D’ora in poi non serve il bel gioco ma i tre punti: la rincorsa della Pistoiese continua, ma davanti le avversarie non mollano
In questa fase del campionato non serve filosofeggiare, non è il momento di analizzare la brillantezza del palleggio o la qualità estetica della manovra. Conta solo una cosa: vincere. E la Pistoiese a Correggio ha fatto esattamente questo. Lo 0-3 del “Borelli” è un risultato che pesa più per la classifica che per la forma. Dopo le energie spese in Coppa, con la pressione di dover rispondere alle vittorie delle altre e con una rincorsa che non ammette pause, gli arancioni avevano un solo obbligo: prendersi l’intera posta in palio. Missione compiuta. Da qui alla fine, inutile nascondersi, l’obiettivo è uno solo, ossia raccogliere il massimo possibile, senza lasciarsi distrarre dal concetto di bel gioco. Ci saranno partite sporche, altre più lineari, alcune dominate e altre meno. Ma la differenza la farà la concretezza.
La classifica, intanto, non cambia. Lentigione e Desenzano non sbagliano un colpo e continuano a correre. A nove giornate dalla fine i punti di distanza dalla vetta restano tre, due invece quelli dalla piazza d’onore. La rincorsa è ancora viva, ma non concede margine di errore. Questo significa una cosa sola: arrivare agli scontri diretti senza perdere terreno per strada. Non si possono lasciare punti contro chi lotta per salvarsi o naviga a metà classifica. Bisogna tenere il passo, restare agganciati e poi tentare il colpaccio contro le big. Il campionato si deciderà lì, anche perché, allo stato attuale delle cose, la Pistoiese è pressoché obbligata a vincere a Lentigione il prossimo 15 marzo. Nella capacità di restare lucidi ora e di colpire quando arriverà il momento. Ecco perché, oggi più che mai, contava solo vincere.
Non è mai corretto soffermarsi sui singoli quando si parla di un gruppo che sta funzionando, ma oggi una nota speciale è doverosa: Giuliani sta crescendo in maniera evidente. Non solo per il rigore parato, ma per la sicurezza che trasmette all’intero reparto. È più presente nelle uscite, più deciso nelle letture, più autorevole nella gestione dell’area. Si fa trovare pronto quando serve, senza commettere sbavature. Un percorso di crescita costante, frutto anche dell’ottimo lavoro quotidiano con il preparatore dei portieri Ferioli. Oggi Giuliani non è solo un giovane interessante: è un portiere che dà garanzie. E in una rincorsa come questa avere un estremo difensore così solido è un valore aggiunto enorme.
Un altro aspetto che emerge con forza è la profondità della rosa. Chiunque venga chiamato in causa risponde presente. Campagna e Pinzauti, pur avendo avuto meno spazio nelle ultime settimane, hanno dato il loro contributo con disponibilità e applicazione, il primo soprattutto. Kharmoud conferma di essere un giocatore affidabile, pronto quando serve, senza bisogno di riflettori. Rossi è il solito jolly prezioso in mezzo al campo, capace di adattarsi a qualsiasi contesto. I terzini Costa Pisani e Tempre stanno crescendo partita dopo partita, sia in fase difensiva che nella spinta. E al di là dei nomi, ciò che colpisce è l’atteggiamento collettivo: nessuno fuori dal progetto, nessuno fuori giri. Questa è la differenza nelle ultime giornate, ovvero non esistono riserve ma esiste un gruppo.
Lucarelli, infine, ha scelto la miglior formazione del momento, valutando energie spese, condizione fisica, piccoli acciacchi e anche le influenze che hanno toccato il gruppo nelle ultime settimane. Non scelte casuali, ma ponderate. Escludere dall’inizio sia Rizq che Russo poteva essere rischioso, considerando lo stato di grazia di entrambi, ma la squadra ha risposto con maturità. Non ha forzato quando non serviva, ha colpito nei momenti giusti e ha gestito la partita senza farsi trascinare fuori binario. È il segnale di un gruppo che ha capito cosa serve in questo momento della stagione.
E ancora una volta il pubblico. Anche a Correggio non è mancato il sostegno dei tifosi, seppur in maniera inferiore rispetto ad altre occasioni. Un buon numero al seguito, presenza costante, voce fino all’ultimo minuto. In un finale di stagione così tirato, ogni dettaglio conta. E sapere di non essere soli nemmeno in trasferta è un segnale che pesa. La rincorsa continua. Non sarà il bel gioco a fare la differenza da qui in avanti, ma la capacità di restare lucidi, compatti e sopratutto concreti. E oggi, più di tutto, contavano i tre punti.




