Pistoia, Wheatle: «Un anno e mezzo di miracoli sportivi da underdog»

Protagonista della rubrica settimanale “5 domande a…” di LBA, Wheatle ha parlato anche del suo arrivo in Italia e delle sue passioni extra-campo

Reduce da una super doppia doppia contro Tortona (11 punti e 10 rimbalzi), Carl Wheatle è stato intervistato dai Canali di LBA per la rubrica settimanale “5 domande a…”. L’ala inglese ha parlato ampiamente dei suoi anni a Pistoia, soffermandosi anche sul suo arrivo in Italia a Biella e sulle sue passioni extra-campo.

QUINTA STAGIONE A PISTOIA: TRA PROMOZIONE E FINAL EIGHT

Wheatle ha innanzitutto fatto un rapido recap degli ultimi 18 mesi a Pistoia. Per lui, ormai alla quinta stagione in biancorosso, l’ultima stagione è stata quella della consacrazione, chiudendo il cerchio da una autoretrocessione ad una nuova promozione. Come in A2, anche in massima serie l’inglese si sta dimostrando fondamentale a livello tecnico e di spogliatoio, ormai parte basilare dello zoccolo duro della squadra e difatti considerabile pistoiese a tutti gli effetti.

«Quest’anno ho provato una sensazione simile all’anno scorso: nessuno ci considerava attrezzati per vincere il campionato così come nessuno ci avrebbe mai dato come partecipanti alla Final Eight. Per noi è un bene, perché ogni volta che scendiamo in campo affrontiamo queste gare come underdog, come sfavorita. Tutti si aspettavano una stagione in cui avremmo fatto molta fatica, però aver cambiato i pronostici è stato anche merito nostro perché siamo stati bravi a vincere nonostante non sembrava fosse destino. In questo anno e mezzo abbiamo compiuto tanti piccoli miracoli sportivi: penso alla vittoria contro Milano, a quella contro Venezia e guardando alla stagione passata senza dubbio la serie play-off con Cantù e la finale che ci ha fatto salire in Serie A».

«Ormai sono quasi un pistoiese adottivo. Qui mi hanno sempre fatto sentire a casa e ho davvero un ottimo rapporto con la tifoseria. Loro per noi sono molto importanti, perché vengono sempre numerosi a palazzo, sia quando vinciamo sia quando perdiamo. Quando è tutto pieno è bellissimo entrare in campo, guardarsi intorno e vedere la gente tutta in piedi pronta per tifarci. Questo rende il nostro lavoro più divertente e più facile, perché avere quella spinta lì ti carica e ti dà l’energia necessaria per affrontare l’impegno. Pistoia come città poi è un gioiellino, è piccola e carina, io mi sono abituato subito allo stile di vita di qui e non posso proprio lamentarmi».

L’ARRIVO IN ITALIA, LA NAZIONALE E LE PASSIONI EXTRA-CAMPO

Il focus dell’intervista si è poi spostato sull’arrivo di Wheatle in Italia. Appena 15enne, l’ala lasciò la natia Londra per trasferirsi a Biella dove ha militato fino al 2019, prima del trasferimento a Pistoia. Un approccio non facile per un ragazzo così giovane in una realtà completamente all’opposta da quella vissuta fino a quel momento ma che certo gli ha permesso di crescere molto.

«I primi mesi non sono stati facili, ci ho messo un po’ per assestarmi. Venivo da una metropoli come Londra e mi sono ritrovato in una città piccola come Biella. Sono passato da una città piena di vita ad una città tranquilla, dove non c’era molto da fare se non pensare alla pallacanestro. Per il mio sviluppo come giocatore ha aiutato tantissimo, per la vita sociale diciamo un po’ meno – ha simpaticamente affermato -. Biella per la mia crescita è stata perfetta, ho avuto ottimi allenatori e ottimi compagni di squadra. Il trasferimento a Pistoia di conseguenza è stato facilitato. Mi ero già creato un certo feeling con il campionato, con lo stile di vita italiano e con il modo di giocare».

Tornando al presente, Wheatle ha parlato della sua esperienza in Nazionale. Proprio durante la pausa dalla Serie A, Carl è tornato a vestire la canotta della Gran Bretagna difatti non interrompendo la sua stagione. Altre due prestazioni eccellenti quelle messe a referto contro Paesi Bassi e Repubblica Ceca.

«Il movimento inglese sta crescendo, ci sono tanti giocatori che stanno facendo il loro percorso ad alti livelli in Europa, ma anche nei college e in generale negli Stati Uniti – ha spiegato -. Ci stiamo accorgendo come nei prossimi anni verranno fuori tanti nuovi giocatori britannici di estremo talento. Ora puntiamo a fare sempre meglio per aiutare innanzitutto a spingere verso l’alto questa crescita, ma anche per aiutare le future generazioni ad avere credibilità quando vestono la divisa della nazionale. Vogliamo qualificarci a tutte le prossime competizioni, arrivare a questo genere di tornei e fare qualcosa in più rispetto a quanto fatto negli anni passati. Siamo partiti molto bene in questa finestra, l’obiettivo rimane sempre quello di migliorarci in modo da raggiungere traguardi sempre più alti».

Chiosa finale sulle sue passioni extra-campo, in cui, come ormai abbiamo imparato in questi anni, spicca in particolare il calcio. Non solo sport però, Wheatle si sta riscoprendo anche un grande lettore.

«Fuori dal campo sono un ragazzo molto tranquillo. Ultimamente mi sono messo a leggere: amo in maniera particolare i thriller perché ti lasciano sempre col fiato sospeso. Leggo anche tanti libri motivazionali. Poi mi piacciono i videogiochi, uscire la sera e guardare altri sport, soprattutto il calcio. Anche se sono di Londra tifo Manchester United, mio papà lo tifa e io di conseguenza mi ci sono appassionato anche io… È “colpa” sua se tifo i Red Devils».

Redazione PtSport
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