Nonostante un Logan in stato di grazia, Pistoia riapre la serie. L’analisi di Bonistalli: «La forza del gruppo ha fatto la differenza»
Il bello dello sport sta anche nel fatto che l’emozione non si esaurisca mai al termine di una partita, ma dilaghi anche nelle ore e nei giorni successivi alimentando commenti, scontri e opinioni disparate. Luca Bonistalli, storico giornalista e radiocronista di basket di Pistoia, oggi titolare della libreria Fahrenheit, ha ancora il cuore a mille quando si lascia andare ad una disamina accuratissima e quanto mai veritiera sui propri canali social circa la partita di ieri sera fra GTG Pistoia e Cantù.
Il punto focale del discorso riguarda un dilemma che fin dalla notte dei tempi attanaglia migliaia di coach: meglio puntare su un singolo extraterrestre o tirare fuori il meglio da una gruppo affiatatissimo? «Intendiamoci: Cantù resta la naturale favorita al passaggio della serie – apre Bonistalli -, e Logan è uno dei più grandi professionisti mai arrivati in Italia. E un catalizzatore di attenzioni, un magnete che fa disperare chi prova a difendere su di lui. Impossibile farlo, non in A2 almeno. Gioca in un’altra dimensione, come ha rimarcato Nicola Brienza nel post partita. Ma Logan è un polo di attrazione anche e soprattutto per i compagni di squadra, e questo non produce sempre aspetti positivi: i più attenti ieri sera avranno notato le sfuriate del capitano canturino Da Ros che si è lamentato spesso con i compagni che tradivano i giochi offensivi cercando con insistenza l’americano che chiudeva l’attacco quasi sempre con un tiro oltre l’arco (9/16 da 3 in 30 minuti). Da solo ha segnato più della metà dei punti di squadra – 35 su 69. E Cantù ha perso. La GTG è stata commovente. Non è la prima volta che succede, ma ieri sera è emerso con più forza. L’espressione “la forza del gruppo” è noiosamente abusata ma qui è tutto vero».
«Qualche settimana fa è uscito un libro che si chiama “Come Il Basket Può Salvare II Mondo”, di David Hollander, professore alla New York University – prosegue Bonistalli -. Dietro la pretenziosità – ammettiamolo – del titolo (che è anche il nome del corso universitario) c’è il tentativo di dimostrare come la disciplina di una squadra di basket possa aiutare la comprensione delle nostre dinamiche sociali e geopolitiche. A un certo punto Hollander scrive che ciò che distingue il basket da altri sport di squadra è che tutti fanno tutto, fianco a fianco, in uno spazio ristretto, dove i ruoli si scambiano quando necessario; ciascuno attacca e ciascuno difende, rovesciando l’atteggiamento fisico e mentale in pochi secondi. Insomma si cambia posizione per affrontare un mutamento di circostanze. C’è un meme famoso che circola sui social che dice che la vita è 10% ciò che succede e 90% come reagisci: se frequentate abitualmente il palasport e vi ricorda qualcosa, avete ragione: Pistoia Basket 2000 in questo è campione d’Italia. Sabato – domani – c’è gara quattro al Palacarrara: se non ci avete ancora pensato, partecipare potrebbe essere una buona idea. Si corre solo il rischio di divertirsi. Per sostenere la squadra provando ad allungare ancora la serie, sapendo che non potrà mai essere una delusione, comunque vada».



