Pistoia, prestazione e abbraccio col pubblico: ora manca solo la vittoria

In attesa di Varnado ed una maggiore lucidità nel finale, segnali incoraggianti arrivano dagli esterni. Occhio però ai rimbalzi

Agrodolce esordio stagionale per Pistoia al PalaCarrara. Ad appena quattro giorni dalla sconfitta nel finale di Varese, i ragazzi di Brienza sono costretti ad incassare un altro colpo basso nell’ultimo giro di orologio della sfida contro Trento.

Una partita dall’andamento diverso rispetto rispetto a quella in scena a Masnago, dettata all’apparenza anche da una Estra più scarica fisicamente. Pesante in questo senso resta l’assenza di Varnado, con tanti giocatori, vedi Moore e Ogbeide, la cui forma non è ancora perfetta causa passati stop, arrivati “cotti” ai possessi decisivi.

Fanno comunque ben sperare i rendimenti offensivi dello stesso Charlie e di Payton Willis, entrambi autori di un ventello, così come eccellente è stata la risposta del pubblico, il quale ha reso il PalaCarrara un catino di fuoco per 40′, oltre a regalare un omaggio emozionante all’ex Fabio Bongi. Ai tanti ottimi ingredienti manca solo il tocco finale: il primo successo nella Serie A 23/24.

RIMBALZI E LA COMBO WILLIS-MOORE

Non ha usato giri di parole Payton Willis in sala stampa nel post gara della sconfitta con la Dolomiti Energia. «L’abbiamo persa per colpa dei rimbalzi», ha detto la guardia numero 0. Tanti, troppi, quelli concessi agli avversari che hanno sfiorato i 50 con un Derek Cooke a tratti padrone del pitturato, ma sicuramente non l’unica causa. Senza cercare alibi, come giustamente ha sottolineato anche Brienza, una di esse è da rintracciare nella condizione fisica e nella, poca, lunghezza del roster a disposizione con un elemento fondamentale come Varnado ancora out.

Restando sul lato tecnico, la nota più lieta restano i “piccoli” made in USA. Dopo i 14 e i 17 di Varese, Willis e Moore sono saliti ulteriormente di livello tra le mura amiche toccando rispettivamente quota 21 e 20. L’ipotesi preventivata in estate sembra si stia avverando con i due esterni come maggiori frombolieri dell’attacco biancorosso, senza dimenticarsi di un sempre ottimo Hawkins. Dalle loro mani sono nate le principali azioni di un attacco inceppatosi solo nei due finali, quando appunto la fatica iniziava a fare da padrona. La mancanza di cinismo e “killer instinctè stata palese ieri come mercoledì ma è proprio nell’ultimo quarto che la spia della benzina si è inevitabilmente accesa.

Inutile poi nascondere il gap presente fra i due roster, con Galbiati che si è potuto permettere di far partire dalla panchina Stephens, Cooke e Hubb, gli ultimi due decisivi al risultato finale. In quintetto sono stati scelti il veterano Forray e due nazionali azzurri come Alviti e Biligha. Una formazione attrezzatissima, in virtù anche del doppio impegno. Nessuna scusante ma un dato di fatto che pesa soprattutto alla luce invece delle difficoltà biancorosse nel pre-campionato causa infortuni.

L’ABBRACCIO A BONGI E IL PUBBLICO BIANCOROSSO

Nota dolce e commovente risiede nel momento strappalacrime dedicato a Fabio Bongi. L’ex vice allenatore di Pistoia rappresenta un pezzo enorme di storia recente del basket pistoiese. Uno striscione bellissimo ed un applauso scrosciante, per il quale l’attuale assistente di Galbiati si è commosso anche riparlandone nel post partita.

In generale, la spinta dei tifosi biancorossi, per l’occasione più bianchi che rossi, è stata fondamentale per dare adito alle folate di Pistoia. 3105 gli spettatori totali per l’esordio casalingo stagione di Estra, un numero sicuramente confortante per il prosieguo del campionato. Una splendida coreografia di inizio gara con un messaggio chiaro ed univoco: “DifendiamolA”. Un messaggio che i ragazzi in campo hanno rispettato appieno lottando dal primo all’ultimo degli 80 minuti fin qui disputati. A mancare, in tutto questo è soltanto una cosa.

ADESSO UNA VITTORIA

La sensazione, perché di certezze in questi casi non ce ne sono, è che con un Varnado arruolabile, i punti a questo punto del campionato sarebbero potuti essere almeno 2 se non addirittura 4. Forse a Varese più che con Trento, Pistoia avrebbe meritato il successo. Purtroppo come ci siamo ripetuti più volte, la squadra è arrivata in fondo senza la lucidità necessaria a chiudere la contesa a proprio favore.

In attesa del ritorno a ranghi completi però, possiamo aggiungere come Pistoia si sia dimostrata assolutamente al livello della situazione. Due vittorie soltanto sfiorate, un’alchimia crescente e un gioco che va via via perfezionandosi. È chiaro, siamo ancora in una fase di parziale sperimentazione, vedi Basile da vice Ogbeide con un Del Chiaro meno coinvolto, ma le basi ci sono tutte. All’appello manca soltanto, si fa per dire, una vittoria. Un successo potrebbe potenzialmente “stappare” la squadra, dare nuova linfa all’intero ambiente e rilanciare il gruppo in vista del secondo match al PalaCarrara. Prossima tappa intanto Scafati, anch’essa a quota 0. Che sia questa l’occasione giusta?

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