L’1-1 con l’Imolese ha messo in mostra i difetti della Pistoiese: la difesa si riscopre fragile, il centrocampo lento e l’attacco impalpabile
In casa Pistoiese le cose adesso si complicano. Il pareggio fuori casa contro l’Imolese ha un retrogusto amaro e mentre le altre big prendono il volo, o almeno provano a farlo, gli arancioni frenano ancora scivolando addirittura al settimo posto in classifica. L’1-1 con i gialloblù lascia più sensazioni negative che positive, facendo suonare nuovamente il campanello d’allarme. Mister Giacomarro dovrà cercare di trovare la via d’uscita e invertire la tendenza delle ultime partite, ma l’assordante silenzio post partita getta dubbi anche sul futuro dell’allenatore ex Team Altamura.
Andiamo con ordine e partiamo dal primo tempo. Il primo dato da sottolineare riguarda il gol subito dopo soli 4’ minuti. Manes si inventa un gioiello dalla distanza praticamente perfetto, è vero, però non può essere un caso che nelle ultime uscite la Pistoiese abbia sempre subito almeno una rete. L’imperforabilitá difensiva è solo un lontano ricordo? Al momento pare di sì. Anche perché i rossoblu sono andati più volte vicini anche al secondo gol. C’è dunque da interrogarsi sul perché quel blocco granitico che impediva alle squadre avversarie di segnare adesso non funzioni più. Tutta “colpa” dell’assenza di capitan Bertolo? Ai posteri l’ardua sentenza.
Se la Pistoiese, incassato il gol, si fosse riproposta subito in avanti per cercarlo a sua volta, senza dubbio il giudizio sarebbe differente. E invece, così come contro il Sasso Marconi, gli arancioni hanno subito il contraccolpo, riuscendo a produrre pochissimo durante la prima frazione. Appena un’occasione con Basanisi, per altro innescata da un rimpallo fortunoso in area. A dir la verità, anche nella ripresa il numero di chances create dai ragazzi di Giacomarro non è lievitato. Ed è qui che sta il rammarico più grande. Dopo il pareggio di Larhrib gli arancioni avrebbero dovuto proiettarsi in zona offensiva con maggiore insistenza, cercando di azzannare la preda ferita. E invece i ritmi compassati e una manovra non fluida hanno facilitato alla distanza proprio l’Imolese, vicina nel finale al gol vittoria.
I rossoblú, reduci dall’impegno infrasettimanale con il Lentigione, avrebbero dovuto accusare maggiore stanchezza rispetto agli arancioni. In realtà questo assunto è rimasto pura teoria, in quanto per tutta la gara, a parte nella parte centrale del secondo tempo, la sensazione è che a star meglio fossero i padroni di casa. Duelli vinti, strappi individuali e anche un po’ di cattiveria hanno messo in difficoltà la Pistoiese, che proprio quando sembrava poter prendere in mano le redini del match è stata ricacciata indietro dall’Imolese. Tanti, dunque, i temi sul tavolo. Uno di questi riguarda anche l’apporto di molti singoli. Lauria è apparso di nuovo troppo compassato, Polvani lento soprattutto nel primo tempo, Kharmoud nuovamente nervoso ed ingenuo, Pinzauti mai visto negli ultimi sedici metri.
I cambi hanno salvato di nuovo il salvabile, ma ovviamente attingere alla panchina non può essere ogni volta la soluzione. Anche perché comunque inserire i subentrati in un contesto tattico in cui si prova spasmodicamente la palla lunga è estremamente complicato. Tornato il 3-5-2, infatti, sono tornati anche i limiti che questo schieramento tattico aveva mostrato fin qui e cioè la poca produzione di gioco palla a terra. Anche in questo caso, Giacomarro dovrà pensare a come riorganizzare i suoi alla luce delle evidenti difficoltà riscontrate nelle ultime uscite. Anche perchè è innegabile che anche il tecnico siciliano abbia evidenti responsabilità nel rendimento tutt’altro che brillante della compagine arancione. Ed ecco perchè per lui il match col Piacenza in casa assumerà i tratti di uno snodo cruciale.




