Tre turni senza vittoria sono troppi per una Fenice obbligata a risollevarsi a Riccione dopo il brutto ko casalingo contro De Mitri
Momento di flessione in casa Fenice dopo l’ottimo inizio di stagione. I due punti nelle ultime tre gare arrivati in casa grazie a due ko al quinto set non fanno sorridere. Se infatti capitolare in casa racimolando anche un punto contro Ozzano – attuale terza della classe – non era assolutamente un demerito, cadere senza attenuanti contro Fano e raccogliere solo un punticino contro De Mitri non basta. La squadra pare giocare più contratta, dimostrando larghe pause che costano punti ed energie.
LASERSOFT RICCIONE-ABC RICAMI FENICE PISTOIA sabato 3 dicembre ore 18.00
Lo sa bene coach Ribechini che dopo l’ultimo match ha dimostrato che c’è solo da lavorare per provare a ritornare ad essere quelle d’inizio stagione. Stavolta c’è da far tappa sulla riviera romagnola in casa della Lasersoft Riccione, formazione che per la prima volta disputa un campionato nazionale. Un salto importante per la realtà allenata da coach Piraccini che oltre alla conferma delle palleggiatrici Moltrasio e Chistè ha rinforzato il suo parco con il ritorno alla base di elementi come Agostini e Cugnali e l’inserimento di attaccanti del calibro di Godenzoni e della centrale Ricci. Una squadra che per ora ha ben figurato, cadendo soltanto contro Ozzano e proprio sette giorni fa contro l’ex fanalino di coda Pagliare.
LE PAROLE DEL COACH
Coach Ribechini ai nostri microfoni: «Stiamo preparando più la nostra prestazione che la partita in sé. Vogliamo giocare meglio e crescere un po’ in tutti gli aspetti per cui siamo stati molto in campo e poco alla lavagna. Non vediamo l’ora di misurarci con una squadra forte e accreditata come Riccione dopo la prestazione scialba e insicura contro Volley Angels. Dopo tre sconfitte di fila sarebbe bene anche vincere, ma ci siamo detti che il problema non è tanto vincere questo sabato quanto vincere molto da qui alla fine. Riccione è una squadra solida che nelle ultime due partite ha dovuto rinunciare al proprio terminale offensivo come l’opposto Tallevi, ma la squadra è sempre valida anche senza di lei».



