Il Pistoia Basket batte Biella pur tremando negli ultimi minuti. In una serata così e così, è la personalità a salvare i biancorossi
Al posto del bosco c’è il PalaCarrara e Pistoia fa la B(i)ella addormentata. Dal +14 di inizio quarto quarto, prima sul 74-60 e poi sul 76-62, a rischiare il peggio nei minuti finali. Lo stesso arco di tempo in cui di solito la GTG si trova a proprio agio, svettando spesso e volentieri in volate punto a punto. Invece stavolta i biancorossi sprecano il vantaggio e prestano il fianco alla rimonta dei piemontesi (break di 7-20), ritrovandosi a doverla rivincere sull’83-82 a poco più di un giro di lancette dalla sirena. Ma per fortuna l’analogia con la celebre fiaba riportata in auge dai fratelli Grimm e poi dalla Disney si estende anche al lieto fine. E capitan Della Rosa, nelle vesti di principe, risveglia la sua Aurora dal torpore baciandola con la tripla salvifica del +4.
In realtà il minaccioso rientro della Edilnol non è tutto demerito del Pistoia Basket, quanto anche farina del sacco rossoblù. Sarà per i colori, che mischiandosi con quelli biancorossi non possono per tradizione dar vita ad un incontro avaro di sbalzi emotivi. Fatto sta che la piccola Biella sfiora l’impresa, dimostrandosi meno piccola di quanto affermi l’attuale classifica, in piena continuità con i brillanti risultati ottenuti di recente. Tenere a distanza di sicurezza per 33-34′ avversari così in palla non era affatto facile. Di questo ai ragazzi di coach Brienza ne va dato atto. Tanto più se si considera l’attenuante, ma non alibi, dei pochi allenamenti svolti negli ultimi dieci giorni dal gruppo nella sua interezza.
Al tempo stesso, aldilà dell’inconsueto blackout, c’è da riconoscere che per come si è sviluppato fin dalle prime battute, il match ha assunto i connotati voluti dalla formazione di Zanchi. Gara a ritmo frenetico e a strappi, quasi fuori giri, con un punteggio troppo alto per gli standard pistoiesi. Subire più di 80 punti in casa non è mai cosa saggia, come suggerito peraltro dai ko contro Cantù e Orzinuovi. Ed è proprio il termometro difensivo a misurare un Pistoia Basket lontano dalla sua massima espressione, con un’intensità a corrente alternata condita dalle troppe distrazioni in transizione e a rimbalzo (ben 14 i secondi possessi concessi a Biella). Tuttavia nonostante tutto non mancano le note incoraggianti, che riequilibrano il bilancio e danno fiducia.
È una questione di personalità, parola declinata in tanti modi dall’equipe biancorossa. La personalità collettiva intanto, come rifugio per strappare due punti in una serata così e così. E poi le personalità individuali che ne compongono lo spirito, elevandolo come abbiamo già detto varie volte a molto di più della mera somma delle parti. Oltre al cuore di capitano, i principali esempi passano da un formidabile Saccaggi e dal diavolo rosso Wheatle, coadiuvati dal fromboliere Utomi e da un supporting cast sempre pronto. Insomma, ci sono alcune cose da sistemare. C’è un’identità forte e chiara da tornare a imporre sul parquet con maggiore prorompenza. C’è una confidenza coi finali di gara da rispolverare. Ma c’è anche la solita irrefrenabile voglia di arrivare in un modo o nell’altro all’obiettivo, tutti insieme.



