Pistoiese, a Sesto per invertire il trend. Riolfo: «Vincere a tutti i costi»

Trasferta a Sesto San Giovanni per la Pistoiese, reduce da quattro ko consecutivi. Riolfo: «Non riusciamo a fare male come vorremmo»

Mai nel corso della stagione la Pistoiese aveva attraversato un periodo più negativo, rimanendo a secco per quattro turni consecutivi. Pergolettese, Pro Patria, Piacenza e Carrarese: quattro sconfitte accomunate da un unico concetto, quello dell’emergenza. In nessuno di questi appuntamenti il tecnico Giancarlo Riolfo ha potuto disporre dell’intera rosa a disposizione, dovendo rinunciare a pedine assai strategiche (Chinellato, Pezzi, Solerio, Valiani etc.). Una condizione che rimane anche oggi che gli arancioni partono per Sesto San Giovanni, dove domenica 21 febbraio (ore 15) affronteranno i locali della Pro Sesto. All’appello mancano questa volta lo squalificato Simonetti e gli infortunati Chinellato, Romagnoli, Valiani; torna invece a disposizione Pezzi, reduce da un turno di sospensione.

QUI PISTOIESE

«Non mi sarei mai aspettato che la squadra facesse il primo tempo che ha fatto contro la Carrarese: segno che i ragazzi stanno dando il massimo – ha detto Giancarlo Riolfo, tecnico della Pistoiese -. Poi ti devi scontrare con la bravura dell’avversario e i tuoi limiti: non abbiamo una rosa molto ampia, perciò le assenze si fanno sentire. Cerchiamo di fare il massimo per quello che siamo». I risultati, però, non sono positivi. «I punti che abbiamo fatto in precedenza ci consentono di rimanere a galla nonostante i quattro ko consecutivi – ha commentato il trainer ligure -. Il dramma è che non riusciamo a fare male come vorremmo, anche se per questo ci sono dei motivi. Detto ciò, la squadra è sul pezzo e vuole fare risultato: del resto “Volere è potere”».

Quale la ricetta dell’ex Carpi? «Sto cercando di trasferire alla squadra quella mentalità “non giovanile” del sapersi sporcare le mani quando serve – ha proseguito Riolfo -. Dobbiamo essere più reattivi, percepire l’avvicinarsi del pericolo e buttare la palla “nel fiume” quando ce n’è bisogno. Non è un processo di acquisizione immediata e ci vuole tempo. Rovaglia? Difficile pretendere di più da un ragazzo del 2001 che non giocava da mesi. Ha qualità ma deve crescere: è per questo che è venuto qua. Lo abbiamo buttato subito nella mischia per necessità, quando essere il cambio di Chinellato sarebbe per lui la cosa migliore. Momentè e Solerio stanno migliorando piano piano, così come Chinellato e Valiani che la prossima settimana dovrebbero tornare in gruppo».

Questa domenica, però, c’è la Pro Sesto. «Andiamo ad affrontare una squadra più fresca di noi, ferma da tre turni, con tutti i pro e contro che questo comporta – ha commentato Riolfo -. La Pro Sesto è una squadra organizzata, attrezzata; fin qui ha fatto un buon campionato, tant’è che ci sta davanti nonostante le tre gare da recuperare. Dovremo usare massimo rispetto e attenzione». «Viviamo un momento particolare – ha proseguito il tecnico -. Dalla fine del mercato siamo incappati in diverse problematiche legate a squalifiche e infortuni: l’unico modo per superarle è giocare come se queste problematiche non esistessero. Dobbiamo cercare di limitare al massimo gli errori e sfruttare le occasioni che ci capitano. Stiamo giocando un buon calcio ma dobbiamo vincere a tutti i costi: farlo giocando bene o male non è importante».

QUI PRO SESTO

La formazione dell’hinterland milanese viaggia al dodicesimo posto con 30 punti e tre gare da recuperare (perciò virtualmente in zona playoff, nda): non male per una neopromossa storicamente non avvezza a questi palcoscenici. L’unica piaga dei lombardi, se così si può dire, è stato il Covid. Gli ultimi tre appuntamenti della Pro Sesto sono infatti saltati a causa della positività di alcuni componenti della prima squadra, e anche la gara contro la Pistoiese era stata inizialmente a rischio rinvio per le stesse ragioni. Il match, alla fine, si giocherà regolarmente.

Leonardo Agostini
Leonardo Agostini
Laureato in Beni Culturali all'Università di Firenze e in Storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, amante del calcio e dello sport in generale. Scrivere è una passione e un gioco, la domenica allo stadio un vizio che non ha il coraggio di togliersi.

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