L’ex Pistoia Basket Aristide Landi attende la visita della GTG alla sua Torino. Il match alle porte e l’esperienza in biancorosso
Aristide Landi. Nella mente di coloro che hanno seguito le sorti recenti del Pistoia Basket, è un nome che dovrebbe affiorare subito. Immediata avviene infatti l’associazione con quella stranissima stagione 2019/20. L’ultima dell’attuale GTG (in quel momento Ori Ora) nella massima serie, travolta assieme a tutto il resto dallo scoppio della pandemia. Osservando la classifica cristallizzata dalla sospensione del campionato sancita il 7 aprile, il 15° posto a 14 punti (record di 7-14) avrebbe virtualmente permesso alla Pistoia di coach Carrea di mantenere la categoria.
Una squadra che si stava difendendo con le unghie e coi denti grazie alle prestazioni degli stranieri Petteway, Johnson, Salumu, Brandt e Dowdell, ma anche a quelle degli italiani. La solidità del venticinquenne Aristide Landi, per esempio, faceva parecchio comodo. Il lungo di Potenza viaggiava a 7 punti e quasi 4 rimbalzi di media per gara, dimostrando di essere un elemento affidabile anche in serie A, che aveva sì appena guadagnando vincendo l’A2 con Roma ma che aveva assaggiato solo da under aggregato alla Virtus Bologna dal 2012 al 2014.
Dopo quei sei mesi pistoiesi Landi è tornato da valore aggiunto in A2, dove l’anno scorso ha disputato una bella stagione con la maglia di Forlì, testa di serie del girone rosso e poi uscita al primo turno di playoff. Oggi è un pilastro di Torino, autentica corazzata del girone verde a 7 vittorie su 8 partite (seconda solo a Cantù). Il suo è un contributo cospicuo: 10,3 punti e 5,4 rimbalzi in quasi 26′ di utilizzo. Questa domenica alle 17 la Reale Mutua ospiterà il Pistoia Basket al Pala Gianni Asti, ancora rimasto inespugnato, per un match di cartello e di alta quota. Sfida intrigante a cui il classe ’94 si presenta da ex, assieme anche a Mirza Alibegovic (a Pistoia nel 2012/13, anno della promozione in A1).
IL CONFRONTO ALLE PORTE E LA LOTTA NEL GIRONE VERDE
«A questa partita arriviamo pronti, carichi e motivati come sempre – esordisce Landi – . Siamo un gruppo unito e di questo sono veramente contento, grazie anche allo staff che sta lavorando tanto su quest’aspetto. La sfida è di cartello perché anche Pistoia è un’ottimissima squadra. Mi aspetto una gara dura, sporca, fisica, che difficilmente potremo azzannare subito ma che dovremo essere bravi a farlo nei quaranta minuti». I gialloblù vantano elementi avvezzi alla serie A, oltre allo stesso Landi ed Alibegovic anche De Vico, senza tralasciare i due americani Scott e Davis, individualità di livello ma comunque di sistema.
Torino è una compagine di valore e lunga di rotazioni, di fronte alla quale il Pistoia Basket è chiamato ad una vera e propria impresa. «Noi siamo forti, sono convinto di questo. Allenati bene e difficili da battere – prosegue l’ex Trieste e Mantova tra le altre – ne siamo consapevoli e ce lo ripetiamo ogni giorno. Se poi facciamo qualche passo falso fa parte del percorso. Loro mettono grande energia in campo, dai primi cinque alla panchina. Quindi ci servirà un bell’impatto fisico e mentale».
Certo è che il girone verde ospita un nutrito parterre di club ambiziosi e dall’alto potenziale. «Senza nulla togliere all’altro girone, secondo me il nostro è quello più duro e competitivo. Oltre a Cantù ci sono tante squadre forti che possono arrivare ai playoff e puntare a qualcosa di grande. Quindi è un campionato molto equilibrato e divertente, nel quale sarà importante arrivare in fondo più in forma possibile, lezione che ho imparato a Forlì l’anno scorso» commenta Aristide.
L’ESPERIENZA AL PISTOIA BASKET
In biancorosso Landi c’è rimasto solo sei mesi. Una permanenza breve ma intensa, per una serie di motivi. «Dell’esperienza a Pistoia conservo ricordi solo che positivi, perché io e la mia famiglia ci siamo stati davvero bene. Rimane il rammarico di non aver potuto terminare la stagione – aggiunge – . Anche perché si era creato un bel gruppo, ci stavamo allenando alla grande e avevamo molte chances di salvarci. Dispiace poi per l’autoretrocessione, ma capisco le dinamiche».
Non manca poi la menzione al pubblico del PalaCarrara. «Bellissimo anche il calore della tifoseria, sempre vicina alla squadra. Quando firmai, Della (capitan Della Rosa, nda) mi disse che venivano da un filotto di sconfitte in casa. La prima vittoria a Pistoia con Trieste fu emozionante, sia per noi che per il pubblico. Vedevano che ci sbattevamo sempre, anche con le più forti. Come quando vincemmo con Venezia di due» ricorda volentieri il gigante buono.
Di quell’Ori Ora sono rimasti solo appunto capitan Della Rosa e Carl Wheatle, cresciuti di responsabilità e rendimento con l’approdo della società in A2. Per loro l’ex compagno spende belle parole. «Sono entrambi bravissimi ragazzi, a cui piace fare gruppo ed è una cosa che io apprezzo enormemente. Carl sta andando benissimo come del resto tutta la squadra. Sono a loro agio nel sistema portato dall’allenatore e i risultati si vedono. Non posso che essere felice per loro».



