Nessun’altra squadra ha tenuto il passo del Pistoia Basket. Per Della Rosa e compagni i successi interni sono 10, un dato molto significativo che racconta lo strapotere interno dei biancorossi
La sfida in trasferta contro Mantova ha bissato la convincente vittoria di una settimana prima in casa con Nardò. Pistoia ha liquidato entrambe le avversarie con relativa semplicità. Magari per molti è ormai scontato visto il cammino e il rendimento dei biancorossi in questa stagione, ma non per questo le ultime vittorie sono meno importanti e soprattutto non meritano di passare in sordina. Del resto, la differenza tra lo stare davanti o far parte del gruppo di squadre del treno playoff sta anche in queste partite. Perché scivolare su quelle gare che apparentemente avrebbero poco da dire è il modo più rischioso di crearsi danni e complicarsi la vita. In questo la Giorgio Tesi Group è stata perfetta, di fatto archiviando un altro successo che vale il campo base della stagione.
A fine gennaio, infatti, i biancorossi sono già certi di essersi meritati sul campo la permanenza nel campionato di A2. In più, l’ultimo weekend ha certificato un altro dato significativo della stagione dei biancorossi: Pistoia è l’unica ancora in striscia vincente tra le mura amiche tra tutte le compagini di A2. Il PalaCarrara è fortino ancora imbattuto nei primi quattro mesi di campionato, nessun’altra del girone rosso ha tenuto il passo da questo punto di vista e domenica anche Cantù e Cremona, le ex imbattute del girone verde, hanno capitolato in casa. Per Della Rosa e compagni i successi interni sono 10 e il dato, molto significativo, racconta lo strapotere interno di Pistoia che al PalaCarrara non è ancora mai inciampato, trovando un percorso netto e lineare, quasi sempre scandito da vittorie nette ed eloquenti.
Tutte certezze che si sommano alle altre, in attesa che quel fuoco visto sugli spalti contro Forlì, con il palazzetto di via Fermi decisamente bello anche nel colpo d’occhio del pubblico, possa diventare una costante per i prossimi appuntamenti. Difficile chiedere di più a questo gruppo, arricchito adesso da un Benetti che già dai questi primi minuti sul parquet ha lasciato intendere di poter avere qualità e numeri per aiutare la squadra, quando la condizione fisica e l’integrazione nel gioco di Brienza gli permetteranno di essere davvero efficace. Se a Pistoia sono cadute già dieci squadre il segnale dato dai biancorossi nella sua dimensione interna appare chiaro e perentorio. E non aver sbandato contro le ultime otto della classifica dimostra la maturità e la solidità che la Giorgio Tesi Group ha avuto sin qui.
Guardare dietro è importante, perché quello che i biancorossi hanno fatto sino ad ora è semplicemente grandioso. Ma non basta. Lo sguardo deve essere proiettato al futuro. In casa Pistoia avrà da qui in avanti solo partite di alta classifica, di fatto mettendo in fila sei gare tra campionato e fase ad orologio, che saranno propedeutiche e significative nel temprare la squadra di coach Brienza alle battaglie decisive che attendono la GTG ai playoff. Senza però andare troppo lontano con il pensiero, il futuro più prossimo mette in calendario un’altra trasferta, quella di San Severo, che per i biancorossi rappresenta un’opportunità ma anche una trappola da evitare. Ritornare a Pistoia per la sfida con Udine senza aver perso la vetta della classifica vorrebbe dire aver definitivamente metabolizzato e assimilato il ruolo di squadra di vertice anche in trasferta.
Di più, quasi certamente con eventuali vittorie nelle prossime due partite dovrebbe già arrivare la matematica dell’accesso ai playoff, con due mesi e mezzo d’anticipo rispetto all’inizio della post season. Fare questi pensieri a questo punto della stagione può anche essere arrogante e semplicistico, ma raggiungere il prima possibile questa certezza proietterebbe tutta la realtà di Pistoia in una nuova dimensione, perché vorrebbe dire aver già archiviato il traguardo minimo dell’annata sportiva, potendo così convogliare energie, sforzi e desideri per individuarne uno nuovo, sempre con quella licenza di sorprendere e stupire che questa squadra non deve togliersi, anche se ormai viaggia stabilmente in primissima fila nel girone rosso di A2 da mesi.



