È Antonino Asta l’ospite di “Giovedì Sport” su TVL. Il mister della Pistoiese parla del campionato, del mercato di gennaio e analizza la prima parte di stagione. Spazio anche per un momento amarcord
Antonino Asta, mister della Pistoiese, ha partecipato come ospite alla trasmissione sportiva “Giovedì Sport” andata in onda su TVL, parlando della squadra, dei nuovi acquisti, della situazione attuale del campionato di Serie C e di tanti altri argomenti ancora.
La domanda iniziale non poteva che riguardare la gara del turno infrasettimanale, tra Pistoiese e Pro Piacenza, che non si è disputata a causa della situazione surreale che sta attraversando la società emiliana «Purtroppo è una situazione spiacevole che sta andando avanti da un po’ di tempo – commenta Asta – che rende la classifica non veritiera. La decisione di non poter giocare è stata presa in maniera coerente. Ci eravamo preparati senza sapere chi avremmo realmente affrontato. Nonostante le tante idee, anche buone, che possano venire fuori dagli addetti ai lavori, la decisione finale spetta sempre ai piani alti. Non è facile lavorare senza una programmazione precisa, spero che il 30 gennaio (in occasione del Consiglio Federale con la Figc, ndr) si possa trovare una quadra per il bene comune».
Un piccolo flash sulla prossima gara di campionato «Se vogliamo trovare un piccolo lato positivo alla situazione di mercoledì – scherza Asta – è che almeno abbiamo più tempo per recuperare energie. Sappiamo però che la sfida di lunedì 28 gennaio, contro il Gozzano, non va assolutamente sottovalutata. Hanno preso coscienza della loro forza e con il 3-5-2 sono temibili. Da tenere d’occhio sarà soprattutto Messias, un giocatore talentuoso che nell’uno contro uno può far male».
Si torna ad affrontare anche un argomento che ha tenuto molto banco in questi mesi a Pistoia: le piccole disattenzioni… ed un po’ di sfortuna. Antonino Asta ci tiene perciò a precisare «Dobbiamo prestare un’attenzione maniacale ad ogni aspetto durante il match, anche ad un fallo laterale. Sono partite in cui giochi bene, come Lucca o Arezzo, e poi subisci il goal per primo e sul morale pesa come un macigno. Mi faccio del male da solo a ripensare a tutte le partite che abbiamo perso negli ultimi minuti, oppure a partite come quella con la Juventus che hai perso con 12 occasioni da goal create ed un solo tiro in porta concesso». In studio viene poi nominata la parola “sfortuna” e Antonino Asta sorride ed afferma «Non mi piace parlare di sfortuna o di fortuna, però oggettivamente se vai a guardare le partite sono più quelle in cui si vede il bicchiere mezzo vuoto che mezzo pieno. Perché se giochi bene e poi perdi al novantesimo non puoi che sperare che prima o poi la ruota giri».
Si passa poi a parlare del mercato: nuovi acquisti, giocatori infortunati, recuperati e progetti per il girone di ritorno. «Penso che quest’anno il girone A di Serie C è, per il primo anno forse, un girone molto più competitivo degli altri. Non ci possiamo permettere assolutamente distrazioni, dobbiamo lottare fino all’ultima giornata perché anche le squadre dietro di noi si sono rafforzate». Parlando poi più nello specifico del mercato, Asta ci tiene a difendere l’operato suo e della società «La mancanza di una prima punta? Ne ho già parlato in conferenza stampa ma comunque abbiamo dimostrato di saper giocare bene anche senza una punta di ruolo. I rinforzi sono comunque arrivati, Piu e Fantacci li vedo motivati a far bene, si vede che hanno voglia di darci una mano e spero che il loro apporto sarà fondamentale. Minardi? Ha un infortunio che si sta portando dietro da tutta la stagione, dispiace che sia fuori perché potrebbe dare sia qualità che quantità, spero che possa riprendersi al più presto».
C’è stato spazio anche per un momento amarcord con la regia di TVL che ha fatto rivivere a mister Asta alcuni dei momenti più belli della sua carriera, Asta guarda soddisfatto e commenta «Non ho rimpianti nella mia vita calcistica. La convocazione in Nazionale è il ricordo più bello che ho, le parole del Trap negli spogliatoi mi avevano quasi fatto sperare nella partecipazione al Mondiale in Corea del 2002, poi quel contrasto con Edgar Davids nel derby con la Juventus che mi tenne fuori dal campo per due mesi e che mi escluse quindi dalla lista del C.T.».


