«Dopo 35 anni ho ancora voglia di migliorare. Cercheremo di creare simbiosi tra pubblico e squadra», così il nuovo coach di Estra
Con quell’emozione tipica di chi torna in un ambiente così tanto amato dopo esserne stato lontano per diversi anni, Zare Markovski si è presentato come nuovo coach di Estra Pistoia. A distanza di 6 anni dall’ultima esperienza sulla panchina di Sassari – coincidenza vuole che proprio lì marcherà il suo debutto – il tecnico macedone naturalizzato italiano torna così a calcare i parquet della Serie A. Una nuova ripartenza ricca di stimoli, attesa già da mesi e finalmente concretizzata con l’approdo in via Fermi.
«Quest’estate già aspettavo che qualcuno si ricordasse del mio passato, la stessa Pistoia magari, che qualcuno avesse bisogno di me – ha ammesso il classe ’60 -. Quando è arrivata la chiamata non mi sono tirato indietro, volevo tornare sul campo ovvero dove mi sento meglio. Non vedevo l’ora. Ho motivazioni anche personali, sono qui per continuare il mio sviluppo personale di apprendimento, dopo 35 anni ho ancora voglia di migliorare. Mi fa piacere di essere in una piazza storica. Fin dal 91’ quando sono venuto qui le prime volte era considerata tale. I tifosi poi sono caldissimi. Per fare un paragone nel calcio penso a quelli di Borussia Dortmund, Liverpool o Celtic. Mettendo tutto questo assieme gli stimoli diventano altissimi».
Pochi allenamenti per Markovski con la squadra ma sono già diverse le idee chiare su qualità, punti di forza e primi tasti da premere nell’approccio con il roster biancorosso. «La squadra l’ho trovata con già tre vittorie, il che permette una partenza tranquilla da un punto di vista tecnico tattico. Piano piano inserirò le mie idee e quotidianamente andremo verso nuovi principi tecnico tattici – ha spiegato -. Il primo punto per me è stato inquadrare le capacità tecniche e tattiche della squadra per poi mettermi completamente a disposizione di tutti. Io credo che un coach debba sapersi adattare ad ogni squadra, cercando poi col tempo di costruire qualcosa di più suo. In campo? Senza dubbio è bene partire da una buona difesa. Ma come è vero che il miglior attacco inizia con una buona difesa, anche la miglior difesa inizia catturando rimbalzi in attacco. Dobbiamo giocare una pallacanestro al 100% da entrambi i lati del campo».
«Ho visto la squadra contro Reggio Emilia – ha proseguito Markovski – e mi ha colpito molto la determinazione. La squadra è stata capace di restare sempre in partita. Per quanto mi riguarda è un ottimo punto di partenza. Dopo aver visto il primo tempo mi sono chiesto come sarebbe potuta uscire la squadra da quella situazione e poi è arrivata una grande vittoria nella ripresa. Il palazzetto contribuisce a creare un grande spirito e se riesci ad infiammarlo puoi ottenere grandi cose. Anche da avversario ho sempre avuto la sensazione che ci fosse una simbiosi fra il pubblico e la squadra. Se creiamo ciò siamo a metà dell’opera».
Markovski ha concluso la conferenza toccando anche l’argomento Eric Paschall e dando poi uno sguardo più ampio al campionato italiano, ritrovato dopo alcuni anni lontano dalla Serie A. «Credo che la lega sia tecnicamente tra le 3-4 più competitive d’Europa. C’è lotta aperta per i play-off e per la salvezza, in più adesso vi sono due squadre stabilmente in Eurolega. Ci sono tanti criteri da considerare, tra cui anche i budget delle società, per capire se si sia livellato al ribasso. In ogni caso credo che obiettivi e giudizi possano essere fatti solo a partire dal giro di boa. Al momento credo sia difficile fare previsioni».
«Paschall? Le sue qualità tecniche non si discutono. Parliamo di un tiratore eccellente. Può giocare ad alti livelli ma per farlo ci vogliono anche parametri fisico atletici che al momento non possiede. Ambiente? Mi sono innamorato di ogni società dove ho lavorato. Mi fa piacere di vedere questa presenza di pistoiesi nello staff e nella squadra. Cercherò di inserirmi in punta di piedi ma dando il massimo fin da subito».


