Pistoia, Okorn un fiume in piena: «Maverick Rowan era il problema più grande»

Il coach biancorosso senza freni: «Una spia nello spogliatoio, nessuno si sentiva a proprio agio. Mai visto un presidente sedersi vicino alla panchina»

«In questi ultimi due mesi la situazione è stata senza dubbio complicata da gestire. Sicuramente imparerò qualcosa. Potremo scrivere un libro da quante cose sono accadute in questo periodo». Un fiume in piena. Coach Gasper Okorn si è tolto più di qualche sassolino dalla scarpa nella conferenza alla vigilia del prossimo impegno di campionato di Pistoia contro Brescia.

Il tecnico sloveno – con l’ufficialità delle dimissioni di Ron Rowan da presidente del club – si è potuto lasciare andare su tanti temi solo accennati nelle scorse settimane per ovvi motivi. Dall’atmosfera pesante causata dalla presenza di Ron e Maverick Rowan – padre presidente e figlio giocatore – passando per l’addio di alcuni giocatori tra cui lo stesso numero 8, fino alla permanenza di Forrest e ad un futuro prossimo in cui l’unico obiettivo sarà quello – se possibile – di lottare fino alla fine.

LA “SPIA” MAVERICK ROWAN

«Avevo detto che sarebbe arrivato un momento in cui avremmo parlato di alcune cose e adesso è arrivato – ha spiegato Okorn -. Come coach allenare il figlio del presidente e proprietario del club non ti permette di essere imparziale. Non puoi controllare cosa accade nello spogliatoio, che dovrebbe essere una chiesa: tutto quello che viene detto lì dovrebbe restarci. Ma non era questo il caso. Era come avere una spia all’interno. Si sentiva che i giocatori non erano contenti di questo, non si era creata la giusta chimica. Tante cose che si sono accumulate fino a creare una valanga. Un allenatore fatica a sentirsi a suo agio quando il padre e presidente è a sedere vicino alla panchina. Non ho mai visto un proprietario sedersi vicino alla panchina durante la partita. E allo stesso tempo si tratta della persona che ti fa firmare il contratto e che ti paga. Una situazione tutt’altro che semplice».

«Possiamo parlare a lungo della costruzione del roster in estate ma questa è la mia opinione: con un solo cambio, al momento giusto e nel modo giusto, tutto sarebbe diverso – ha ammesso il tecnico di Estra Pistoia -. Ne sono certo, ci firmerei. Sarebbe bastato mandare via Maverick Rowan prima e tutti sarebbero stati contenti. Pensate alla squadra al completo con Christon e Silins ma senza Rowan: sarebbe stata un’altra storia. Sapevamo cosa dovevamo fare ma non potevamo farlo. La settimana scorsa siamo arrivati al punto in cui ho deciso che Maverick sarebbe dovuto rimanere fuori squadra. Gli consentiamo di usare la palestra se ne ha bisogno perché è ancora sotto contratto ma non voglio che si alleni con la squadra. È una mia decisione lecita che gli ho comunicato personalmente e lui l’ha accettata senza problemi».

«Non c’erano alternative. Non lo avessi fatto tutto sarebbe collassato – ha proseguito -. Avrei forse potuto farlo anche due o tre giorni prima, appena tornato a Pistoia ma certo non in precedenza quando Ron era ancora qua. Adesso credo che il peggio sia passato per quanto mi riguarda. Posso tornare a pensare solo al basket giocato e sarò nuovamente felice di essere in campo ad allenare questi ragazzi e dare il massimo. Al resto ci penseranno altri, la situazione probabilmente non è ancora a posto ma d’ora in avanti penserò solo al basket giocato».

GLI ADDII E LA PERMANENZA DI FORREST

Parlato a lungo dell’allontanamento di Maverick Rowan, Okorn si è concentrato sugli altri addii e su chi, invece, come Forrest, è rimasto a Pistoia nonostante tutto. Lo stesso allenatore biancorosso ha ammesso che anche lui stesso è stato vicino ad andarsene. «A due mesi dalla fine della stagione non sarà facile riempire il buco lasciato da Christon e Silins. Sarò onesto. È una cosa positiva che Maverick Rowan non faccia più parte della squadra. Lo dico senza girarci intorno: era il problema più grande. Questa relazione tra giocatore e presidente era complicata da gestire. Diventa difficile allenare una squadra in cui gioca il figlio del presidente. Una situazione anomala».

«Le due partenze, come ho detto, non mi fanno piacere ma i ragazzi rimasti si stanno allenando duramente. Avete visto come hanno lottato a Napoli. Lotteranno anche domani ve lo assicuro. Non molleranno. Certo non sarà semplice dopo aver perso qualche pezzo. Anche con l’addio di Maverick, certo le cose non possono andare immediatamente nella giusta direzione ma continueremo a lottare come abbiamo fatto a Napoli».

«La permanenza di Forrest? Ci ha lavorato molto Marco Sambugaro. Non è stato semplice perché sembrava stesse per volare in Spagna, poi sembrava dovesse restare e poi di nuovo prendere un aereo. È molto semplice. Fosse andato via anche lui sarebbe stato un grosso problema. Adesso rimarrà con noi ed è anche “qui” con la testa. Credo sia una scelta buona anche per lui. Qui è uno dei leader tecnici della squadra, ha un minutaggio elevato ed è la sua prima stagione in un campionato di alto livello in Europa. È una situazione win-win. Gli ho già detto di non preoccuparsi perché quest’estate avrà comunque tante offerte sul tavolo tra cui scegliere. Sono felice che sia restato con noi.

«Quello che è successo con lui è simile a quanto accaduto con Kemp. Anche lui sembrava sul piede di partenza e poi è restato. Quando sono tornato dalla pausa per le nazionali qui era il caos. Ho sinceramente pensato di andarmene anche io. Alla fine sono rimasto perché difatti non c’era nessuno qui presente con cui parlare della situazione… Così ho pazientato, fino alla decisione di restare».

NAPOLI, LA SALVEZZA E IL FINALE DI STAGIONE

L’allenatore di Pistoia ha infine concluso la sua lunga conferenza tornando a parlare di Napoli e presentando il match contro Brescia. La salvezza resta un obiettivo complicato ma per lui ora è impossibile non crederci.

«L’abbraccio della squadra al ritorno da Napoli è stato emozionante – ha raccontato -. Sembrava avessimo vinto il campionato. Capisco i nostri tifosi, era un momento importantissimo a livello mentale che andava oltre la soddisfazione della vittoria. Nei giorni precedenti non sapevamo nemmeno se dovevamo partire o meno per giocare. Christon nella notte precedente era andato a Cremona e la squadra sembrava dovesse scomparire. Poi siamo andati a giocare e grazie ad un mix di rabbia e orgoglio siamo riusciti a vincere. Per noi come per i tifosi è stato un successo denso di significato. Dopo quanto accaduto abbiamo deciso di continuare a vivere giorno per giorno e vedremo cosa accadrà. Daremo tutto in ogni partita e lotteremo fino a che la classifica non ci condannerà. Voglio solo parlare di basket, ci penseranno altri a parlare della situazione del club. Dobbiamo provare ad essere positivi. Non abbiamo molto da perdere, tutt’altro, abbiamo tanto da guadagnare».

«Salvezza? Dobbiamo crederci, assolutamente, siamo qui per questo. Dobbiamo procedere partita dopo partita e vedremo cosa succede. Domani giocheremo con Brescia, la capolista della Serie A. Ci siamo preparati per affrontarli e daremo il massimo. Dobbiamo giocare quarto per quarto. Sono positivo perché i giocatori hanno un grande carattere e vogliono lottare. Non solo gli italiani ma anche gli americani. Sicuramente abbiamo perso in qualità con gli addi ma al contempo ci siamo compattati come gruppo e ciò ci renderà la vita più semplice anche in campo».

«La parola d’ordine ora diventa adattarsi – ha aggiunto Okorn -. Tatticamente ci dovremmo adattare ai giocatori che abbiamo a disposizione. Finora tanto girava attorno a Christon e abbiamo perso anche un lungo. Dobbiamo cambiare ma non sarà semplice farlo rapidamente. È il momento di sfruttare anche Eric Paschall, a prescindere dal fatto che fin qui abbia giocato o meno. È qui e dobbiamo trovargli una collocazione in campo. Dobbiamo utilizzare tutto il materiale umano a nostra disposizione. Utilizzerò tutta la mia conoscenza di allenatore per far coesistere i giocatori che abbiamo a disposizione. Stiamo provando cose nuove in allenamento, è impossibile giocare come facevamo fino ad ora, correndo su e giù per il campo in velocità, perché non abbiamo più i giocatori per farlo. Proveremo cose nuove e vedremo come andrà. Se Kemp giocherà? Al momento è un 50 e 50. Vedremo domani se riuscirà ad essere in campo. C’è una possibilità che giochi».

«Calendario difficile? Ci aspettano 10 partite complicate, tutte lo saranno. Quando giochi contro squadre come Brescia puoi essere più rilassato perché sono loro i favoriti e noi gli underdog. Sono partite stimolanti in cui dobbiamo cercare di essere un pericolo per l’avversaria anche sorprendendola come fosse un agguato. Non sarò preoccupato anche in caso di sconfitta perché parliamo della capolista. Dobbiamo solo guardare partita dopo partita. Come a Napoli, così lotteremo contro tutte le altre. Non deve importare se siamo sopra o sotto di 20. Dobbiamo metterci la faccia e combattere fino alla fine. Chiedo ai tifosi di riempire il palazzetto e di venire a sostenerci. Lottiamo insieme!».

«David nuovo presidente? Ci ho parlato due giorni fa al telefono e mi ha promesso che verrà qui il prima possibile e ci incontreremo. Io gli ho solo detto che voglio fare semplicemente l’allenatore. Non ho nemmeno voluto parlare di altre situazioni perché è compito di altri farlo. Gli ho solo chiesto di far sì che si possa lavorare in tranquillità d’ora in avanti. Nei giorni scorsi siamo veramente arrivati al limite. Non si parlava solo di esclusione dalla Serie A ma persino peggio».

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