Il direttore sportivo biancorosso ha poi fatto il punto sul rientro di Varnado e sul prosieguo di stagione tra salvezza e Final Eight
Chiuso il girone d’andata è tempo di bilancio di metà stagione per il Pistoia Basket. Alle spalle una prima metà di campionato straordinaria, in special modo per una neopromossa data ai più come spacciata in estate. Di fronte, una seconda metà in cui l’obiettivo resta conquistare la salvezza, con la consapevolezza di aver già messo da parte un bottino consistente.
Per fare il punto su quanto vissuto fin qui e sull’immediato futuro, è stato naturale interpellare una delle menti dietro alla costruzione della squadra, nonché parte fondamentale della direzione tecnica assieme a coach Nicola Brienza e il suo fidato staff. Con il direttore sportivo Marco Sambugaro, il tecnico forma la coppia vincente del progetto tecnico biancorosso. Assieme, nel tempo, hanno forgiato la squadra sulla base di una identità precisa e una mentalità vincente.
IL BILANCIO DI METÀ STAGIONE
«Abbiamo iniziato la stagione da underdog, consapevoli di avere effettuato tante scommesse – ha esordito Sambugaro -. Dovevamo constatare il nostro reale valore sul campo ma gli infortuni ce lo hanno in parte impedito in estate. Anche per questo l’inizio di campionato è stato complesso. Mancava l’affiatamento che una preparazione al completo avrebbe dato. Dopo un mese di lavoro al massimo, che prima era mancato, alle prestazioni si sono uniti i risultati».
«La squadra aveva voglia di reagire e di dimostrare il proprio valore. Otto vittorie al giro di boa sono tantissima roba. Sarei un bugiardo se dicessi che era ciò che mi aspettavo ad inizio stagione. Grande merito va ai ragazzi e allo staff, Nicola in primis. Tutti abbiamo svolto un grande lavoro ma siamo solo a metà dell’opera. Dietro ci sono formazioni forti che corrono veloce. Nulla ancora è stato raggiunto, la salvezza è tutta da conquistare. Ovviamente ripartire con questo gruzzolo in cascina significa molto».
L’EQUILIBRIO DELLA SQUADRA
Le idee davanti ai nomi. Anche giustamente per esigenze economiche, Pistoia ha puntato su giocatori poco noti ai più ma con le caratteristiche tecniche e caratteriali giuste per il progetto di Brienza e Sambugaro. Giocatori che si sposassero col gioco del coach e che avessero la fame per distinguersi ed affermarsi. Ad essi, è stato affiancato il blocco granitico degli italiani, freschi di promozione e ormai vere e proprie bandiere del club.
«Abbiamo cercato giocatori per le nostre tasche, semisconosciuti alla platea ma con caratteristiche adatte al gioco di Nicola – ha spiegato il direttore sportivo biancorosso -. Sono tutti ragazzi con voglia di emergere e che ambiscono a palcoscenici di alto livello. Questo sta sicuramente facendo la differenza. In più abbiamo un gruppo di italiani molto affiatato ai quali i nuovi si sono accodati sposando la filosofia dello spogliatoio e del tecnico. Poi è chiaro, a volte non bastano i feedback positivi, ci vuole anche fortuna».
«Tutti in questa squadra sono fondamentali, tanto per darsi il cambio in campo quanto per battagliare in allenamento – ha poi aggiunto -. Una squadra ha bisogno di trovare un equilibrio che in questo momento è quasi idilliaco, in tutto l’ambiente. Penso ai ragazzi statunitensi che arrivano da tanti chilometri di distanza e si trovano accolti in un ambiente così caldo. Come in un puzzle, tutti si sono incastrati alla perfezione. Bravo Nicola a metterli insieme, sono tutti indispensabili nello scacchiere».
IL RIENTRO DI JORDON VARNADO
Grande assente nell’ultimo mese e mezzo, Jordon Varnado ha ormai esaurito i 45 giorni di recupero valutati dallo staff medico dopo la lesione al polpaccio destro subita al Forum di Milano. Nel frattempo, per sopperire alla sua assenza, Sambugaro è tornato sul mercato per regalare a Brienza il secondo giocatore con contratto temporaneo della stagione. Dopo il mese di Grant Basile, Estra ha accolto l’esperienza e l’energia di Gerry Blakes.
In attesa di capire se Varnado potrà già essere a disposizione per la trasferta di Sassari – più probabile un impiego con Scafati ma il caso Hawkins insegna – quando avverrà il suo rientro sarà tempo di effettuare una scelta. Pistoia si ritroverebbe con sei stranieri nel roster e dunque di fronte ad un bivio per il mese di gennaio, l’ultimo del contratto di Blakes, e ad una terza opzione subito dopo. Lasciare uno degli stranieri fuori o – per esempio confermando Blakes – passare al 6+6? Oppure ancora, salutare Blakes alla naturale scadenza del contratto decidendo poi se mantenere il 5+5 o aggiungere un sesto straniero? Domande la cui risposta uscirà dai prossimi incontri fra lo stesso Sambugaro e la società biancorossa.
«La squadra è stata costruita attorno a Jordon – ha affermato il DS ricalcando quanto detto più volte da coach Brienza -. Le scelte fatte in estate e le soluzioni tecniche adottate sono state tali anche in virtù delle sue caratteristiche. Purtroppo abbiamo dovuto sopperire alla sua assenza modificando in parte il discorso tecnico fatto ad inizio stagione. Gerry ha avuto subito un grande impatto portando esperienza e qualità. Certo però al momento non siamo la squadra pensata in estate».
«Innanzitutto speriamo di recuperare presto Jordon – ha proseguito -. Vediamo se già a Sassari ma più probabilmente con Scafati. Questa settimana intanto riprenderà gradualmente gli allenamenti con la squadra. Chiaramente poi sarà tempo di fare delle scelte, specialmente a livello societario. Passare ad un eventuale 6+6 comporta un dispendio economico importante e abbiamo già dovuto attingere ai fondi del club per Basile prima e Blakes poi. Il club si è attivato subito per trovare le risorse utili in entrambi i casi. Il discorso è anche economico, non possiamo permetterci di fare il passo più lungo della gamba, soprattutto per il bene del Pistoia Basket. Ho già parlato con la società ma presto torneremo sicuramente a parlarne».
TRA FINAL EIGHT E SALVEZZA
Con l’ottava vittoria in campionato ottenuta contro Cremona, Pistoia ha anche staccato il pass per le Final Eight di Coppa Italia. La conclusione migliore possibile di un girone d’andata straordinario. Una competizione da affrontare con la mentalità vincente e l’identità che ha sempre contraddistinto i biancorossi. «La qualificazione alla Coppa Italia è come una ciliegina su metà torta – ha detto Sambugaro -. Un traguardo che deve riempire di orgoglio tutti quanti, dal club alla città. Andremo a giocare contro l’attuale capolista della Serie A, ma daremo tutto. Dal momento che andiamo a Torino ovviamente faremo il massimo. Nel DNA della squadra è presente la mentalità di dare il massimo sempre. Affrontiamo squadre obiettivamente più forti ma con il carattere della squadra, lo stesso del coach, daremo battaglia a tutti».
Prima di pensare alla Coppa Italia però sarà ancora tempo di campionato. Domenica il lunch match con Sassari, poi altre quattro sfide prima di viaggiare in direzione Torino. Con già 16 punti conquistati, Pistoia è in una posizione confortevole al giro di boa ma che ancora non può far stare del tutto tranquilli. Metà stagione è ancora da giocare e per la permanenza aritmetica servirà continuare sugli stessi ritmi, andando magari anche oltre. Una grossa mano, come al solito, la darà la spinta del PalaCarrara.
«La salvezza passerà molto dalle gare in casa – ha ammesso Sambugaro -. Tante delle squadre attualmente sotto a noi in classifica saranno da affrontare in casa. Un piccolo vantaggio da dover sfruttare. Anche contro Cremona il calore del pubblico è stato enorme. Un tifo trascinante, in questo momento tutta Pistoia trasuda passione. I tifosi la trasmettono ai giocatori in campo e per la salvezza può essere determinante. Il PalaCarrara è un campo difficile per tutti, si può perdere ma giocando in un clima così passionale, ma sempre corretto, le avversarie hanno una difficoltà in più».
«Non possiamo ovviamente fare calcoli – ha concluso -. Sappiamo che negli ultimi anni la salvezza si è ottenuta tra i 22 e i 24 punti ma dietro abbiamo squadre molto forti. Brindisi per esempio ha vinto sia con la Virtus che con Brescia e hanno aggiunto il talento offensivo di Bartley. Per dormire sogni tranquilli direi che sarebbe bello vincerne altre otto… (ride, ndr)».



