Pistoiese, capitan Valiani: «Dobbiamo fare i conti con una squadra rinnovata»

«Il centenario deve essere un qualcosa in più, uno stimolo e non una pressione», le parole del capitano della Pistoiese

La Pistoiese riprende a lavorare in vista della trasferta di domenica contro l’Albinoleffe. Dopo il secondo ko consecutivo, arrivato tra le mura amiche del Melani contro la Pro Sesto, gli arancioni saranno chiamati al riscatto. Una sconfitta che non ti aspetti, quella contro i biancocelesti.

Peccato davvero, perchè è la prima volta da inizio stagione, che la squadra di Frustalupi sbaglia la prestazione. In generale però un avvio al dì sotto delle aspettative che sta macchiando le premesse della stagione del centenario: «Mancano ancora 31 partite – ha commentato Francesco Valiani – ma sicuramente la classifica va guardata. Quello che pesa di più in questo momento sono le ultime due partite: a Carrara abbiamo giocato bene per 80 minuti, contro una squadra forte e non so se ci siamo portati dietro quella sconfitta, pagando la prestazione messa in campo con la Pro Sesto. C’è dispiacere – ha proseguito il capitano arancione – anche noi volevamo avere dei punti in più. So bene che a Carrara e a Como ci sta di perdere ma se domenica avessimo fatto una prestazione come si deve, magari con nove punti, con le due vittorie, tre pareggi e due sconfitte, eravamo a metà classifica, in quella posizione dove sei sempre pronto per dare una zampata in più».

Un avvio così così che però non fa disperare il capitano della Pistoiese: «Nonostante tutto non è una situazione tragica – ha sottolineato Valiani – non vedo tutto da buttare e tutto male. Anch’io vorrei che questa fosse una stagione importante, da ricordare e di alta classifica ma dobbiamo fare i conti con una squadra molto rinnovata e non è un modo di dire. Per non sbagliare – ha spiegato il numero 7 arancione – si prende giocatori a fine mercato e in virtù di questo abbiamo bisogno di lavorare, di stare insieme, di conoscersi ed essere tutti al completo. Diversi giocatori, considerati le nostre punte di diamante, hanno avuto problemi fisici, ad esempio Cesarini e Perucchini, come inizialmente le ho avuti io. Questo sicuramente non ci ha aiutato e comunque non abbiamo mai avuto una formazione simile da una partita all’altra. Le assenze hanno voluto dire molto. Mi dispiace solo il fatto che comunque non si riesca a tirar fuori la bontà del lavoro che facciamo settimanalmente. Il mister dal primo giorno che è arrivato ad oggi, ci ha sempre dato qualcosa in più: ci dà grande fiducia, ci fa lavorare in maniera serena, ci fa rifiatare quando si rende conto che ce n’è bisogno e usa il bastone quando è necessario. Settimana dopo settimana si crea sempre di più un’alchimia positiva con lui ma purtroppo, negli ultimi cinque giorni, nei risultati non si è visto e questo è il dispiacere più grande».

Il capitano ha parlato anche dei giovani, svariando da Tempesti, Spinozzi e Mazzarani, quest’ultimo sempre tra i migliori in campo. «E’ la forza di Federico. Il suo essere così maturo lo si era visto anche nella scorsa stagione. Quest’anno si è presentato con l’atteggiamento di un giovane ma con le qualità e la tranquillità di un veterano. Quello che poi alla fine dobbiamo assimilare tutti. Capire che ci sono momenti in cui bisogna riflettere o rischiare un dribbling ma con la consapevolezza che sia il momento giusto. Anche Tempesti sta crescendo – ha proseguito il capitano arancione – C’è da dargli tempo senza mettere sulle sue spalle troppa zavorra. Quando è sereno e senza pressioni è un giocatore straordinario che naturalmente deve migliorare su tante cose, ma lui lo sa. Voglio spendere una parola anche su Spinozzi, un ragazzo che, non solo domenica, entra e si da fare e merita di giocare mettendo in difficoltà l’allenatore. Ma sono tanti gli aspetti positivi – ha chiosato Valiani – aspetti che vanno trasformati in voglia di ribaltare la brutta tendenza di questi ultimi cinque giorni. Una settimana fa eravamo a parlare di una vittoria in casa, anche se rocambolesca, ma con una prestazione che era la nostra prestazione. La Pistoiese è quella. Una squadra che non si arrende mai. Ed è questo lo spirito che ci è mancato domenica contro la Pro Sesto, che ripeto, secondo me ci è stato tolto da quella partita persa 2 a 0 a Carrara».

Le aspettative dell’anno del centenario sono alte. Può essere una pressione in più per la squadra? : «Essere sott’occhio in una stagione importante è una cosa che dà grandissimi stimoli, quando una squadra è fatta completamente da giocatori di altissimo livello. Non dico che non abbiamo giocatori importanti ma faccio riferimento a calciatori come Ibrahimović e Ronaldo. In una squadra come la nostra, che deve avere un atteggiamento di una squadra che deve salvarsi, di sicuro qualcosina in più di pressione riesce a metterla. Ma non deve nemmeno essere una scusa, perchè il centenario deve essere un qualcosa in più, uno stimolo e non una pressione. Sopratutto la squadra deve badare più alle spalle sue. Magari erroneamente qualche volta ho detto ai ragazzi – e lo penso anche adesso – che questa squadra può stare tra le prime sei posizioni. Ma tutto viene vanificato se prima non si bada al sodo: una squadra che martella, umile, operaia che fa un bel deposito di fieno in cascina e dopo se la va a giocare. La salvezza non deve essere l’unico obiettivo finale ma quello da raggiungere prima possibile per poter fare poi quel qualcosa di straordinario, quel qualcosa che parliamo da inizio stagione».

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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