Pistoia-Ferrara vista da Fantoni: «Obiettivi opposti. PalaCarrara spettacolare»

Tommaso Fantoni, ex Ferrara, ha parlato della prossima avversaria del Pistoia Basket, elogiando al contempo l’ambiente biancorosso

Nato e cresciuto, anche cestisticamente, a Livorno, ha conquistato in breve tempo il pubblico estense, issandosi a bandiera della società fino ad indossare anche la fascia da capitano. Giunto al Kleb Basket Ferrara nel 2017, Tommaso Fantoni ha indossato la canotta biancoazzurra per ben 5 stagioni consecutive di A2 conquistandosi un posto al centro del cuore dei propri tifosi. Dopo aver debuttato in A1 con la squadra della sua città, Fantoni ha girato l’Italia collezionando nel suo palmarès due campionati di Legadue vinti con la Junior Casale (2010/11) e con Torino (2014/15), tornando a militare nel primo campionato nazionale con i gialloblù. Vanta inoltre 37 presenze con la Nazionale azzurra, con la quale ha realizzato 211 punti.

A pochi giorni dalla seconda giornata di campionato nella quale la Giorgio Tesi Group Pistoia affronterà il Kleb Basket Ferrara, il centro azzurro classe 1985 ha parlato ai nostri microfoni della squadra con la quale ha vissuto lo spogliatoio da protagonista fino a pochi mesi fa, collezionando 163 presenze in totale, e del suo rapporto con Pistoia da avversario di numerose battaglie. «Sono arrivato a Ferrara nel 2017 dopo l’esperienza a Scafati e sono rimasto per 5 anni consecutivi – ha raccontato – Ho vissuto il passaggio del club da Fabio Bulgarelli a Francesco D’Auria, con quale il progetto è ripartito con una squadra molto giovane, fatta per crescere nel tempo senza poterci permettere voli pindarici fin da subito».

La società prossima avversaria di Pistoia ha cambiato moltissimo quest’estate, rinnovando pressoché in toto, partendo dal piano dirigenziale fino al roster, abbassando di conseguenza anche l’asticella. «Quest’anno Ferrara ha rinnovato completamente, dai giocatori al presidente fino agli sponsor – ha spiegato – Non si nascondono dietro pensieri particolari: è un anno di transizione vista anche la squadra molto giovane e nuova messa in piedi. L’obiettivo quest’anno è la salvezza ma non sarà facile viste le sei retrocessioni previste. Personalmente conosco Luca Campani, con il quale ho giocato l’anno precedente. Un lungo classico di esperienza con anche un buon tiro da 3, ha un ottimo IQ cestistico. Per il resto ci sono giovani di belle prospettive, servirà lavorare duramente in allenamento ogni settimana per crescere e migliorare».

Arrivato al posto di Andrea Bonacina, sollevato dall’incarico a fine gennaio 2019, il coach albanese Spiro Leka è tutt’ora allenatore e direttore sportivo degli emiliani, avendoli condotti inoltre nelle ultime due stagioni consecutive ai play-off. «Spiro Leka è un buon allenatore come ce ne sono tanti in Italia, non è che fa qualche magia particolare – ha dichiarato Fantoni – Ritengo che sia opportuno valutare anche le caratteristiche della squadra che uno ha a disposizione. In primis servono uomini e ragazzi veri e poi giocatori».

Un obiettivo stagionale diametralmente opposto a quello dei biancorossi di coach Nicola Brienza, lo scorso anno giunti fino alla semifinale play-off e in grado di confermare l’ossatura del roster precedente aggiungendo anche il talento di Jordon Varnado. La vittoria nella Supercoppa 2021/22 e il campionato di vertice fanno ben sperare i tifosi pistoiesi, consci e speranzosi di poter assistere ad una stagione ancor più memorabile. «Dalla sua Pistoia ha una parte dirigenziale molto importante – ha affermato con sicurezza Fantoni – Conosco bene Marco Sambugaro, siamo stati anche compagni di squadra ai tempi. Conosco la sua parte tedesca, il suo pensiero molto quadrato. Farà benissimo in questo mondo e in questo ambiente, credo sia un grandissimo dirigente e Pistoia fa bene a tenerselo stretto. Non conosco invece personalmente Brienza ma ho bellissimi feedback da fuori. Con una società del genere alle spalle e un allenatore così in campo che dirige l’orchestra penso Pistoia possa ambire a grandi traguardi».

Parole di grande elogio e rispetto per la società biancorossa da parte dell’ex centro anche di Reyer Venezia e Barcellona, secondo il quale comunque si prospetterà una stagione difficile per Pistoia considerando il livello del campionato e l’attuale conformazione della squadra. «Non ritengo ancora Pistoia in grado di compiere il salto di categoria, a meno che non arrivi un americano di altissimo livello in grado di sparigliare le carte – ha affermato – In ogni caso credo che con una squadra di questo valore, si possa anche aspettare a prenderlo, magari in attesa che qualcuno sia tagliato dall’A1. Se io fossi un dirigente penso farei così. Il roster conta giocatori quali Wheatle e Saccaggi i quali conoscono benissimo la categoria oltre che l’ambiente, una caratteristica fondamentale per far inserire e sentire coccolati i nuovi arrivati. Se l’anno scorso poteva essere una sorpresa, visto il campionato di alta classifica per tutta la stagione, quest’anno sarà di conferma. Non sarà facile vista la caratura di alcune formazioni del girone ma anche l’anno scorso quando Udine sembrava una schiacciasassi poi è uscita ai play-off. Sono convinto e spero che faccia molto bene, Pistoia è una piazza che in Serie A ci deve tornare e ci deve stare perché ha un pubblico spettacolare».

Da tanti anni tra i centri italiani più performanti della Lega, Fantoni ha incrociato molto spesso Pistoia soprattutto in A2, ma anche in A1, potendo toccare con mano l’atmosfera che si respira al Palacarrara ogni qualvolta Pistoia gioca tra le mura amiche. «Mi è sempre piaciuto venire a giocare a Pistoia soprattutto per l’ambiente che si crea durante le partite – ha raccontato – Ho sempre visto il palazzetto strapieno, è sempre un grandissimo piacere giocarci. Ho apprezzato anche la goliardia dei tifosi pistoiesi che mi hanno chiamato “pisano”, noi toscani siamo fatti così. Sono riusciti a strapparmi una risata. Per me è sempre stato bello giocare con Pistoia e a Pistoia. Oltre all’incrocio in A1 quando ero a Torino ricordo anche una sfida ai tempi della Legadue quando giocavo a Casale. Affrontammo ai play-off la squadra di Varnado e Joe Forte, c’era un ambiente spettacolare. Goliardia a parte, mi ricordo tifosi molto seri e leali. Non ricordo fischi contro la propria squadra o lanci di oggetti. Un tifo nobile che spero prima o poi torni in A1. Un tempo eravamo molto più belli – ha detto soffermandosi sul basket toscano – Livorno, Siena, Pistoia, Montecatini… Negli ultimi anni Pistoia sta tenendo in alto tranquillamente da sola le sorti del nostro basket per la Toscana intera. C’è la novità Chiusi è vero, però Pistoia è quella con più medaglie al valore».

Cinque anni dopo il suo arrivo in città, Tommaso Fantoni ha salutato Ferrara lasciando un pezzo di vita e tanti ricordi bellissimi, facendo ritorno nella sua Toscana. «Lasciare Ferrara è stato molto doloroso. Dopo 5 anni si erano create tante amicizie, i bambini andavano a scuola lì, ci eravamo inseriti molto bene in città – ha ammesso – Venir via è stato faticoso ma so che il mio lavoro è questo e prevede anche eventuali trasferimenti. Dentro di me c’è quella parte di cervello che accetta di cambiare, ma il cuore è stato toccato. Mi sto riambientando a Livorno e speriamo di fare bene quest’anno in campionato. La Serie B è molto difficile poiché solo due squadre saranno promosse a fine anno sulle 64 totali. Sembra un po’ un gioco al massacro ma l’importante sarà arrivare sani in fondo».

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