Pistoia Basket, vince chi è più bravo ad adattarsi

Una Pistoia non brillante porta comunque a casa la prima sfida della serie. Ma i fischi stridono con quanto fatto dalla squadra da settembre ad oggi

Pistoia si è presa gara-1 dei quarti di finale con Piacenza e la sostanza del risultato è ciò che più conta. Con questo weekend è iniziato il periodo dei verdetti definitivi in A2 e le gare valgono tutte di più, possono chiudere una stagione o far sognare ancora. Per i biancorossi la missione può dirsi quantomeno iniziata con il piede giusto: i primi quaranta minuti della contesa con l’Assigeco hanno detto che la squadra di coach Brienza dovrà guadagnarsi il passaggio del turno al cospetto di un’avversaria che anche in enorme emergenza ha saputo rendere davvero complicata la missione ai biancorossi toscani. In campo, complici le scelte tattiche dei allenatori, si è arrivati ad un ribaltamento forzato delle zone e della tipologia di gioco delle due squadre.

Pistoia, con l’indole chiara dei suoi giocatori da inizio stagione ad attaccare il ferro, si è trovata a metà gara ad avere lo stesso numero di tentativi da due e da tre punti, lottando non poco in tutta la sfida per poter entrare in un’area affollata. Dall’altra parte Piacenza ha avuto vita dura ad armare e a mettere in ritmo i suoi tiratori dall’arco dei 6,75, trovando piuttosto soluzioni vantaggiose dai pick&roll con cui ha spesso attaccato con successo il canestro di Pistoia. Probabilmente sarà questa una delle chiavi che caratterizzerà la serie tra GTG e Assicego: chi delle due formazioni riuscirà a far snaturare di più l’altra e, soprattutto, chi saprà meglio adattarsi alle difficoltà prodotte dagli avversari, si conquisterà il passaggio del turno.

Delle tante immagini e sensazioni che si possono estrapolare da gara-1, da sponda Pistoia meritano di essere sottolineate le triple di capitan Della Rosa che ha cambiato la gara con quelle bombe che hanno scardinato la zona di Piacenza. L’altro grimaldello di Pistoia è stato Magro, decisivo, anche perché spesso unico vero centro in campo, non avendo gli emiliani il vero totem con cui pareggiarlo. Il suo ruolo nel pitturato è destinato ad essere fondamentale per le sorti di Pistoia, come del resto era facile immaginare già prima della palla a due. Un altro elemento che palesemente andrà a condizionare la serie sono le condizioni fisiche dei giocatori, con Piacenza già provata da questo punto di vista. Con il centro Skeens ko per il resto della stagione, in gara-1 coach Salieri ha dovuto fare a meno anche di Gajic, Portannese, potendo poi utilizzare Cesana solo per sei minuti. Eventuali recuperi o nuovi indisponibili faranno oscillare pesantemente le percentuali di vittoria nella serie.

Per Pistoia, nonostante le difficoltà evidenti e le qualità dell’avversario, la bilancia della prima puntata dei playoff è sostanzialmente positiva, almeno per quello che si è visto sul parquet. La serie con Piacenza continuerà con gara-2 e per Pistoia c’è già un primo bivio decisivo, perché aggiudicarsi anche la seconda sfida sfruttando il fattore campo vorrebbe dire mettere una seria ipoteca sulla serie, costringendo già l’Assigeco spalle al muro. Se l’obiettivo primario è chiaramente ottenere il passaggio alle semifinali, farlo nel più breve tempo possibile è un’opportunità e anche un’esigenza da tenere a mente.

Ci sono poi due altri aspetti che hanno caratterizzato questo debutto nei playoff di Pistoia. Sui fischi e la contestazione alla squadra nel secondo quarto da parte di una decina di persone in curva Pistoia, così come per il desolante numero di presenze al palazzetto per una gara-1 dei playoff è doveroso spendere alcune considerazioni. I fischiatori hanno dimostrato di non aver memoria e soprattutto riconoscenza nei confronti di un gruppo che ha fatto una stagione stupenda, oltre le proprie possibilità, restando a lungo in vetta del girone rosso e chiudendo tra le prime tre del proprio raggruppamento della prima fase, guadagnando la qualificazione ai playoff a febbraio e mantenendo l’imbattibilità casalinga fino a fine marzo. Fischiare questi ragazzi per un quarto d’ora magari non giocato sui livelli del resto della stagione non ha ragione o motivazione che tenga con questa squadra e questo staff. Su chi invece ha deciso di restare a casa anche e soprattutto adesso che le partite mettono in palio tutto ciò che questa stagione può offrire vale più o meno lo stesso discorso: il credito di fiducia questi ragazzi e i loro allenatori se lo sono costruiti con sacrifici, sudore e merito in tutti questi mesi, per chi ama il basket e tifa Pistoia non c’è ragione, se non quella che uno si vuol inventare nella propria testa, per rimanere sul divano.

Coach Brienza, il direttore sportivo Sambugaro, capitan Della Rosa e a seguire tutti gli altri uomini della squadra hanno dimostrato per nove mesi di essere dei vincenti, atleti e professionisti mai disposti a tirare indietro la mano o l’orgoglio dopo la palla a due. Continueranno a farlo anche in questi playoff, dove non partono favoriti, ma dove altrettanto realisticamente possono giocarsela fino alla fine con tutti. Così hanno fatto, vincendo, sabato sera con Piacenza. Così faranno anche in gara-2 con gli emiliani e ancora per tutte le gare che potranno giocare in questi playoff. Staff e giocatori in canotta Giorgio Tesi Group hanno fatto di tutto per rendere orgogliosi del proprio lavoro dirigenza, tifoseria e città, forse ora è arrivato il momento che tutti quelli che tifano biancorosso si schierino al fianco di questo gruppo, orgogliosi di poterli tifare sulle tribune del PalaCarrara. I limiti, casomai, saranno il parquet, i canestri e gli avversari a metterli, ma è altrettanto sicuro che fino a che sarà in loro potere questi ragazzi giocheranno per saltare a piè pari ogni ostacolo, puntando a niente di meno che il massimo possibile.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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