Della Rosa:«La pressione è tutta su Udine. Noi siamo la rivelazione del campionato e nessuno si aspettava di vederci lassù»
La sfida al vertice Pistoia – Udine sarà anche la sfida tra i due capitani di Tesi Group e Apu. Gianluca Della Rosa contro Michele Antonutti è innanzitutto un confronto generazionale tra capitani coraggiosi, profeti in patria, simboli delle piazze per cui giocano al di là del campo. Un duello perfetto per gli inguaribili romantici che domenica aspetteranno San Valentino al PalaCarrara, in una gara con le emozioni della pallacanestro d’altri tempi. Quella delle bandiere, dei ragazzi che diventano capitani dopo anni di militanza nelle giovanili oltre che in curva, quella del campione della porta accanto. Ma c’è di più e il batticuore per la festa degli innamorati della retina biancorossa è assicurato. Come pure il brivido sulla schiena, nel vedere avversari due grandi capitani della Pistoia dei nostri tempi. Michelone ereditò dal partente Ariel Filloy la fascia nel secondo anno del biennio d’oro di Esposito, in cui a Pistoia ha vissuto l’adrenalina del primato in A1, due partecipazioni al playoff e la storica prima volta alla Coppa Italia. Gianluca l’ha raccolta più o meno tre anni fa dal fuggitivo Dominique Johnson con Pistoia ultima in classifica e da allora la sua grinta è stato il faro del popolo biancorosso in un mare quasi sempre in tempesta. Nella buona e nella cattiva sorte, Pistoia si è aggrappata alla loro grinta e al loro entusiasmo. Con cui domenica, su sponde opposte, daranno l’assalto alla vetta.
ANTONUTTI.«Per noi sarà una gara importante a livello di solidità mentale- dice Antonutti- ho spiegato a tutti l’atmosfera che potremmo trovare a Pistoia. Quell’atmosfera che io conosco bene. Sarà un bel test per noi, veniamo da due anni in cui o si è giocato in impianti chiusi o in campi freddini. Domenica non sarà così. Ho sentito tanti amici pistoiesi in questi giorni, qualcuno mi ha confidato che domenica verrà per la prima volta al palazzetto. Sono felice che abbiano voglia di salutarmi, vuol dire che ho lasciato qualcosa di importante».
Il lungo che il 19 febbraio compirà 36 anni ha rischiato di saltare l’attesa prima volta da ex al PalaCarrara.«Ho avuto un Covid molto forte- racconta il capitano dell’Apu, risultato positivo per la seconda volta in pochi mesi proprio dopo la gara d’andata contro Pistoia- è stato un periodo molto intenso, che mi ha debilitato molto. Ho fatto un grandissimo lavoro fisico e di testa per rientrare, si parlava di 5 mesi di stop, in 3 sono rientrato e di questo ringrazio i medici dell’Apu. Questo virus non va sottovalutato, ogni persona può avere una reazione diversa. Mi mancava troppo l’adrenalina del campo e non vedo l’ora di giocarmi una gara così intrigante come quella di Pistoia”. Squadra quella di Brienza di cui ha sempre avuto grande considerazione. «Seguo Pistoia- continua l’ex capitano biancorosso- ha vinto la SuperCoppa, ha un’identià ben chiara ed è solida. Mi aspettavo che la sfida potesse essere interessante. Non è una partita che determina una stagione, l’anno scorso ne abbiamo giocate più di 50, è un campionato lunghissimo. Ma a questo punto dell’anno una gara così, tra due squadre che hanno tanti dati statistici simili, che hanno fatto un percorso simile, conta per vedere a che punto di maturità siamo. Io sono molto contento di quello che abbiamo fatto fino ad oggi, anche quando ero fuori, sono sempre rimasto vicino alla squadra. Questo gruppo si allena bene e se anche fa uno scivolone, sa fare autocritica» Anche un decano come lui, protagonista di due anni intensi a Pistoia dal 2015 al 2017, domenica dovrà stare attento alle emozioni.«Penserò a tante cose- chiude il lungo che il prossimo 19 febbraio compirà 36 anni – ma soprattutto a quello striscione dove c’è scritto«A Pistoia non puoi perdere ma puoi solo segnare un canestro in più. L’ho detto ai miei compagni, sarà una battaglia perché la squadra di Brienza rappresenta proprio questa mentalità e ha un grande attaccamento alla città».
DELLA ROSA. «Michele ha fatto tanto per la pallacanestro italiana- dice Della, 26 anni ad agosto- è stato nostro capitano per due anni, il mio ex capitano come lo sono tutti quelli che hanno indossato la fascia di questa squadra per cui ho tifato da sempre. Sono stati anni con tanti risultati positivi, è un onore affrontarlo».
La sua squadra si è conquistata questa importante sfida al vertice che Della non vede l’ora di giocare. «Dopo anni si torna ad aspettare una partita che vale le prime posizioni della classifica- ci dice carico il capitano – spero che, nei limiti della capienza, ci sia il tutto esaurito. Abbiamo bisogno della nostra gente per battere Udine, la favorita alla promozione sarà una domenica particolare per tutti, si respirano emozioni che ci riportano indietro nel passato».
«Siamo alla quarta di ritorno, la stagione è lunga- continua Della Rosa- ma il risultato può dare grande adrenalina, gioia, spinta a chi vincerà. Volete mettere l’emozione di essere primi da soli in classifica? Io non l’ho mai provata e farò di tutto per provarla».
Dove potrà arrivare questa squadra? Se lo chiedono in tanti. Tutti meravigliandosi di vederla (dall’inizio) lassù. Chi non se lo chiede sono proprio i ragazzi di Brienza, che continuano a pensare solo a divertirsi e a stupire. Il segreto del loro successo.«Nessuno si aspettava di trovarci lassù ora- continua il play biancorosso- sicuramente la pressione è tutta su Udine. Loro devono vincere, noi cercheremo di impedirglielo. La sconfitta dell’andata? Da quella gara persa nel finale, siamo tornati più fiduciosi di prima. Domenica la gara si deciderà sui dettagli. Per noi sarà importante approcciare nel modo giusto, non come nelle ultime due gare a Trapani e Piacenza. Dobbiamo mettere in campo tutto il nostro potenziale difensivo, contro un’altra squadra regina della difesa e prepararci a correre. Sarà una gara tosta».



