Le strade tra la Pistoiese e mister Antonino Asta sembrano destinate a dividersi, nonostante l’obiettivo salvezza centrato: la società nicchia e il tecnico ha altre proposte
Antonino Asta e la Pistoiese sono vicini al divorzio. Il tecnico siciliano, subentrato in corso d’opera a Paolo Indiani sulla panchina arancione, ha condotto la squadra alla salvezza, ma l’aver centrato l’obiettivo prefissato dalla società potrebbe non essergli bastato per guadagnarsi la conferma.
Lo si era intuito già dal post partita del rovinoso derby contro l’Arezzo, quando furono Federico Bargagna e Raffaele Pinzani a parlare al suo posto: l’ex bandiera del Torino non ha così potuto congedarsi dalla piazza arancione, che lo ha sempre difeso e omaggiato. Oggi intanto dirigerà l’ultimo allenamento, prima di tornare a casa in attesa di un confronto con la società che dirimerà definitivamente la questione. Da par suo il mister sarebbe pure pronto a restare, ma ha sul piatto almeno un paio di offerte interessanti da vagliare e dunque giustamente farà la sua corsa.
A remare contro la conferma di Asta c’è un rendimento, numeri alla mano, assai altalenante. Pro Piacenza a parte, infatti, il 48enne di Alcamo ha conquistato 28 punti in 30 partite, per una media di 0,93. Pochino rispetto alla mole di gioco prodotta e alle prestazioni offerte dai suoi, in partite spesso preparate in maniera impeccabile dal tecnico. A conti fatti si tratta del dato peggiore rispetto ai suoi 7 predecessori su una panchina storicamente bollente dal ritorno tra i professionisti in poi, ma le attenuanti sono tante.
La prima è l’aver ereditato una squadra in corso d’opera con alcune pecche di costruzione evidenti, avendo poche possibilità di intervenire sul mercato per portare giocatori funzionali alla sua idea di gioco. La seconda è quella di aver dovuto “lottare” contro un gruppo che, una volta appurato che il rischio retrocessione fosse pressoché nullo, ha cominciato a tirare i remi in barca. La terza è rappresentata dalle tante partite che, a causa di un episodio o di un errore individuale, si sono concluse in maniera diversa rispetto a quanto era emerso sul campo. Ma nel calcio si sa, spesso per le attenuanti non c’è spazio.
Dopo un’annata a dir poco complicata dunque, il primo passo potrebbe essere rappresentato da questa separazione. A stretto giro ne potrebbero seguire altri, perché la società arancione è pronta a fare grandi cambiamenti per rialzare la testa. Prima di pensare eventualmente al nuovo allenatore però (la lista dei papabili è folta, basti pensare ai tanti tecnici avvistati sulle tribune del Melani nelle ultime uscite), c’è da risolvere il nodo dell’area tecnica: la conferma del d.t. Raffaele Pinzani, infatti, è tutt’altro che scontata, al contrario di quella del direttore dell’area tecnica Federico Bargagna, trait d’union ormai consolidato con i vertici societari.


