Pistoia e il fattore CH: pensare a Chieti per dimenticare Chiusi

Pistoia nell’era Brienza ha dimostrato di essere più che diligente: impara dagli errori e raramente li commette due volte di fila

Da quando Nicola Brienza siede sulla panchina di Pistoia, i biancorossi non hanno mai perso due gare a fila in regular season. La conferenza del coach ex Cantù dopo lo stop di Chiusi ci ha fatto capire bene o male il perché. Il capo allenatore di Pistoia ha affermato di non essere «né arrabbiato né deluso». Ma ha soprattutto sottolineato il fatto che «da adesso in poi tutte le squadre approcceranno alla partita come ha fatto Chiusi oggi».

Una squadra che lotta per la prima posizione, che viaggia con un 17-5 di record in campionato e che fa stropicciare gli occhi ogni settimana ai propri tifosi non deve quindi certo snaturarsi. Servirà assimilare la lezione di Chiusi e tornare al lavoro con Chieti nel mirino per poter rispolverare e mettere in vetrina gli aspetti caratterizzanti che l’hanno resa bella e tremendamente efficace fino a qui.

APPROCCIO SBAGLIATO

Il punto da cui far partire l’analisi della sconfitta maturata sul parquet dello sperduto EstraForum però è proprio quello di cui parlava coach Brienza. Negli occhi avevamo il primo quarto alieno di Pistoia contro Udine che aveva portato Della e compagni sul 31-13 alla prima sirena. A Chiusi invece – tolto Varnado – la GTG è apparsa quasi stordita dall’approccio aggressivo di Chiusi. La precisione manca sia in fase conclusiva (31% dal campo) che in fase di gestione (6 palle perse). I ragazzi di Brienza tentano di restare attaccati alla partita con difesa e contropiede ma le ripartenze spesso non trovano il giro palla fluido a cui si è stati abituati ma vengono facilmente neutralizzate dai padroni di casa.

Jordon Varnado traina i suoi in fase offensiva caricandosi più del 50% del fatturato di Pistoia ma si trova – insolitamente – a predicare nel deserto. Chiusi punta molto sull’intensità e sulla stazza dei propri effettivi ma Pistoia, con Magro e Benetti, tiene botta nella prima metà di gara chiudendo avanti nel computo dei rimbalzi. La percezione però è che alla GTG manchi la sua usuale verve per poter infiammare i 150 supporters giunti da Pistoia.

FINALMENTE PISTOIA

Nella pausa Nicola Brienza tocca le corde giuste. Pistoia vola bene a rimbalzo in difesa e in attacco trova sempre Copeland in uscita dai blocchi sul lato destro della difesa di Chiusi. L’americano trova finalmente l’ispirazione mettendo 8 punti e confezionando un cioccolatino per Magro. Sprazzi di Pistoia per gioco e carattere.

Quando lo strappo è quasi ricucito però la linea carità si trasforma in un nemico per Pistoia – che era arrivata oltre il 20′ col 100% ai liberi – e Varnado e Benetti si fermano sul ferro a cronometro bloccato. Una sorta di segnale che fa da preludio a un altro break di Chiusi (trascinata da un ispiratissimo Bolpin) e a un finale di quarto con Pistoia che sparacchia dal campo.

UN FINALE IMPRECISO E STOP FORZATO

La poca precisione dal campo accompagna la GTG anche negli ultimi 10′ di partita (1/10 nella prima metà del quarto) e permette a Chiusi di scavare un solco sempre più profondo. Il lato sinistro della difesa pistoiese si dimostra vulnerabile e Medford prima e – soprattutto – Utomi poi colpiscono a ripetizione.

Adesso Pistoia avrà tempo di riordinare le idee perché Wheatle parte per gli impegni con la nazionale e quindi nel prossimo weekend si siederà sul divano a osservare cosa fanno le altre. Della Rosa e compagni saranno poi nuovamente sul parquet nella prima domenica di marzo nell’impegno di Chieti. Giorni d’oro per resettare, staccare la presa e ricaricare le pile.

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