A colloquio con il dott. Edoardo Cantilena, medico sociale della Pistoiese: «Protocollo assolutamente non semplice»
La Pistoiese è tornata al lavoro già da due settimane. Per farlo i protagonisti della stagione del centenario hanno dovuto prima di tutto ricevere il via libera dal dottor Edoardo Cantilena, medico sociale del sodalizio arancione. Per tutti infatti, prima di scendere sul rettangolo verde, c’è stato il doppio appuntamento con il dottor Cantilena, punto di riferimento per tutti in questi primi giorni di lavoro. «Abbiamo iniziato con i sette giocatori della rosa attuale, ma non ci sono solo loro – ha raccontato il medico sociale degli arancioni -. Le analisi e i controlli sono stati estesi a tutto lo staff squadra, quindi dallo staff degli allenatori fino ai magazzinieri e anche a tutti i ragazzi del settore giovanile che stanno lavorando con la prima squadra».
I controlli di questi giorni sono stati necessari per avere il via libera all’attività agonistica, ma anche per creare una sorta di ambiente protetto e senza Covid, da mantenere tale anche nelle prossime settimane quando man mano si aggregheranno al gruppo anche altri giocatori. «Lo scopo è creare una bolla protetta a cui potrà accedere solo chi ha fatto i due tamponi ravvicinati risultando negativo. Noi poi siamo già al terzo tampone per chi ha iniziato a lavorare con noi dall’inizio e seguiamo il protocollo molto rigido, facendo tamponi ogni quattro giorni e il seriologico a tutti ogni due settimane, oltre ad un questionario molto scrupoloso per capire se sono venuti a contatto con casi di Covid. I nuovi arrivati poi non accedono al gruppo squadra fino a che non sono giunti i risultati di negatività ai due tamponi. Andremo avanti così fino a che non cambieranno le procedure, sinceramente la speranza è che cambi qualcosa più avanti perché a livello logistico, organizzativo e di costi così non è assolutamente semplice la cosa».
Anche perché, e questa è una delle tante storture della gestione Covid, si potrebbero presentare problemi a breve, ad esempio per le amichevoli della Pistoiese, dato che le squadre dilettanti non sono obbligate per il loro status professionale ad altrettanti e rigidi controlli. Da qui poi parte anche un altro tema, quello di cosa accadrebbe in caso di tampone positivo per uno dei tesserati della Pistoiese. L’eventualità, per quanto remota, esiste, come stanno dimostrando i tanti casi riscontrati proprio in questi giorni con l’inizio dei ritiri delle squadre professionistiche italiane. A riguardo il dottor Cantilena spiega la procedura prevista per gestire eventuali positivi nel club arancione: «Se ci dovesse essere un caso di giocatore positivo verrà messo in isolamento domiciliare, sempre che non abbia necessità di essere ospedalizzato. Il gruppo squadra – spiega ancora il medico degli orange – in quel caso continuerà ad allenarsi, ma dovrà andare in ritiro in una struttura che tenga tutti isolati dal resto delle persone. Ovviamente la situazione dovrà poi essere monitorata ed eseguiti i controlli su tutto il gruppo».
Nel calcio al tempo del Covid anche una sacralità canonica come la visita medica di inizio stagione ha in parte cambiato procedura, diventando ancor più approfondita e specifica, soprattutto per quei giocatori che hanno avuto durante gli scorsi mesi contatti diretti con il pericoloso virus che sta affliggendo tutto il mondo. «Anche la visita medica è cambiata: adesso è ancor più scrupolosa di prima, quando comunque era già molto accurata. Bisogna però distinguere tra chi ha avuto il Covid e chi no, anche se nella Pistoiese nessuno ancora appartiene a questa prima casistica. Per tutti gli arancioni – ha puntualizzato ancora il dottor Cantilena – è quindi bastata la visita e il doppio tampone. Mentre se ci fosse stato qualcuno con una storia di positività al Covid o di contatto diretto con un caso accertato o a forte rischio servirebbe una visita medica diversa, più scrupolosa e articolata, con ulteriori esami del sangue e anche esami cardiologici e polmonari aggiuntivi». Perché in tempi come questi è bene non lasciare niente al caso.



