Il Pistoia volley La Fenice è ancora senza una “casa” ufficiale dopo che dal Comune non è stato ancora dato l’ok per rientrare all’interno della palestra Anna Frank
Non accennano a diminuire i disagi legati ai piani palestra della città di Pistoia. Dopo le polemiche riguardanti il PalaMelo, anche La Fenice ha alzato la proprio voce dopo che si è vista negata la possibilità di entrare alla palestra Anna Frank di Pistoia per “riadeguamento delle condizioni di sicurezza”, come si legge nel comunicato ufficiale diramato dalla società fuxia-blu.
Qui sotto potete leggere le parole della società presieduta dal presidente Faralli, che manifesta tutto il disappunto e lo sconforto nei confronti dell’organizzazione comunale:
“Da diciotto anni a Pistoia non si vedeva giocare una squadra di pallavolo femminile in una categoria nazionale. La Fenice, a sette anni dalla sua nascita, si ripropone su questo palcoscenico con una B2 in gran parte composta da atlete provenienti dal settore giovanile. Normalmente ciò dovrebbe costituire un vanto ed un onore per tutto il mondo sportivo della città, ma così non pare sia per la nostra amministrazione comunale.
Succede infatti che alle solite incurie ed inadempienze, quest’anno si vanno ad aggiungere ulteriori ostacoli per l’attività della società. Durante il periodo estivo infatti il Comune non è stato in grado di offrire nemmeno un impianto per il lavoro delle squadre agonistiche della Fenice. La motivazione: un riadeguamento delle condizioni di sicurezza degli impianti. Ci domandiamo se ciò non fosse possibile programmarlo per tempo ed in maniera scaglionata, invece di dare uno stop totale ed improvviso alle attività di palestra. È si che gli impianti si trovano in queste condizioni da anni. Ultima perla, l’assegnazione, per la nostra attività, della palestra Anna Frank dal 19 di agosto. Come avviene in tutte le società organizzate partono lettere di convocazione per le atlete, alcune delle quali interrompono le proprie vacanze, riprogrammando le loro attività. Ebbene, il 19, arriva una comunicazione dall’ufficio sport che avverte che quanto concordato non può essere mantenuto poiché prima addetti del Comune devono venire a controllare le condizioni dell’impianto. Partono nuovi e imbarazzanti comunicati della società per giocatrici e famiglie, con relativi enormi disagi per le stesse. A tutt’oggi non sappiamo se è quando si potrà riprendere il lavoro, con gravi ricadute per quanto riguarda la qualità finale dell’attività“.


