Pistoiese-Aglianese, per Galardi è una sfida al proprio passato

Paolo Galardi, tecnico dei numeri uno arancioni, si racconta a 360°: «Il portiere un ruolo in costante cambiamento. Quell’esperienza con Farioli…»

Uno dei pochi elementi di continuità tra la Pistoiese di inizio stagione e quella attuale è il preparatore dei portieri Paolo Galardi. O meglio, tecnico dei portieri, come piace definirsi a lui, alla luce anche degli importanti cambiamenti che ha attraversato negli anni il ruolo dell’estremo difensore. Il derby in programma domenica tra Pistoiese e Aglianese metterà di fronte Galardi al proprio passato. Dal 2019 al 2022 ha infatti ricoperto il ruolo di tecnico dei portieri dell’Aglianese, disputando tre campionati di alta classifica col team neroverde. Conclusa l’esperienza all’ombra del “Bellucci”, ecco la chiamata da parte del settore giovanile arancione, prima del passaggio in prima squadra risalente alla scorsa estate.

La carriera di Galardi come tecnico dei portieri inizia nel 2000 e nel suo curriculum rientrano più di dieci anni di Serie D, tra Jolly Montemurlo, Scandicci, Aglianese e Pistoiese. Un percorso importante nel corso del quale è cambiato molto il ruolo del numero uno, diventato oggi sempre più importante nell’economia del gioco di squadra: «Ormai il portiere è considerato un giocatore di movimento a tutti gli effetti – sottolinea Galardi – ed è costantemente parte integrante della manovra. Ecco perché penso che non si debba più parlare di un semplice preparatore ma di un vero e proprio tecnico. Di pari passo con quella dei portieri, anche il nostro ruolo ha subìto dei cambiamenti importanti, rendendo questa professione ancora più stimolante e affascinante per quanto mi riguarda».

Ma qual è il vero tratto caratteristico del tecnico dei portieri rispetto al “semplice” mister? «Sicuramente lavorare con solo tre o quattro ragazzi non è come lavorare con venti di questi – dice Galardi. Da un certo punto di vista posso seguire maggiormente il percorso di ogni portiere che ho a disposizione, dando magari anche dei consigli individuali. Oggi però non ci sono più sedute d’allenamento dove i portieri si allenano interamente da soli, anzi il contrario. Molto spesso dopo la prima mezz’ora i ragazzi sono coinvolti nelle sedute e negli esercizi col resto del gruppo. Ecco quindi che l’obiettivo del tecnico diventa quello di preparare i portieri affinché siano funzionali alle necessità dell’allenatore».

Soprattutto in Serie D le squadre sono spesso costrette a scegliere tra portieri quote e over, rischiando di fare scelte legate più al regolamento che alle reali qualità degli estremi difensori: «Il sistema delle quote penalizza più i portieri che gli altri reparti, è innegabile. Basti osservare quanti giocatori, una volta “usciti” dall’età delle quote, sono costretti a scendere di una o due categorie per trovare spazio. Personalmente trovo stimolante lavorare sia coi giovani che coi portieri più esperti. Nel primo caso serve aiutare il ragazzo a mettere in mostra le proprie potenzialità, contribuendo, soprattutto nell’anno di esordio tra i grandi, ad un rapido adattamento ad un campionato tosto come la Serie D. Con un over invece, magari già affermato in categoria, si cerca invece di farlo stare sempre sul pezzo oltre che in perfette condizioni fisiche ed atletiche».

In questi primi mesi di campionato, Galardi ha avuto la fortuna di avere a che fare con portieri molto capaci, da Ricco a Valentini fino a Mataloni e ai ragazzi arrivati recentemente alla Pistoiese: «Sinceramente devo ritenermi fortunato. Con Jacopo avevo già lavorato ad Agliana ed è stato un piacere ritrovarlo, mentre Mattia è semplicemente fuori categoria per la Serie D. Adesso c’è Mataloni che purtroppo in questi anni è stato penalizzato dall’anno di nascita, ma che dal primo di giorno si è messo totalmente a disposizione con grande volontà. Menziono anche Febbo e Gambassi, due giovanissimi che si sono già affacciati alle porte della prima squadra. Tra i 2006 abbiamo anche Lo Pianlo, il quale sta facendo un percorso importante grazie al tecnico Andrea Puggelli. Con tutti questi ragazzi posso dire che siamo in ottime mani».

Nel 2013 Paolo Galardi ha fondato, insieme a Francesco Farioli e Lorenzo Ciattini, l’associazione Portieri Nati per Volare: «Attraverso camp, stage e incontri con istruttori qualificati cerchiamo di fornire ai ragazzi un’esperienza indimenticabile. L’Associazione è cresciuta anno dopo anno, diventando una realtà importante a livello nazionale, con una miriade di giovani portieri che hanno preso parte alle nostre iniziative. Farioli ha iniziato con me a fare il preparatore dei portieri al Jolly Montemurlo, a 18 anni gli suggerii di intraprendere questa strada in quanto non lo vedevo pronto per quella da giocatore. Il risultato lo sappiamo, non c’è bisogno che lo dica…era un predestinato e sono felicissimo di averlo aiutato a raggiungere grandi traguardi».

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.

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