Daniele Magro suona la carica alla vigilia del debutto della GTG nei playoff: «C’è da valorizzare il gran lavoro fatto finora»
“Sempre lì, lì nel mezzo, finché ce n’hai stai lì”. Chi è il mediano nel basket? Viene da chiedersi cercando il prototipo cestistico dell’Oriali di Ligabue. Forse un centro, di quelli tradizionali. Di quelli alla Daniele Magro, 208 cm di umiltà, concretezza e garanzie. Fare il lavoro sporco in area non è da tutti, mansione onesta per animi nobili e puri, come quello del 35enne padovano. Totem per stazza e bandiera per amore, di una Pistoia finora assai più grande delle premesse. In questa GTG c’è anche la sua impronta, alla terza maglia biancorossa indossata in fasi diverse della carriera, ma sempre marcato stretto dall’affetto del pubblico. Chioccia ed esempio per il gruppo, principale riferimento in quanto ad esperienza e palmares.
Perché anche se “natura non ti ha dato né lo spunto della punta né del 10”, ad assolvere “compiti precisi, a coprire certe zone e a giocare generosi”, “anni di fatica e botte vinci casomai i mondiali”. Intanto nel mirino ci sono i playoff, con il debutto previsto per domani al PalaCarrara con Cento, per gara 1 dei quarti di finale. E Danielone ci sarà, di rientro dal riposo nel match in casa con Chiusi di domenica scorsa. «Siamo consapevoli di essere arrivati al dunque – apre il lungo campione d’Italia con Milano nel 2016 -. Cento non va sottovalutata, è una squadra che ha fatto molto bene. Hanno un bel potenziale e giocatori esperti, capaci di giocare un’ottima pallacanestro».
«Per noi l’ultimo mese non è stato il miglior periodo della stagione – si riferisce alla fase ad orologio – adesso è il momento di dar tutto senza rimpianti. Il gran lavoro fatto finora dev’essere valorizzato nel migliore dei modi». Parola di un leader poco rumoroso, che non ama le luci della ribalta, ma che quando c’è da metterci la faccia non si tira mai indietro. Vedi dopo la batosta a Chieti, nei quarti di Coppa con Ravenna. «Le poche volte in cui le cose non sono andate bene, non c’è stato bisogno di fare ramanzine. Tutti sapevamo già su cosa c’era da lavorare, resettando e ripartendo tutti assieme. Questo è un gruppo che ha stoffa – sottolinea Magro – sta a noi mettere energia in campo e allo staff prepararci. Adesso bisogna venderla questa stoffa».
PROSPETTIVA PLAYOFF
I tanti e pregiati mercati a spicchi a cui ha partecipato il veneto, ne fanno un autentico riconoscitore di qualità. «Le squadre che hanno annunciato l’obiettivo di salire sono Udine e Cantù – premette – che ritengo le maggiori candidate. Nella corsa aggiungo anche Scafati, per il fattore campo, e Verona, per l’organizzazione. Noi vogliamo fare bene, abbiamo ambizioni altissime ma non il dovere e l’affanno di vincere i playoff. Sicuramente un nostro punto di forza – dice il pivot da 64% da due in stagione (seconda miglior percentuale nel girone verde, chiudendo con 7,6 punti e 5,6 rimbalzi a partita) – è che a parte il sottoscritto c’è della gioventù che sta facendo esperienze importanti. Dobbiamo cavalcare questo tipo di energia e voglia di dimostrare, non solo la parte tecnica e teorica ma anche quella di carica». Cuore e attributi ma anche fosforo, nel gestire i momenti anche delicati.
Un marchio di fabbrica che ci si augura emerga anche in questa post season. «Durante l’anno abbiamo sempre avuto la sensazione di saperci riassestare sul nostro ritmo per vincere le partite. Questo perché la squadra ha carattere e lucidità, i tanti risultati anche nei finali punto a punto sono la riprova. Quelle partite in bilico le abbiamo portate via quasi tutte, tranne con Udine». Merito anche di un coach che sa il fatto suo, per usare un eufemismo. «Nicola ha tanta empatia con noi, anche perché ha già esperienza ma è pur sempre un allenatore giovane. Poi quando c’è da lavorare è lui il capo, ma lo fa dandoci parecchia energia. Per il resto è vero che siamo più corti di altre squadre – soppesa – ma chiunque esca dalla panchina fa il meglio che può e spesso anche di più. Con la giusta mentalità i limiti possono essere relativi».
QUESTIONE PUBBLICO
Pupillo della Baraonda e ormai baluardo di Pistoia, per Daniele Magro il PalaCarrara è un luogo speciale. Quello degli esplois in serie A, specialmente nella stagione 2016/17 con l’approdo ai playoff scudetto. Quest’anno, perlomeno finora, di gente in via Fermi ce n’è stata assai meno, ma da buon pacere lui predica calma. «Il rapporto con la Baraonda è sempre bello – esordisce sulla curva biancorossa – perché ha sempre dimostrato di esserci, anche quando le partite contavano un po’ meno. Avere il loro sostegno è sempre un piacere ed un orgoglio, un dare e avere entusiasmante, come con tutto il pubblico. Delle mie esperienze qui a Pistoia questa è una stagione a parte per categoria, giocatori e anche atmosfera. Le altre volte in serie A era quasi scontato che la gente venisse al palazzetto, adesso il pubblico va un po’ riconquistato. Stiamo facendo il massimo ma serve tempo, costanza e pazienza».
L’APPRENDISTA DEL CHIARO E IL VALORE DEL GRUPPO
La solida e generosa presenza di Pippo is on fire va a beneficio di tutti. Chi per reparto può rubargli i trucchi del mestiere è il canterano della GTG Angelo Del Chiaro. «Angelo è cresciuto nel corso di quest’anno. Di strada ne deve fare ancora – sprona il giovane compagno – ma l’età è dalla sua parte. Deve continuare a tenere questo rendimento e questa crescita, riprendendosi dai passaggi a vuoto che possono capitare. Arriva sempre prima di me all’allenamento per lavorare, è uno che ci tiene. Poi io più di sfidarlo e “picchiarlo” in allenamento non so che fare» scherza il gigante buono. Già perché scherzare e condividere è fondamentale, a volte può contare anche più di un aspetto tecnico.
Creare un clima amichevole, collaborativo, un’entità unica tesa verso l’obiettivo comune. «In generale ci aiutiamo tutti l’un con l’altro, è tutto un consigliarsi e un dialogo sotto traccia. Ce le diamo in allenamento, ci mandiamo anche a quel paese per l’agonismo e poi in spogliatoio passa tutto. Nonostante questi giorni di avvicinamento ai playoff siano stati pieni e intensi, non ci siamo fatti mancare un po’ di compagnia e relax assieme. Ogni occasione è buona per scherzare e far gruppo». E infatti giovedì sera la squadra ha cenato a casa di capitan Della. Sono i playoff per andare in serie A, ma si lavora anche così, fuori dal campo. Cercando la forza negli occhi degli amici.


