«Emozionante il rientro in campo dall’infortunio. Calendario duro? Possiamo competere e vincere con chiunque», così il nuovo numero 33
Da circa una decina di giorni a Pistoia, Kadeem Allen è uno dei due rinforzi – l’altro è Valerio-Bodon – arrivati in via Fermi per dare man forte alla squadra in questo complicatissimo finale di stagione. L’ex Forlì è tornato in campo al PalaCarrara dopo un anno dall’ultima volta su un parquet per un match ufficiale. Nell’ultima gara della fase a orologio della scorsa A2, Allen si procurò infatti la lesione completa del tendine d’Achille che gli fece concludere anzitempo la stagione e perdere gran parte dell’attuale.
IL RITORNO IN CAMPO
Contro Trieste un esordio significativo ed emozionante, utile a riprendere confidenza con il basket giocato dopo 12 lunghi mesi di recupero. Una settimana più tardi contro Sassari poi un test più probante in termini di minutaggio ed incidenza nel match, con Allen a dare sfoggio di alcune delle sue migliori qualità.
«Stare lontano un anno dalla cosa che più amo fare in assoluto è stato davvero duro – ha ammesso il nuovo numero 33 biancorosso -. Tornare dopo il grave infortunio è stato una benedizione, un momento emozionante. Sono davvero grato per l’opportunità concessami dal club. È vero che la situazione a Pistoia non è semplice per tanti aspetti ma ho parlato con il DS e il presidente e li ringrazio per avermi dato la chance di ritrovare confidenza con il parquet e poter giocare ad alti livelli».
«Fino a dicembre non riuscivo nemmeno a correre – ha proseguito parlando del suo infortunio – ed ero obbligato a camminare piano. Non potevo fare cardio. Passo dopo passo e senza forzare sono riuscito a tornare nelle condizioni adatte a giocare. Anche questo purtroppo fa parte del gioco. Con il lavoro presto sarò nuovamente al 100%».
L’AMBIENTAMENTO E LA SITUAZIONE COMPLESSA
Lanciato subito nella mischia da coach Okorn, Allen ha cercato di calarsi subito nella nuova realtà provando a contribuire con il suo talento e la sua esperienza da ex giocatore NBA. «Nonostante la situazione complicata, nello spogliatoio c’è un clima positivo – ha affermato l’ex Celtics e Knicks -. La squadra mi ha accolto bene e i compagni sono ottimi. Ci alleniamo bene e proviamo ad andare in campo per divertirci e vincere. Il rapporto con loro è stato buono fin da subito. Io sono qui per essere me stesso e dare il massimo per la squadra».
Le cinque sconfitte in serie, due dal suo arrivo, lasciano Pistoia da sola in fondo alla classifica con l’incubo retrocessione ormai vicino a diventare realtà. Anche perché le prossime gare metteranno di fronte ai biancorossi tre big in fila: Milano, Bologna e Venezia. «Proveremo a competere anche con loro – ha detto Allen -. Andremo a Milano per dare tutto. Proveremo a vincere ogni partita da qui alla fine. Sono qui per dare il mio contributo e farò tutto ciò che è necessario per la squadra ma il focus non è su di me. Ci sono dei ragazzi qui da tanto tempo che stanno dando il massimo per questi colori».
«Nessuno di noi parte sconfitto. La situazione è compromessa, lo sappiamo, ma tutti vogliamo vincere e nessuno vuole retrocedere – ha aggiunto -. Nello spogliatoio c’è l’intenzione di competere e vincere. Nessuno vuole mollare e scendiamo in campo ogni volta per ottenere il massimo del risultato. Dobbiamo credere maggiormente in quello che facciamo e in noi stessi. Contro Sassari siamo usciti dal terzo quarto poco concentrati e compatti. Dobbiamo essere più precisi ed attenti. Possiamo competere con chiunque perché abbiamo un’ottima squadra ma dobbiamo crederci: il problema principale al momento è la fiducia».
L’IMPATTO CON L’A1 E IL TIFO DI PISTOIA
Allen ha poi concluso la sua presentazione parlando della differenza tra A2 e A1, del tipo di giocatore che ritiene essere e della prima impressione sul tifo di Pistoia. «Non ho notato tantissima differenza tra i due campionati – ha ammesso -. Come sempre in ogni torneo ci sono giocatori che competono per vincere. La A1 è sicuramente più impegnativa perché ci sono più stranieri ma ci sono tanti cestisti che salgono dall’A2 e giocano bene anche in massima serie. Per me è una grande opportunità per mettermi alla prova anche in questo campionato».
«Se dovessi definirmi direi che sono una combo guard – ha aggiunto -. Posso disimpegnarmi da playmaker così come da guardia tiratrice. Sono un giocatore che cerca di forzare poco e di compiere le scelte giuste in campo. Voglio fare sempre il necessario per aiutare la squadra. Se c’è bisogno di portare palla lo faccio, se c’è bisogno di prendere tiri li prendo. Nel basket di oggi tutti devono saper fare tutto, non esistono più le posizioni come un tempo. Io mi so adattare a qualsiasi situazione. Il pubblico? I tifosi sono incredibili, hanno incitato la squadra nonostante fossimo sotto nel punteggio. Sono stati caldissimi, dal primo all’ultimo minuto».



