Pistoia, non basta un Christon da urlo: costano caro gli errori nel finale

Il play ex Brescia è senza alcun dubbio l’MVP di serata. Bene i centri, in ombra Forrest. Negative le prestazioni di Childs e Rowan

SEMAJ CHRISTON 8: semplicemente “infermabile”, così lo ha definito anche coach Galbiati nell’immediato post gara. Senza dubbio la miglior prova in maglia Pistoia, forse la migliore in assoluto da quando è in Italia. Una serata a tutto tondo per Semaj Christon protagonista di una serata da urlo da 29 punti (12/16 da 2, 1/2 da 3), ben 9 assist distribuiti ai compagni (e sarebbero potuti essere anche di più) e 6 rimbalzi (38 valutazione). È qui per vincere e ci sta provando in ogni modo caricandosi la squadra sulle spalle per tutti e 40 i minuti. Stasera però non è bastata nemmeno una prestazione straordinaria. Una pecca? Probabilmente il troppo nervosismo.

GIANLUCA DELLA ROSA S.V.: Markovski opta per una rotazione cortissima e anche il capitano resta a guardare per quasi tutto il match. Sono appena 4 i minuti in campo di Della Rosa, in cui comunque si sbatte come al solito per i suoi.

MICHAEL ANUMBA S.V.: stesso identico ragionamento fatto con il capitano è possibile riproporlo con il nativo di Reggio Emilia, solo 4 i minuti sul parquet anche per lui.

ELIJAH CHILDS 4,5: una serata da montagne russe finita con il tunnel dell’orrore. Potremmo riassumere così la prova di un Childs – purtroppo – ancora troppo pasticcione. L’impatto è pessimo con una brutta persa e anche in difesa non riesce ad incidere come a suo solito catturando solo 5 rimbalzi, al di sotto delle solite medie. La bimane in contropiede pare sbloccarlo e trova anche il bersaglio dalla lunga ma difatti la prestazione resta opaca per la quasi totalità del match. Nel finale la prova diventa persino disastrosa con i tiri potenzialmente decisivi – prima da tre dall’angolo poi in appoggio sotto canestro – entrambi falliti e una persa sanguinosa nell’azione finale.

MAVERICK ROWAN 4,5: Markovski non lo toglie praticamente mai dal campo (37 minuti sul parquet) ed è quantomeno sorprendente considerando quanto poco sia il suo contributo difensivo. Al cospetto della capolista imbattuta Trento non è pensabile abbassare il tono in difesa per portare a casa la posta in gioco ma Rowan non riesce praticamente mai a tenere botta nei duelli con gli esterni avversari. Rimane sempre indietro nelle uscite dai blocchi di Cale e Lamb, spesso sbaglia la scelta difensiva e i tiratori bianconeri ci vanno a nozze. I 17 punti in attacco servono a poco se arrivano dopo aver tentato 17 conclusioni (solo 6 a segno). Di positivo restano le 0 palle perse e gli 11 rimbalzi valevoli la doppia doppia, non abbastanza per considerare la sua prestazione anche lontanamente sufficiente.

MICHEAL FORREST 5: non c’è dubbio che l’arrivo di Christon gli abbia tolto spazio e possessi. Parte nel quintetto come play ma viene pressoché subito spostato da guardia con l’ingresso del doppio 0. Il rendimento però non cambia almeno fino al secondo quarto quando due bombe in fila incendiano il PalaCarrara. Quelle azioni restano soltanto un bagliore in una serata nel complesso oscura, complicata da un Ellis particolarmente arcigno in difesa. Il 4/14 testimonia come non riesca mai ad incidere in attacco. Non bene anche in difesa, dove fatica a contenere gli esterni.

LORENZO SACCAGGI 5,5: dopo un inizio difficoltoso in difesa, sale di tono nel secondo quarto e prova a reggere l’urto dei forti attaccanti. Markovski lo tiene tanto in campo dopo averlo schierato in quintetto, il primo per minutaggio dopo gli stranieri. Crolla nel finale assieme ai compagni non prendendosi alcun tiro.

KARLIS SILINS 6,5: a leggere il tabellino sorprende – in negativo – come in 32′ il centro lettone abbia preso un unico tiro da dentro l’area, segnato. I punti arrivano dalla lunga e soprattutto ai liberi dove è chirurgico. Per uno della sua stazza fa specie vederlo muoversi con destrezza in particolare quando nel primo quarto segna una splendida bomba in step back di Kirkiana memoria. Le medie calano nella ripresa e a rimbalzo non riesce ad essere presente come in altre occasioni. Tutto sommato è tra i migliori dei suoi, lotta fino alla fine e non disdegna alcun duello.

LUKA BRAJKOVIC 6: non deve esser stato affatto facile per il centro austriaco giocare questa sfida con un piede e mezzo già lontano dal PalaCarrara. Il suo sostituto Smith era già ad osservare la squadra dal fondo della panchina e di certo in cuor suo avrà sentito anche un pizzico di emozione nel vestire per l’ultima volta il biancorosso. Dopo un primo tempo complicato, si accende nella ripresa e tocca anche la doppia cifra creando qualche pericolo nell’area di Trento. Un’ultima prova sulle orme della sua esperienza a Pistoia, qualche sprazzo e poca continuità.

COACH ZARE MARKOVSKI 5: alla sua prima da coach di Pistoia davanti al pubblico di casa, Markovski opta per una rotazione molto corta con 9 giocatori a referto ma due di essi con appena 4 minuti in campo. Di buono ci sono gli 88 punti segnati, molto oltre la media stagionale, male invece la difesa con 92 punti subiti tra le mura amiche e una costante difficoltà nel contenere il talento dei piccoli avversari. Il tutto da pesare comunque contro la capolista imbattuta. Compito del neo tecnico biancorosso sarà quello di far coesistere al meglio Christon e Forrest – in ombra – e offrire maggior gioco ai lunghi. In conferenza stampa ha spiegato infine come la squadra “manchi di talento offensivo”: sarà da ritrovare in campo o si dovrà attingere ancora dal mercato?

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