Pistoia Sport dieci anni dopo: il ricordo dei sei storici fondatori

Il 26 aprile 2012 vedeva la luce Pistoia Sport: l’omaggio e la memoria di quel giorno storico dei sei fondatori originari

Sono passati dieci anni esatti dalla nascita di Pistoia Sport, il primo giornale online dedicato completamente allo sport pistoiese e ai suoi protagonisti. In occasione del decimo compleanno, oltre all’evento che si terrà nella serata di martedì, i sei storici fondatori hanno voluto celebrare l’anniversario con un loro personale ricordo.

EMANUELE BEGLIOMINI

Se dovessi ridurre i dieci anni di Pistoiasport.com al tempo di un battito di ciglia, il pensiero si fermerebbe a una delle riunioni preliminari. Eravamo in sei, tanti quanti i soci fondatori del giornale on-line, per fortuna ancora in vita. Ci trovammo in un locale della Sala, in un giorno umido e anonimo. Quella fu l’occasione fisica per concretizzare un’idea virtuale, nata come reazione al poco spazio dato al mondo sportivo sulla carta. Non un gesto ribelle, semmai una visione lungimirante. Fu una riunione breve, ma intensa e positiva. Forse quella fu la reale occasione in cui decidemmo di partire, gettandosi nel buio, senza sapere se il nostro salto fosse sorretto dalla rete (quella di internet, si intende). Da quel giorno Elisa, Alessandro, Giacomo, Lapo, Saverio ed io ci calammo in un’avventura piena di ostacoli. Niente ci fermò, grazie alla palestra giornalistica che aveva allenato volontà e passioni. L’inaugurazione fu timida, davanti a non molte persone al Tennis Club di Pistoia.

Fu quasi una scelta, come se avessimo voluto far conoscere la nostra esistenza, ma senza creare troppe aspettative. Partimmo, insomma, ma non promettemmo troppo. E, invece, il motore si rivelò subito bello caldo, alimentato da tante scelte editoriali vincenti: dare risalto alle immagini e ai personaggi, essere presenti dietro le quinte e raccontare campionati e storie dello sport non da prima pagina, identificarono una linea sconosciuta in città. È stato il tempo, poi, a consolidare il tutto, grazie ai nuovi collaboratori che hanno sempre aggiunto qualcosa. Da qualche anno, causa impegni, non ho più possibilità di scrivere sul giornale on-line (mi garba sempre chiamarlo così), ma sono contento nel vedere che il lavoro prosegue con correttezza e qualità, trascinati da forze fresche, giovani e positive. Mi conforta anche sapere che alcuni soci fondatori siano rimasti all’interno di Pistoiasport.com: sono, allo stesso tempo, garanzia dei valori originali e un solido legaccio ai bei ricordi. Come quello di una riunione in un locale sulla Sala, in un giorno umido e anonimo di dieci anni fa in cui tutto, in qualche modo, partì.

LAPO BALLI

Se dovessi pensare al fil rouge che ha legato i primi dieci anni di vita di Pistoia Sport, penserei senza dubbio all’amicizia e alla passione. Tutto è cominciato innanzitutto dall’amicizia tra sei ragazzi: Saverio, Elisa, Giacomo, Alessandro, Emanuele ed io. Non la semplice conoscenza o frequentazione, ma l’amicizia sincera, quella che sottintende complicità, empatia, fiducia, stima e rispetto reciproco. Probabilmente il fatto di essere così diversi l’uno dall’altro ha rafforzato ancora di più il nostro rapporto tanto che negli anni non c’è mai stato tra di noi un confronto o un discussione che abbia scalfito minimamente la considerazione reciproca e la consapevolezza dell’importanza del valore apportato da ciascuno nel progetto. In secondo luogo, ci ha mosso la passione. La passione sportiva innanzitutto, ma anche la passione per un certo tipo di giornalismo e non da ultimo la passione di portare avanti con convinzione un progetto innovativo sia per le modalità con cui veniva offerto (dieci anni fa Le testate giornalistiche digitali non erano così numerose!) sia soprattutto per i contenuti (dare voce a tutti gli sport praticati nella nostra Provincia, specialmente i meno conosciuti, a prescindere dal livello e dall’importanza della disciplina).

Senza amicizia e passione non avremmo trascorso intere giornate a scrivere i pezzi in tempo reale per far meglio della “concorrenza”, a cercare sponsor finanziatori, ad allargare la redazione con persone sempre più brave, ad arricchire i contenuti con le tecnologie digitali, ad organizzare eventi come i Pistoia Sport Awards… Ebbene, il mio personale motivo di orgoglio è che a distanza di dieci anni, sebbene la redazione sia notevolmente ampliata e arricchita con nuovi collaboratori e alcuni di noi senior non siano più operativi (incluso me!), noto che Pistoia Sport è ogni giorno spinto dallo stesso fuoco dell’amicizia e della passione con cui è stato fondato, tanto da essere diventato a tutti gli effetti il punto di riferimento dell’informazione sportiva provinciale. Oggi Pistoia Sport non è semplicemente un giornale digitale sportivo della Provincia, ma grazie alla bravura di chi ci lavora e di chi lo dirige (il bravissimo Federico Guidi!) è una vera e propria comunità che coinvolge con i suoi contenuti migliaia di utenti al giorno. Auguri Pistoia Sport, altri 100 di questi giorni!

SAVERIO MELEGARI (Fondatore e direttore dal 2012 all’agosto 2018)

Dieci anni per il mondo dell’informazione odierna sono tanti, tantissimi. E stare in piedi per un decennio intero come giornale web, dove notoriamente gli introiti pubblicitari sono ridotti all’osso, in una provincia medio piccola come la nostra è davvero… TANTA ROBA! Chi ha seguito, e segue, Pistoia Sport tutti i giorni sa bene quella che è la qualità (e quantità) del prodotto offerto a costo zero (sembra banale ma è bene ricordarlo, soprattutto a tutti i “leoni da tastiera” che quotidianamente sbraitano dalla propria curva come se facessero i direttori di giornale da una vita intera: peccato che non si possa far pagare loro 50 euro di accesso ad articolo!) e come tutto il giornale sia stato implementato nel corso del tempo. I sei anni che ho vissuto al timone della barca sono stati difficilissimi ma, allo stesso tempo, bellissimi: i servizi video, le promozioni (Aglianese, Pistoiese, Pistoia Basket tanto per citare le più “famose”), le medaglie europee e mondiali giovanili, le Olimpiadi (Nesti e Rossetti) così come, allo stesso pari, le finali provinciali Uisp allo stadio o gli spareggi playoff di qualsiasi disciplina e di ogni comune.

Oggi, arrivati al decennio, per quanto mi riguarda ci sono due grossi motivi d’orgoglio da citare oramai da “esterno”. Il primo è che Pistoia Sport è stata, e lo è tutt’ora, una vera fucina di giornalismo locale come da tempo non si vedeva e come poche se ne vede in giro: dalla nostra redazione sono usciti giornalisti e fotografi che nel frattempo sono finiti su importanti quotidiani e settimanali regionali o nazionali, agenzie, uffici stampa sportivi ed istituzionali. E, si badi bene, non lo dico perché sono di parte ma semplicemente perché è un dato oggettivo. Il secondo motivo è che, nonostante vari tentativi, Pistoia Sport è ancora in piedi. Ci sono stati momenti complessi, l’invidia di altre persone e le “battaglie personali” sono state tutte quante respinte al mittente ed hanno ulteriormente rafforzato la redazione. Eravamo quelli che “dureranno qualche mese, poi si stancano” ed invece dai sei fondatori il gruppo si è espanso e adesso ha trovato un editore solido che mostra grande considerazione sul lavoro svolto. A tutti quei signori, e signore, cariche di invidia dico che stiano tranquilli: pensate pure ad altro, non abbiate ossessione per Pistoia Sport. Resta solo un unico, grandissimo, rammarico: che lo Zizzi non sia qui con noi a festeggiare. C’era anche lui in prima fila il 26 aprile 2012 per premere “start” col primo “Corner” già pronto. Ci ha lasciato troppo presto e per quanto mi riguarda la dedica più grande, oggi, va a lui.

ELISA PACINI

C’erano state delle riunioni fiume. Qualcuno aveva già buttato giù i primi pezzi ma il contenuto era ancora invisibile ai lettori e quindi poteva essere tutto un sogno. Invece quando entrai nella sala già piena del Tennis Club, dalle cui vetrate scaldava un bel sole primaverile, e vidi la homepage di PistoiaSport.com troneggiare sullo schermo della tv del locale, capii che il nostro sogno stava diventando realtà. Come spesso succede, quando a sognare non sei solo. Noi eravamo in sei e c’erano già diversi colleghi pronti a sostenere la nostra pazza idea di lanciare il primo giornale sportivo della provincia di Pistoia. La notizia che campeggiava in apertura, era un articolo frizzante del mio fido scudiero di mille domeniche baskettare, Saverio Melegari. Parlava del millantato esodo a quattro cifre dei tifosi forlivesi, eterni rivali, nella ormai prossima trasferta sottocanestro contro il Pistoia Basket. Squadra, quella biancorossa, che ci permise di inaugurare in grande il nostro giornale seguendone la cavalcata verso l’A1, sfiorata e poi conquistata un anno dopo. C’erano ancora molte cose da chiarire sull’avventura di PistoiaSport. A me sfuggiva come avrei fatto io, tuttora irriducibile di penna e taccuino, a impacchettare pezzi per esser consumati a tempo di record, appena finita una gara, come impone il web. Ma una cosa era a tutti chiara e rassicurava anche una raccontastorie allergica alle scadenze e alle misure, come me: il nostro giornale non si sarebbe fermato ai risultati di partite e gare, non avrebbe solo cercato lo sprint sui colpi di mercato o raccolto classifiche marcatori. Sarebbe stato uno spazio aperto, plurale, inclusivo in cui raccontare “splendori e miserie” del calcio, come dice Eduardo Galeano, e di ogni passione sportiva. Raccontando la città attraverso la lente di ingrandimento dello sport.

Di lì a poco ci saremmo trovati a fare il “Tutto il calcio minuto per minuto” di Terza categoria, a raccontare tornei estivi come i nostri Mondiali, a organizzare premiazioni che vanno “dal comandante al sacrestano”, più affollate e composite della processione che accompagna Bocca di Rosa alla stazione di Sant’Ilario. Dall’olimpionica al prete ultrà, dal pluricampione italiano al ragioniere cestista, PistoiaSport è uno spazio che si sa dove inizia ma non dove finisce. La cantera “tirrenica”, gli allenamenti con tanti poeti dello sport metropolitano, è stata fondamentale per plasmare quella squadra di pionieri sognatori. Jack Carobbi affidabile memoria storica, difensore di un infinito e colorato archivio a servizio della redazione. Lapo Balli, classica acqua cheta che rompe i ponti, penna schietta e abile a marcare a uomo l’eterno binomio conti – pallone , l’istrionico Emanuele Begliomini, jolly a tutto campo, a suo agio con i novellieri di montagna come col jet set locale. Poi l’under Alessandro Benigni, fiuto della notizia da cronista vecchia scuola e nostra bussola smaliziata nei meandri del mondo digitale. In attacco naturalmente il centravanti di peso, bomber Mele, agendina ed informatori da servizi segreti, macchina da guerra di battute imbattibile. Una squadra completa e composita con cui, anche una fantasista un po’ anarchica come me, era al sicuro. Sei amici al bar sport, a cui si sono aggiunti tanti altri avventori. Pronti a servire emozioni.

ALESSANDRO BENIGNI

Alzi la mano chi ci avrebbe scommesso, quel 26 aprile di dieci anni fa. Che quella pazza idea sarebbe diventata una solida realtà, il primo vero portale web d’informazione della provincia, in grado di macinare numeri impensabili pur parlando «solo» di sport locale. Che quel manipolo di giornalisti più o meno in erba sarebbe stato in grado di crescere così, evolvendosi in una redazione composta da più di venti persone che lavorano all’unisono, con il supporto di tanti amici che nel frattempo hanno abbracciato altre esperienze professionali importanti e stimolanti. Che quel piccolo sito web sarebbe diventata una certezza in città, conosciuto un po’ a ogni latitudine, punto di riferimento per tantissimi praticanti e appassionati delle varie discipline. Che saremmo riusciti a organizzare eventi di richiamo, a presentare pubblicazioni importanti, a premiare eccellenze internazionali insieme a dilettanti e amatori, a organizzare corsi professionali, addirittura a curare la prima storica mostra dello sport pistoiese.

Che avremmo macinato chilometri e chilometri su e giù per lo stivale, tessendo relazioni e stringendo amicizie. Che avremmo superato indenni tanti ostacoli, resistendo anche a una pandemia. Qualcuno però in quella scommessa ci ha creduto, tra cui anche persone care che adesso non sono più con noi, «vincendo» un emozionante corsa (a proposito: abbiamo anche preso parte a un’ultramaratona) che dura da dieci anni ed è destinata a proseguire a lungo. Perché raccontare e raccontarsi, legando parole e immagini per creare qualcosa di nuovo, implica una forma mentis che non si pone confini. «I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo», scriveva il filosofo Ludwig Wittgenstein. “Tante volte un ostacolo è solo un messaggio che la vita ti dà. Devi trovare un’altra strada, ma non vuol dire che non puoi arrivare a destinazione», ha detto l’astronauta Samantha Cristoforetti. Entrambi, guarda caso, sono nati proprio il 26 aprile.

GIACOMO CAROBBI

Al vecchio adagio di incerta attribuzione «Pianta un albero, fai un figlio, scrivi un libro» voglio aggiungere, non senza una punta d’orgoglio, «Fonda un giornale (anche online)».

Ho sempre pensato che il peggior giornalista sia quello che vive solo per lo scoop, specchiandosi nei propri articoli come un adolescente pronto per la serata. Non che arrivare prima degli altri o saper scrivere non serva, beninteso. Tuttavia ritengo che fare giornalismo sia anche molto altro, soprattutto in una comunità come la nostra. Significa in qualche modo mettersi al servizio, proporre, partecipare, “aggiungere”.

Pistoia Sport nacque esattamente con questi presupposti e adesso, a dieci anni di distanza, posso dirmi estremamente fortunato di aver intrapreso questa avventura e di averlo fatto con persone con le quali avrei stretto un legame che sarebbe andato ben oltre la mera colleganza.

Certo, nella “città de’ crucci” di bocconi amari da mandar giù ce ne sono stati e ce ne saranno ancora. Ma il boccone una volta digerito sappiamo che fine fa. Per ogni hater che scarica su Pistoia Sport la propria invidia e le proprie frustrazioni, ci sono migliaia e migliaia di lettori che apprezzano e danno senso ogni giorno al lavoro di una redazione che negli anni si è allargata come mai avrei pensato.

Ripensando all’aprile 2012, in conclusione, non posso fare a meno di pensare a quanto la mia vita sia cambiata: in quei giorni, nel giro di meno di un mese, a quarantatré anni suonati, ho avuto un figlio e ho fondato un giornale. E sono cresciuti (bene) entrambi.

Redazione PtSport
Redazione PtSport
La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

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