati Fiorello Toppo, Juan Marcos Casini e Alessandro Infanti.

Il classe 1979 sarebbe stato un’arma fondamentale, non solo per la sua stazza ma anche per la sua mano estremamente educata: purtroppo, però, non andò così. Giocò infatti solo 5 partite (record negativo di 2-3 per Pistoia) dove le sue prestazioni andarono sempre più in calare. Phillips infatti conviveva, da inizio stagione, con un importante problema al tendine d’Achille: la società decise allora di tenerlo fuori, prendendo a gettone per due mesi lo svedese Martin Ringstrom in attesa che guarisse dall’infortunio.

Non ci fu purtroppo nessuno sviluppo positivo e, visto l’ottimo rendimento del giocatore scandinavo, Pistoia decise alla fine di tagliarlo. Per Phillips fu non solo la fine della sua stagione, ma anche della sua carriera da giocatore. Oggi potete seguirlo su Instagram, dove porta avanti il suo nuovo lavoro di mental coach. Ha scritto anche un libro che si intitola “Mental Vitamins – A Daily Dose of Inspiration and Insight for the Aspiring Athlete”.

DUDA SANADZE

Molto più facile da ricordare, anche perché il suo passaggio a Pistoia è abbastanza recente. È il 9 settembre 2017 quando l’allora The Flexx Pistoia, allenata per ancora una stagione dal “Diablo” Esposito, annuncia l’ingaggio di Duda Sanadze. L’esterno georgiano classe ’92, già da molto tempo nel giro della nazionale maggiore, è ritenuto dai più un talento pronto al salto di qualità. Ben presto, però, il campo mostra un giocatore che fatica e non poco ad emergere, sia dal punto di vista tecnico che della personalità.

I biancorossi stentano in campionato: infatti, dopo le prime due vittorie, arrivano cinque stop consecutivi: un vero e proprio unicum nell’era Esposito. Le sue medie e le sue percentuali sono l’evidente manifesto del problema, che poi trova il suo apice nell’ultima sconfitta di Reggio Emilia, dove Sanadze si procura anche una distorsione al ginocchio. Quest’avvenimento diventa l’anticamera della rescissione del contratto, che giunge infine il 7 dicembre, quando Pistoia lo ha già sostituito con Jamon Gordon (di cui vi abbiamo parlato poco sopra).

La carriera del georgiano continuerà così, tra ottime parentesi nei campionati europei minori ed esperienze non eccelse in Spagna e nella Lega Adriatica. Nella stagione in corso ha firmato per gli ungheresi dell’Atomeromu, dopo aver indossato ancora la canotta della sua nazionale in occasione dei Mondiali, raggiungendo la seconda fase del torneo.

MARCUS THORNTON

Chiudiamo questa carrellata con quella che potremmo definire una “doppia meteora”. Chi è tifoso di Pistoia sa quanto la parola “sfortuna” faccia rima con Marcus Thornton. Il lungo nato ad Atlanta il 12 agosto 1992 fu infatti la prima firma USA in vista della stagione 2015/16, quella del debutto di Enzino Esposito da coach biancorosso. Società e staff tecnico dimostrarono da subito di riporre grande fiducia nei confronti di questo rookie appena uscito dalla University of Georgia. 202 centimetri, fisico roccioso e ottime doti da tiratore, con la prospettiva di andare a formare, insieme ad Alex Kirk, una coppia di lunghi davvero bella da vedere.

Peccato che, fin da subito, la suddetta iella cominciò a perseguitare l’ex Bulldog: in pre-season arrivarono i primi problemi al tendine rotuleo del ginocchio, poi ad ottobre, subito dopo il ritorno in palestra, la lesione al polpaccio. Il polacco Olek Czyz, già preso per sostituirlo, rimase dunque per tutta la stagione, mentre Thornton rescisse con Pistoia. Il club però gli promise una seconda opportunità per l’annata successiva: patto che, poi, venne rispettato con l’ala grande di nuovo in Toscana per indossare finalmente il biancorosso.

Thornton però dovette fermarsi nuovamente, stavolta nel riscaldamento prima del debutto in campionato a Cremona. La diagnosi fu rottura del menisco mediale e fece scorrere i definitivi titoli di coda della sua esperienza a Pistoia, con la rescissione che avvenne il 12 ottobre 2016. Al suo posto arrivò Andrea Crosariol, con Nathan Boothe che quindi scalò al ruolo di 4. Risulta ancora più triste pensare che proprio due delle stagioni più belle della storia biancorossa siano concise con una serie di eventi così sfortunati per la carriera di questo ragazzo. Marcus Thornton, infatti, si ritirò subito dopo e in modo definitivo. Ha fatto ritorno nella sua Atlanta ed è attualmente senior associate di un’importante azienda che opera nel mercato immobiliare.    

  

  

 

  

 

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