Lo storico giornalista Luca Bonistalli ha commentato la vittoria in Gara 4 di Pistoia su Cantù: «Errore di Logan come schiacciata di Howard »
Luca Bonistalli, storico giornalista e radiocronista di basket di Pistoia, oggi titolare della libreria Fahrenheit, ha analizzato con la passione che ho la sempre contraddistinto il successo in Gara 4 della GTG ai danni di Cantù. Lo ha fatto tramite i propri canali social, in un post in cui ha esaltato la forza di squadra dei biancorossi e della perfetta guida tecnica di Brienza, prima di chiudere con un discorso generale sull’organizzazione del campionato di A2. Di seguito il post completo.
IL POST DI BONISTALLI
Vi ricordate quella scena da Il Signor Quindicipalle , quando Novello Novelli ci informa che Francesco Nuti, re del biliardo, viene chiamato Quindicipalle perchè riesce a mandare in buca quindici palle contemporaneamente usando il manico di una scopa? Ecco, la GTG è una squadra quindicipalle quando ha realizzato di: 1) avere meno talento dell’avversario, 2) minor esperienza, 3) due giocatori non a posto fisicamente, 4) un americano ancora troppo acerbo per questo livello di intensità; ecco, a quel punto si guarda negli occhi, trova la scopa giusta in ciascun giocatore e realizza in sequenza i canestri che chiamano gara 5. Il sottomano sbagliato da Logan a 30 secondi dalla fine ha lo stesso valore della schiacciata di Howard (questa la capisce solo chi c’era in quegli anni lì).
BRIENZA FURIA
A fine partita Nicola Brienza aveva gli stessi occhi di una persona normale dopo 10 gin tonic (è un complimento, se il gin tonic è fatto bene). Visto dalla tribuna, il coach ha vissuto la partita come un indemoniato. C’è da capirlo, lui canturino, accolto non troppo bene – restiamo educati – dalla sua gente nelle prime due partite della serie. A fine partita non era visibilmente in sé (è, ancora, un complimento). Ora, un grande allenatore lo diventa perché gestisce grandi giocatori, è inutile girarci intorno. Se non hai giocatori competitivi, non ottieni risultati. La domanda è: La GTG ha grandi giocatori? La risposta è: no. Non ce l’ha, SULLA CARTA. Grandi giocatori ce l’hanno Forlì, Treviglio, Torino, Udine. Cantù, certo. Pistoia Basket 2000 no.
Però Pistoia ha: un giocatore con la spalla scassata che decide di giocare comunque; Del Chiaro che a quattro minuti dalla fine si guarda la punta delle scarpe, vede che si trova oltre l’arco, scaglia e realizza il tiro più importante della sua ancora breve carriera da professionista; un americano che per tre volte (mmh, facciamo quattro) lo maledici per quanto è pasticcione e poi trova un 2 +1 TOP GAME; Magro, che non lo è per niente, manda nei matti Hunt dimostrando che l’americano, tra i due, è lui.
Il capitano trova la partita più bella nella stagione della consacrazione; Benetti, come il suo omologo calciatore, lo vedi poco ma si fa sentire sempre là dove volano mani e braccia; Pollone lo è solo di nome, se avesse le spalle del fratello che gioca a Forlì sarebbe un difensore ancora più forte; Allinei non si scompone neppure quando improvvisamente viene mandato in quintetto (è successo giovedì); Varnado e Wheatle sono di livello superiore; il secondo lo sapevamo, il primo è stato la conferma di una speranza. E allora? Allora, con il materiale umano a disposizione, Brienza ha fatto (sta facendo) un capolavoro. Ancora incompleto, al momento in cui scriviamo. Bravi tutti. Bravo lui.
UN GRANDE DISPIACERE
In tutto questo c’è un grande dispiacere. Il dispiacere di verificare, semmai ce ne fosse bisogno, che chi organizza i campionati e fa le regole, vuole male a questo sport. Chi ha progettato questa A2 con 28 squadre dovrebbe ricevere un daspo a vita. È una battuta ma fino a un certo punto. Vuol dire trasformare la stagione regolare – compresa quella farsa della fase ad orologio – in una lunga sequenza di partite inutili, poco interessanti, spesso mal giocate.
Quindi poco attrattive per il pubblico – che infatti partecipa poco e con scarso entusiasmo. Senza contare le società in difficoltà economica che abbandonano a campionato in corso, falsificando la classifica. I playoff sono stupendi, e mi riferisco a TUTTE LE PARTITE di TUTTE LE SQUADRE. Ogni serie è stata bellissima. La domanda è: perché per godermi un mese e mezzo di grande basket, io spettatore devo subire sei mesi di brutta pallacanestro? Per fortuna a breve si torna al campionato unico, pare a 20 squadre: significa più qualità tecnica, più spettacolo, più pubblico. Ma gli anni buttati sono già troppi…


