PistoiAmarcord, episodio 1: Deron Washington

I sorrisi, le schiacciate, i cambi di look: l’avventura in biancorosso dell’uomo che insegnò a Pistoia come si vola

«Din don, din don, din don, din don. Intervengo da Pistoia: ha segnato Washington».

La colonna sonora più giusta per tornare indietro nel tempo e parlare di uno dei giocatori più amati dai tifosi biancorossi. È il 13 agosto 2013 quando il Pistoia Basket annuncia l’ingaggio di Deron Rachard Washington: dieci anni già passati e una sola stagione impossibile da dimenticare. Come spesso accade in questi casi, ci si precipita al computer o si prende in mano lo smartphone per vedere l’immagine mettersi in movimento.

QUEL SALTO DI 185 CENTIMETRI

Il biglietto da visita di quest’ala classe 1985 è racchiuso in un’azione che ancora oggi, negli States, è ricordata. In particolare a Blacksburg, dove ha sede l’università Virginia Tech, che oggi ha impresso l’immagine sui muri del proprio campus. La partita vede gli Hokies affrontare i Blue Devils di Duke al Cameron Indoor Stadium di Dunham, North California: gli ospiti ripartono in transizione e la palla viene scaricata al ragazzone con i dread e la canotta numero 13. Che la sua intenzione sia schiacciare o appoggiare in terzo tempo poco importa, visto che la point guard Greg Paulus si è già messa sulla sua traiettoria con lo scopo di prendersi uno sfondamento.

Quel che succede negli istanti successivi è pura magia del Gioco: Washington tira dritto e, invece di scontrarsi contro il muro, decide di saltarlo, letteralmente. 185 centimetri di altezza superati di slancio e canestro del +3 per VT: i cronisti di ESPN faticano a trovare le parole. Così come fatica a capacitarsi anche la signora Denise Washington, che a basket ci ha pur giocato, quando, inquadrata dalle telecamere, vede il figlio eseguire una spaventosa schiacciata ai danni degli Eagles del Boston College.

L’ATTRAZIONE PRINCIPALE

In Toscana monta l’entusiasmo, già alle stelle dopo la promozione e il ritorno in A1. Quando coloro che passeranno alla storia come i Diavoli Biancorossi iniziano ad allenarsi al PalaCarrara, i primi applausi ed i primi «Oooh» sono tutti per Deron e per quello che riesce a fare anche in un contesto non competitivo. Si può dire che l’ala nativa di Saint Louis sia stata la rappresentazione più sintetica di quella squadra: aggressività, atletismo e quel pizzico di follia che può consentire di sovvertire i pronostici.

Se non fosse per la “prunaia” di Ed Daniel, a Pistoia non si sarebbe parlato di altro se non dei cambi di look che Washington sfoggia lungo l’annata. Dalla crocchia di inizio stagione alla cresta da mohicano, con tanto anche di tinta rossa, con cui si presentò ai play-off contro Milano.

EVOTTI RACCONTA

Ma la grandezza e l’importanza di Deron si esprime anche nel suo rapporto con il gruppo. Francesco Evotti, che da pistoiese doc fece parte di quel fantastico roster, ha solo parole al miele per il suo ex compagno.

«In spogliatoio sedevamo uno accanto all’altro», racconta. «Ho un meraviglioso ricordo di lui e di sua moglie Christina, con cui uscivamo spesso a cena. Deron è una delle persone più solari che abbia mai conosciuto in tutta la mia vita. In campo dimostrò di essere un atleta incredibile: era dotato di una capacità di salto straordinaria, oltre ad essere un ottimo realizzatore e, soprattutto, un eccellente difensore. Aveva qualcosa di speciale nel suo stare in gruppo: era la persona giusta in quel contesto, sempre disponibile con i compagni. Il legame che si creò rese possibile il risultato che ottenemmo a fine stagione».

Ma cosa fece innamorare i tifosi biancorossi di Washington, oltre ovviamente a ciò che riusciva a fare sul parquet? Evotti non ha dubbi.

«Il suo sorriso. Credo che l’ambiente sia stato conquistato da questo. Le persone lo vedevano, così come lo vedevamo noi, e si identificavano nella sua gioia di stare in campo e di indossare quella maglia».

IL DUNK CHE FECE TREMARE IL PALACARRARA

Difficile scegliere un momento o una partita per ricordare l’esperienza di Washington a Pistoia. Senza dubbio i play-off contro Milano, con le due vittorie al PalaCarrara, sono stati anche per lui l’apice di quella stagione. La schiacciata in faccia ad un allora ventitreenne “Nic” Melli e l’accenno di rissa con Alessandro Gentile, che costò l’espulsione ad entrambi durante Gara 4, sono ancora oggi episodi impressi nella memoria dei tifosi biancorossi.

Ma se si vuole trovare un’occasione in cui l’ala americana mostrò il meglio del suo repertorio, bisogna tornare indietro al 4 gennaio 2014, quando a Pistoia andò in scena il derby dell’Appennino contro la Virtus Bologna. In difesa, Deron è chiamato a fronteggiare un cliente scomodo come Matt Walsh, che insieme all’ex di giornata Dwight Hardy è la principale bocca da fuoco delle VuNere. Dall’altra parte del campo, invece, dimostra da subito di essere in “beast mode”. Chiude con 15 punti, 6 rimbalzi, 3 recuperi, 1 stoppata e 1 assist nell’80-79 finale determinato dal tiro quasi a fil di sirena di JaJuan Johnson.

L’highlight della serata è suo: durante il terzo quarto, riceve palla sulla destra, penetra internamente superando Walsh in palleggio, e va di dunk con la mancina evitando l’intervento di Jerome Jordan. Il tutto ad una velocità disumana: i 4000 del PalaCarrara esplodono in un boato che sconquassa i muri, arrivando forse anche agli Appennini. Tutto per questo ragazzone di Saint Louis che ha fatto capire a Pistoia che, dopo essere arrivati in alto, l’unica cosa che restava da fare era volare.  

PRESENTE E FUTURO

Dopo la sua esperienza a Pistoia, Washington è tornato diverse volte in Italia. In successione, ha vestito le maglie della Vanoli Cremona, dell’Auxilium Torino (per due stagioni), della Reyer Venezia e infine della Pallacanestro Trieste. Quella con i friulani è stata l’ultima annata in Italia, interrotta tra l’altro dallo scoppio della pandemia. Un gioco del destino vuole che l’ultima gara sia proprio contro Pistoia all’Allianz Dome.

Deron, in seguito, ha riallacciato gli scarpini solo una volta, nel 2021, quando è volato in Germania e ha disputato 15 partite con il Mitteldeutscher. Da allora nessuna nuova avventura, con il tempo che ha iniziato a passare dando adito ai sospetti. Pur non avendo mai annunciato il ritiro dal basket giocato, Washington potrebbe aver già voltato pagina: sembra infatti che il futuro riservi un ruolo in panchina. Sarà difficile non vederlo più correre e volare lungo il campo, ma non possiamo altro che augurare il meglio al futuro “coach Deron”.

RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

ULTIME DI CALCIO

ARTICOLI RECENTI

Leggi anche

Prima: con un primo tempo stellare l’Atletico Spedalino supera il Cqs Tempio

Gli arancioblu segnano tre reti in 20' e dominano il derby salvezza vincendo 4-1. Rossoblu sempre ultimi e...

Ex Pistoia, Cantù ha esonerato coach Nicola Brienza

Con i lombardi, il tecnico canturino aveva ottenuto la seconda promozione in A2 dopo quella con i biancorossi....

Pistoia, con Verona un amaro refrain: a Cremona per rialzarsi

I biancorossi crollano ancora alle prime difficoltà, per Sacripanti la striscia nera è da record. Il turno infrasettimanale...

La T Gema Nico Basket vince ancora: battuta la Pielle al PalaPertini

Secondo successo consecutivo per le rosanero, completamente ritrovate nel nuovo anno. Il girone di ritorno inizia col piede...