Impresa di Pistoia a Torino. I ragazzi di Brienza centrano la Serie A con merito: una stagione da incorniciare per tutti
CARL WHEATLE 9: Razzi sotto ai piedi, vola ovunque, attaccando il ferro con splendida convinzione. In difesa mette la museruola a Mayfield e toglie visione e passaggi a Vencato. Nel finale gestisce con sapienza nel suo ormai nuovo ruolo da play aggiunto, conducendo Pistoia fino ai secondi finali precedenti alla festa.
MATTEO POLLONE 8: Inizio complicato nella metà campo difensiva dove è subito gravato di falli (tre in meno di sei minuti nda), in attacco è però coinvolto e non rifiuta le responsabilità, pur con alterna fortuna. Nel terzo periodo torna in campo e si esalta francobollandosi a Mayfield, oltre a continuare a giocare da protagonista in attacco anche senza segnare. Se ci fosse un premio per il difensore dell’anno avremo un serissimo candidato ad ottenerlo.
ZACH COPELAND 6: Fatica ad entrare in partita, sparacchiando a salve per quasi tre quarti. Nervoso, anche per la sua performance, si prende già un antisportivo nel primo periodo. Poi, per un gesto di reazione dopo un fallo di Vencato, rimedia anche il secondo e viene espulso quando da giocare ci sono ancora più di quattordici minuti. Se non fosse la partita del ritorno in Serie A meriterebbe un voto più basso ma è anche grazie a lui che Pistoia è di nuovo in Serie A.
JORDON VARNADO 10: Si prende sin da subito le responsabilità offensive, attaccando il ferro e gli avversari anche frontalmente, collezionando falli e punti a ripetizione, andando in doppia cifra già nella prima frazione. Per lunghi tratti è uno show personale, in cui porta a scuola tutta Torino, dimostrandosi inarrestabile per tutti quelli si alternano sulle sue piste. Semplicemente lo strameritato MVP dei play-off e pistolero anche della decisiva Gara 4. Con oltre 20 di media nei play-off è senza dubbio il miglior giocatore dell’intera annata di A2.
DANIELE MAGRO 9,5: Parte lento, ma si scalda con i minuti e nel secondo periodo inizia a troneggiare, vestendo spesso anche i panni dell’uomo assist e del playmaker aggiunto dentro al pitturato. Professore del pitturato, porta a scuola ogni avversario danzando sotto canestro e chiudendo con 0 errori dall’area. Ha 36 anni ma nella sera più importante è tornato un ragazzino.
GIANLUCA DELLA ROSA 7,5: Entra e recupera subito di grinta un pallone incollandosi a Schina. In difesa è il solito mastino, non molla mai e degli 0 punti segnati nemmeno ci se ne accorge. Trionfa da capitano di un gruppo bellissimo, alzando sotto il cielo di Torino un trofeo insperato.
LORENZO SACCAGGI 8,5: Già il fatto che sia in campo, stoicamente, giocando sul dolore da gara-2 della serie con Cantù la dice lunga sull’abnegazione di Lorenzo nei confronti di questa piazza e di questo gruppo. In Gara 4 però Sacca è più di semplice impegno e grinta. Il play di Carrara infila 10 punti, con percentuali perfette da 2 e dai liberi. C’era dieci anni fa al PalaCarrara e c’è oggi, talismano di Pistoia.
GABIRELE BENETTI 7: Impatto positivo sulla gara quando entra, facendo la voce grossa su entrambi i lati del campo. Anche nel terzo periodo, quando la squadra è orfana di Copeland e in un momento di emergenza indica la via prendendosi sulle spalle il peso dell’attacco. Pesante il canestro con fallo subito in precario equilibrio che risolve un’azione complicata. Arrivato in punta di piedi e da un periodo complicato si è preso una rivincita non da poco.
ANGELO DEL CHIARO 7: Pur con qualche passaggio a vuoto porta il suo prezioso mattoncino. Esce alla distanza, mettendosi in mostra a cavallo tra il terzo e quarto periodo, dove in difesa è solido ed efficace con i piccoli, piazzando anche una schiacciata imperiosa in attacco. Rispetto a Gara 3 ci mette tutt’altra garra e i risultati si vedono. Al termine di una stagione ricca di sacrifici e uno stop doloroso, Angelone merita una soddisfazione così.
ALL. BRIENZA 10 e lode: Ha fiducia cieca nel suo gruppo e usa tutti e nove gli uomini senza farsi remore. Anche quando perde Copeland per l’espulsione non perde la lucidità nel guidare i suoi ragazzi, continuando a incitarli senza sosta. Ha una squadra per sua stessa ammissione da play-off ma riesce a portare oltre il proprio roster, dove in pochi avrebbero immaginato. Uno dei fautori principali di questo miracolo sportivo, assieme al DS Sambugaro, Brienza merita il massimo dei voti ed entra di diritto nella storia di questo club.
REALE MUTUA TORINO
IL MIGLIORE
Luca Vencato 6: In una serata spenta dei suoi è l’unico a provarci fino alla fine. Chiude con un ottimo score di 10 punti, 8 falli subiti, 5 timbalzi e 6 assist. Il cervello di Torino è l’ultimo ad abbandonare la nave ma non basta.
IL PEGGIORE
Demario Mayfield 4,5: Dovrebbe essere il realizzatore più prolifico, la stella offensiva della squadra, ma è completamente fuori dal gioco. Pollone e Wheatle non lo fanno rifiatare e lui non riesce mai ad accendersi. Chiude con cattive percentuali ed in generale una partita decisiva da fantasma.
ALL. CIANI 5,5: Dopo una Gara 3 in cui sui avevano messo sul parquet una intensità fuori dal comune, non riesce a trovare la stessa energia due giorni dopo. Torino è stanca e provata dallo sforzo della sfida precedente. I suoi partono bene ma si sciolgono nel secondo quarto non riuscendo più a risalire la china.



