Con 24 punti a 7 giornate dalla fine, l’Estra Pistoia insegue il sogno play-off. Ma com’è andata in altre occasioni?
Ancora i play-off, anche se solo potenzialmente. Il fatto che l’Estra Pistoia possa provare a salire su un treno che sembrava troppo veloce fino a poco tempo fa rende l’idea della straordinarietà di questa stagione. Un’altra annata in cui i colori biancorossi sono stati in grado di bruciare le tappe, forti dell’entusiasmo della piazza e dell’ambizione di una squadra che non si è mai posta limiti.
Adesso però la domanda sorge spontanea: è possibile arrivare a questo traguardo? I 24 punti che Della Rosa e compagni hanno finora conquistato, con ancora sette partite da disputare, sono senza dubbio un discreto bottino per chi ha ambizioni di prolungare la propria stagione. Tanti, ma non abbastanza per pensare di poter staccare il pass con solo qualche vittoria in più nelle rimanenti gare. Ma per confermare quest’affermazione serve andare indietro nel tempo, ripercorrendo la storia sia di Pistoia che del campionato di Serie A.
I PLAY-OFF DI PISTOIA
La prima cosa che deve far ben sperare i tifosi pistoiesi è che, nelle tre occasioni in cui si qualificò ai play-off scudetto, per ben due volte aveva 20 punti a sette gare dalla fine. Quattro in meno, dunque, di oggi. Un caso risale esattamente a dieci anni fa, ossia a quando la Pistoia dei vari Wanamaker, Washington, Johnson e soci si prese la post-season da neopromossa. Nelle sette partite restanti, i “diavoli volanti” festeggiarono altre cinque vittorie, qualificandosi dunque da ottavi del ranking a quota 30 punti.
Pressoché identico destino per la versione 2016/17, quella trascinata tra gli altri dalle triple di Terran Petteway. 20 punti alla ventitreesima giornata e chiusura a 30, stavolta da settima forza del campionato. Il record a sette giornate dal termine della regular season appartiene invece alla Pistoia dell’anno prima, ossia “la più bella di tutte”. Allora i punti erano 26 e i biancorossi chiusero a 32 da sesti in classifica.
Ma la storia della compagine di via Fermi ci mostra come non sempre basti essere in piena corsa per raggiungere l’obiettivo. Come nella stagione 2014/15: Pistoia ha ancora una volta 20 punti con sette partite da disputare, ma alla fine ne conquista solo altri 6. Un vero peccato, anche perché la quota play-off, in quell’anno, al termine è di 28 punti. Questa è la controprova del fatto che, per assicurarsi l’ingresso nella griglia, serve un record positivo in queste sette gare finali.
IL CLUB DEI 24 PUNTI
Perché allora non mettere tutto sul piatto e vedere chi, negli ultimi anni, si è ritrovato nella stessa identica situazione di Pistoia, ossia a 24 punti con ancora sette partite da giocare? Osservando i diversi casi reperibili, si ha la conferma che il bottino attualmente nelle mani dei biancorossi è di per sé un ottimo viatico per i play-off. Sempre, appunto, considerando che normalmente la quota d’ingresso si aggira in media attorno ai 30-32 punti e rare volte a cifre più alte. Quindi, come specificato poco sopra, vincere quattro delle sette gare restanti dà pressoché la certezza di qualificazione.
Il primo esempio risale alla stagione 2016/17: al termine della ventitreesima giornata Sassari e Reggio Emilia hanno entrambe 24 punti. Tutte e due, nelle sette partite rimanenti, conseguiranno altre 5 vittorie, chiedendo di fatto a quota 34 rispettivamente da quinta e sesta in classifica. La compagine sarda, tra l’altro, fece lo stesso identico percorso nell’annata 2021/22: anche in questo caso fu qualificazione ai play-off da sesta nel tabellone.
QUANDO LE COSE SI COMPLICANO
Nel 2017/18 fu addirittura un affare a cinque. Cremona, Trento, Sassari, Cantù e Torino: tutte a 24 punti e tutte in gioco per un posto in post-season, ovviamente con una necessaria selezione nelle sette gare che mancavano alla fine. Si aprirono le porte dei play-off per Trento (quinta a quota 36), Cantù (settima, 32) e Cremona (ottava, 30), mentre Sassari (decima, 30) e Torino (undicesima, 26) chiusero la loro stagione con l’ultima partita di regular season. Quindi essere a quota 24 a sette dalla fine non è sinonimo di accesso, così come a volte chiudere a 30 punti può non bastare in situazioni complesse di classifica avulsa o di scontri diretti a sfavore.
Ma abbiamo un ultimo esempio da mostrare, in cui anche i 32 punti finali (ossia record positivo nella serie di gare rimanenti) non sono stati sufficienti. Nella stagione 2018/19 furono in quattro a presentarsi con il bottino di cui dispone oggi l’Estra Pistoia: Trento, Trieste, Cantù e Virtus Bologna. L’Aquila, con 34 punti, finì sesta, mentre alle VuNere non ne bastarono 30 per chiudere più in alto dell’undicesima piazza. Trieste e Cantù, infine, avevano entrambe 32 punti. La classifica avulsa, che comprendeva anche Avellino e Varese, permise ai friulani di qualificarsi da settimi, mentre i brianzoli mancarono la qualificazione scivolando in decima posizione.



