Una Pistoiese troppo brutta per essere vera perde fragorosamente al Melani. Già da sabato a Siena ci vuole un altro spirito
La Pistoiese ha deluso enormemente in questa pesante sconfitta contro i marchigiani; nulla faceva presagire ad una debacle del genere. Gli arancioni arrivavano dalla bella vittoria di Pesaro e ci si aspettavano conferme importanti, invece è arrivata la seconda sconfitta interna stagionale, grave anche nelle proporzioni.
L’Olandesina è passata subito in svantaggio, ma almeno nel primo tempo – sia pure senza fare grandi cose – ha perlomeno retto l’onda d’urto dell’attacco dorico. Dopo il raddoppio di Faggioli (autore di una doppietta), al Melani si è spenta la luce in modo veramente incredibile. Prestazione negativa di tutta la squadra, nel calcio si può perdere, ma cedere così, senza una reazione e con l’Ancona-Matelica che nell’ultima mezz’ora ha dilagato, non può starci. Per salvarsi c’è bisogno di grinta, garra ed intensità sempre alta, altrimenti si rischia di fare queste brutte figure.
SQUADRA SFILACCIATA E FRAGILE
Cosa sia successo alla Pistoiese in soli tre giorni, non si sa. Certo, passare dalla difesa imbattuta vista a Pesaro, a questa completamente in bambola con l’Ancona, si fatica a pensare che gli interpreti siano gli stessi. Poi ancora più sconcertante la facilità con cui i biancorossi arrivavano a calciare con i suoi attaccanti: praticamente sempre a tu per tu con il povero Pozzi, che non ha quasi mai potuto opporre resistenza.
Per carità, la colpa non è solo della difesa, il centrocampo arancione è stato surclassato da quello dorico; è mancata la pressione, la compattezza e l’organizzazione difensiva di squadra. Sassarini ha ripresentato la stessa squadra di Pesaro ad eccezione di Ubaldi sostituito da Castellano, ma le risposte sono state fortemente negative. C’è da capire se il modulo di riferimento sarà ancora questo o si ritornerà verso il più collaudato 3-5-2, che però non aveva dato garanzie all’inizio. Certo una difesa a quattro con due centrali difensivi di ruolo a fare i terzini, dove c’è bisogno di spinta, fa riflettere, ma è anche vero che con lo stesso assetto a Pesaro sono arrivati i tre punti. Vedremo in futuro. Certo Sassarini dopo stasera avrà qualche certezza in meno e anche da ricostruire in fretta il morale, perché sabato si torna già in campo a Siena.
POCA CONTINUITÀ E UNA SALVEZZA DA SUDARE
La Pistoiese negli ultimi anni fatica enormemente a trovare continuità: appena arriva una vittoria, anche meritata come a Pesaro, nemmeno il tempo di gustarsela che quando si cercano conferme, puntualmente, si stecca la gara successiva. Siamo all’inizio e non bisogna dare giudizi affrettati, e nemmeno fare paragoni con il passato, ma l’obiettivo della società è quello di ottenere la salvezza, a tutti i costi.
Per raggiungerla, però, bisogna dare sempre tutto e non regalare mai nulla agli avversari, a maggior ragione quando sono, come in questo girone B, già ben attrezzati. Sabato 2 ottobre si giocherà a Siena contro una squadra tra le più forti del girone: può essere l’occasione giusta per un pronto riscatto, ma sarà durissima portare via punti dalla città del Palio. Salvarsi sarà durissima. La vittoria contro la Vis non aveva illuso nessuno, ma se si vuole arrivare all’obiettivo finale, gare come quelle contro l’Ancona-Matelica non vanno ripetute mai più.



