Dal bisnonno siciliano al padre-coach, passando per la sfida a Herro fino all’arrivo a Pistoia. Il racconto e la scheda tecnica di Grant Basile
Il Pistoia Basket è tornato sul mercato piazzando un colpo a sorpresa. L’infortunio subito da Jordon Varnado non sembrerebbe aver lasciato tranquilli staff e società, forse non tanto per le condizioni del numero 23 quanto per la prospettiva di un inizio di campionato senza uno dei cinque stranieri, per giunta l’MVP della passata stagione.
Per questo motivo i biancorossi hanno prelevato Grant Basile in prestito da Tortona, con la quale aveva firmato un triennale ad aprile scorso, regalandoci un nuovo cestista tutto da scoprire.
GLI INIZI NEGLI USA
Grant Basile nasce il 19 aprile del 2000 a Pewaukee, comune situato nello Stato del Wisconsin, nella Contea di Waukesha. Una piccola cittadina nel Sud-Est del Paese (circa 15mila persone al censimento del 2021) dove il bisnonno Nicola e sua moglie misero le radici dopo essere emigrati da un sobborgo di Palermo in cerca di fortuna negli Stati Uniti.
«Erano una famiglia di pescatori – ha raccontato Basile a Tuttosport -. Abbiamo radici forti in Italia, mio padre Micheal non parla italiano ma ha comunque deciso di sposarsi in questo Paese, a Venezia, con mia mamma Lisa». Radici forti la sua famiglia le ha piantate anche nel basket, sport di casa Basile da generazioni.
«Il basket è parte fondamentale della mia vita fin da quando sono bambino – ha proseguito – . Mio nonno era allenatore, i miei genitori hanno entrambi giocato e mio padre ha proseguito anche come coach nell’High School. Per un po’ ho praticato anche il football americano ma ho capito presto che sarebbe stato il basket lo sport della mia vita».
Cresciuto in una numerosa famiglia composta anche da tre sorelle e un fratello, è proprio il padre Mike ad allenarlo alla Pewaukee High School dove mette in mostra le sue qualità di scorer e rimbalzista vincendo due Western Division of the Woodland Conference (2016/17 e 17/18), di cui l’ultima nell’anno da senior da autentico trascinatore con 24.9 punti e 15 rimbalzi di media.
QUANDO BASILE SI IMPOSE SU TYLER HERRO
Proprio all’ultima partita del suo ultimo anno di High School con Pewaukee, per Basile andò in scena una serata epica. Section semifinal della Wisconsin Interscholastic Athletic Association Division II nella città di New Berlin. Con i suoi Pirates, Basile affronta la Whitnall di Tyler Herro, anche lui classe 2000, 13ª scelta assoluta dei Miami Heat al Draft del 2019, appena un anno dopo la gara.
La sfida tra i due è un ribattersi continuo, colpo su colpo. Herro, di lì a poco destinato al prestigioso college di Kentucky, sigla 24 punti con 16 rimbalzi annessi. Il nuovo arrivato a Pistoia risponde con una prestazione mostruosa da 29 punti e 23 rimbalzi ma soprattutto il canestro del trionfo. Recita 58-59 il punteggio quando con 17 secondi rimasti sul cronometro Basile infila il canestro della vittoria, prima di catturare anche l’ultimo rimbalzo difensivo sul contro tentativo dalla parte opposta.
«Avevamo bisogno di una giocata decisiva e non avevo alcuna intenzione di lasciare il parquet con un solo minuto rimasto – ha raccontato nel post gara Basile, il quale poco prima del tiro decisivo aveva accusato un problema alla caviglia destra, la stessa sulla quale si è appoggiato per il tiro che ha chiuso la contesa -. Non avrei mai potuto lasciare che l’ultima gara dell’High School terminasse così».
I CINQUE ANNI DI COLLEGE
LA SCELTA DI WRIGHT STATE
Chiusa la fruttuosa esperienza di casa, per Basile si sono aperte le porte dell’NCAA con diverse scuole, partecipanti sia al massimo che al secondo campionato collegiale, pronte ad accoglierlo. La scelta è ricaduta infine sulla borsa di studio di Wright State University, militante in NCAA Division I.
Una scuola pubblica il cui obiettivo principale è dedicarsi alla ricerca, situata a Fairborn in Ohio, dove ha frequentato il corso di laurea in contabilità e gestione d’impresa. Sfortunatamente, Grant subisce un infortunio dopo appena 3 presenze nel suo anno da freshman (18/19), che lo costringe ad optare per il medical redshirt. Così facendo archivia la stagione senza perderla e rimanda tutto al secondo anno.
In compenso, nel triennio successivo di basket con i Raiders, Basile non salta nemmeno una gara andando a referto per 92 apparizioni nella Horizon League. Nonostante sia impiegato soltanto 5 volte nello starting five, durante la prima stagione guadagna subito una nomination nella Horizon League All-Freshman Team. L’esplosione collegiale è dietro l’angolo.
Nell’anno da sophomore il suo minutaggio passa dai 14.3 di media ai 27.1 e di conseguenza i suoi punti da 6.2 a 15, con inoltre un eccellente 47.6% da oltre l’arco, sebbene su 42 tiri tentati. La sua crescita prosegue esponenzialmente nel primo anno da junior, con numeri vicini alla doppia doppia di media, 33 quelle firmate a fine stagione, con 18.4 punti e 8.5 rimbalzi.
IL SALTO IN ACC
Con ancora a disposizione due anni per poter giocare nel mondo della pallacanestro collegiale, da “graduated transfer” risponde alla chiamata di Virginia Tech, rifiutando al contempo le proposte di Iowa State, Wisconsin e Notre Dame. Una scelta non banale.
Basile sceglie un master in leadership e si trasferisce a Blacksburg, appunto in Virginia, per affrontare la rinomata Atlantic Coast Conference. Nel campionato vi sono infatti alcune delle università più prestigiose di tutti gli USA tra cui spiccano Duke e NC State.
Si alza il livello del campionato, si alza il livello di Basile. Grant è il leader gli Hokies con 16.4 punti di media a partita (7° in tutta l’ACC 2022/23), andando ben 3 volte oltre i 30, cosa che non accadeva dai tempi di Erick Green (2012/13) la cui prima stagione fra i Pro fu proprio in Italia, alla Montepaschi Siena. Contro Duke andò in scena peraltro una delle sue prestazioni più scintillanti, da 24 punti e 10/15 dal campo.
LA CITTADINANZA ITALIANA
È stato attorno al dicembre 2021 che Basile ha iniziato l’iter per ottenere la cittadinanza italiana. La spinta arrivò quasi casualmente nell’immediato dopo gara tra Virginia e Arizona durante l’NCAA. «A fine partita parlai con coach Riccardo Fois delle mie origini italiane e da lì è iniziato il processo», ha raccontato a Backdoor Podcast. Classe 1987 di Olbia, Rick Fois è l’assistente degli Arizona Wildcats dal 2021 e dal 2017 è nello staff tecnico dell’Italbasket.
«Mio nonno Gianluca è venuto negli USA dalla Sicilia e, con l’enorme aiuto del mio agente Massimo Rizzo (lo stesso di Paolo Banchero), abbiamo raccolto tutti i documenti necessari. A marzo è finito l’iter e finalmente ad aprile sono volato in Italia dove ho iniziato la mia carriera da professionista».
LA CHIAMATA DI TORTONA
«È davvero una grossa opportunità – disse Basile riferendosi a Tortona in una delle sue ultime interviste negli USA al The Roanoke Times -. Sono al college già da tempo, credo sia il momento di aprire un nuovo capitolo. È stata una decisione complicata perché a Blacksburg mi sono trovato benissimo. Lo staff è fantastico e i compagni meravigliosi. Quando però è arrivata questa chance ho capito che era il fit perfetto per me e ho deciso di compiere lo step successivo».
Una scelta non scontata, in special modo per la possibilità di effettuare un ulteriore anno di college a Virginia Tech. Basile ha però deciso di uscire dalla comfort zone e lanciarsi tra i professionisti proprio nel Paese da cui discendono i suoi avi.
Un inizio tutt’altro che semplice però, con un brutto infortunio ad impedirgli di scendere in campo in gare ufficiali con la nuova canotta di Derthona. «Nei primi giorni mi sono rotto un dito e ho fatto subito esperienza delle terapie mediche in Italia – ha conintuato a Backdoor Podcast -. Nonostante ciò ho potuto osservare il livello globale della LBA e posso dire che è davvero elevato. È stato interessante vedere come tutti usano gli angoli di blocco, e in generale il corpo, in maniera corretta».
Per Tortona un investimento a lungo termine con il contratto triennale firmato lo scorso aprile valido appunto fino al 2026. Una società dal progetto ambizioso, quest’anno seria candidata ad essere il terzo incomodo tra le big Olimpia e Virtus. Anche per questo la possibilità di fare esperienza altrove è stata considerata una scelta oculata e l’offerta di Pistoia considerata perfetta.
CARATTERISTICHE ATLETICHE, FISICHE E MENTALI
Con i suoi 206cm per circa 107 kg, Grant Basile si infila di prepotenza tra i cestisti più “grossi” a disposizione di coach Brienza. Un fisico imponente e massiccio il quale però non inficia sulla sua agilità e rapidità, apparentemente ottime considerando la stazza, oltre che sulla corsa, più che discreta a campo aperto.
Il colosso di Pewaukee è molto bravo a sfruttare i suoi cm tanto in attacco quanto in difesa. Sotto il ferro diventa complicato da spostare per attaccanti e difensori ed i suoi numeri a rimbalzo e in termini di stoppate lo dimostrano appieno. Pur non essendo un lungo molto verticale in termini di elasticità ed esplosività, Grant ha eccellente stacco da terra e tempi per proteggere il proprio ferro e raccogliere carambole in attacco. Molto efficace inoltre nel gioco spalle a canestro e dalla media distanza.
Ciò che però salta maggiormente all’occhio osservandolo giocare è l’estrema intelligenza con cui si approccia alla pallacanestro. Varie scelte di tiro, anche ad ampio range, la capacità di capire gli spazi ed occuparli a dovere, la coscienza del suo corpo e della posizione dei compagni, sia con che senza il pallone fra le mani. Tutte qualità che gli permettono di prendere assiduamente la scelta giusta.
CARATTERISTICHE TECNICHE E STILE DI GIOCO
Grant può svariare sul parquet tanto da 5 che da 4. A Wright State ha spesso ricoperto il ruolo di ala grande mentre ha avuto tanti minuti da pivot proprio nel suo ultimo anno di università in Virginia. Un’ultima stagione in cui ha potuto affinare ancora di più il suo gioco perimetrale, anche per “scappare” da difese sicuramente più attrezzate.
«Descriverei il mio stile di gioco dicendo che voglio essere il più duttile possibile – ha detto a DAZN -. Per tanto tempo ho cambiato tra 4 e 5, in generale voglio fare ciò che serve alla squadra in quel momento. Giocare seguendo le idee del coach».
Alle sue capacità fisiche Basile unisce una mano destra dal tocco educato, tanto vicino al canestro che dalla lunga distanza. Una qualità tecnica che si nota anche nel palleggio, dal quale ama partire tanto dalla punta che dal gomito tanto da farne quasi un tratto distintivo del suo gioco. Ricevuta la sfera scannerizza il campo e parte palleggiando come un ariete che spazza via gli avversari con preponderanza fisica e forza di volontà. Dalla punta, pur non essendo un “regista avanzato”, può anche sfruttare centimetri e mani per pescare i compagni meglio posizionati.
Ormai tratto fondamentale del suo gioco è il tiro da 3. Affinato sempre più nel corso della sua giovane carriera, Basile è ormai un affidabilissimo tiratore scelto. Il suo caricamento non è esplosivo ma il rilascio è delicatissimo. Quando “poppa” e riceve dopo il blocco per sparare da fuori è impressionante vederlo segnare nelle occasioni in cui pare perdere il ritmo giusto. Gli basta una piccola finta per sistemare i piedi e trovare il fondo della retina.
In sostanza siamo di fronte ad un lungo pressoché completo e molto versatile. Rispetto a Varnado, Pistoia ne guadagnerà sicuramente in cm e kg, perdendo forse qualcosa in atletismo ma potendo contare su un altro realizzatore dalle medie elevate.
PILLOLE SU GRANT BASILE
In Virginia Basile ha completato i suoi studi con il master in Leadership. «Ormai da tanti anni conduco la doppia vita di studente ed atleta – scrive su LinkedIn -. Adesso non vedo l’ora di mettere in pratica anche nello studio il lavoro di squadra e le qualità di leader che ho appreso giocando a basket al college».
Parla da leader Basile, che da sempre ha guidato le proprie squadre quantomeno tecnicamente. Fin dall’high school, dove a dare consigli era il padre-coach Mike con il quale per questo motivo ha costruito un rapporto senz’altro particolare.
«Averlo avuto come coach mi ha indubbiamente aiutato – ha raccontato a Backdoor Podcast -. Mi ha spinto a essere la versione migliore possibile di me stesso. Avere qualcuno che capisce il gioco così bene e te lo insegna è piacevole. Qualche volte avrebbe potuto risparmiarmi qualche rimprovero perché ero più forte degli altri, ma in fin dei conti mi ha sempre stimolato e motivato. Mi ha spinto a migliorare sotto tanti aspetti facendomi curare allo stesso tempo i lati migliori. Arrivato al college avevo in questo modo già l’etica del lavoro».
Con l’arrivo in Italia e la conseguente cittadinanza, Basile è stato convocato dalla Nazionale sperimentale del Green Team. Progetto in mano all’assistente di coach Pozzecco, Edoardo Casalone. Con la maglia azzurra, Grant è sceso in campo nelle due sfide contro la Spagna.
«Per me è stato un grande onore, un sogno che si è realizzato – ha proseguito -. Sento davvero vive dentro di me le radici italiane ed è incredibile aver indossato la maglia azzurra. Le due partite giocate sono state un bel segnale, a livello cestistico mi sono servite per approcciarmi alla regole europee ma penso di potermi muovere bene anche qua. Di certo ciò che mi è rimasto è la sensazione dei colori dell’Italia sulla mia pelle».
Pur dovendo ancora abituarsi alla lingua italiana, il suo Natale tipico ha già i tratti di una festa in Sud Italia. «Ci troviamo in più di 100 a tavola – ha raccontato a Pianeta Basket -. Una famiglia estesa nata dal viaggio del bisnonno Niccolò da Palermo agli US. Pensando a quella giornata mi vengono subito in mente gli ottimi spiedini della zia…».
TAPPA A PISTOIA
Chissà se vedremo Basile a Pistoia per appena un mese. Così recita l’accordo, una toppa sullo stop di Jordon Varnado. Eppure sotto sotto vi è forse la speranza che il ragazzo possa trattenersi anche di più. Tanto probabilmente dipenderà anche dal tipo di impatto in queste prime uscite di campionato, oltre che dalle possibilità economiche del club.
Nonostante la cittadinanza infatti, Grant non ha lo status da italiano per le regole della Lega e Pistoia dovrebbe di conseguenza passare al 6+6. Troppo presto ancora per pensarci e l’essenziale sarà sfruttare la sua presenza nell’immediato.
Mercoledì di scena la prima uscita a Varese e, se la curiosità era già a mille per vedere all’opera la squadra di Brienza, adesso con un giocatore ancora tutto da scoprire l’attesa si fa ancor più snervante.



